CDS – Mauri, comincia la partita

CDS – Mauri, comincia la partita

ROMA – A quasi due anni di distanza dall’apertura dell’inchiesta della Procura di Cremona, dopo un campionato (2011/12) passato con l’incubo dell’arresto preannunciato dalle televisioni, otto giorni di custodia cautelare e altri dieci ai domiciliari, più un’altra stagione intera (2012/13) resistendo alle accuse e portandosi dietro l’immagine del mostro da…

ROMA – A quasi due anni di distanza dall’apertura dell’inchiesta della Procura di Cremona, dopo un campionato (2011/12) passato con l’incubo dell’arresto preannunciato dalle televisioni, otto giorni di custodia cautelare e altri dieci ai domiciliari, più un’altra stagione intera (2012/13) resistendo alle accuse e portandosi dietro l’immagine del mostro da sbattere in prima pagina, oggi si apre il processo sportivo a Stefano Mauri, capitano della Lazio, centrocampista di 33 anni con 11 presenze in nazionale. L’interrogativo è lo stesso di allora: innocente o colpevole oltre ogni ragionevole dubbio? Tanto tempo non è stato sufficiente per fare chiarezza e oggi Stefano Palazzi, capo della Procura di via Allegri, illustrerà il teorema accusatorio fondato sugli atti trasmessi dai magistrati di Cremona e sulla relazione dello Sco, provando a convincere Artico, presidente della Disciplinare.

ACCUSE – Mauri è il caso più scottante, ma il processo riguarderà nei complesso tre società e otto tesserati. Nel mirino due partite: Lazio-Genoa (4-2) del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio (2-4) del 22 maggio, ultima giornata del campionato concluso dalla società biancoceleste al quinto posto dietro all’Udinese, mancando la qualificazione Champions per differenza reti. Stefano Mauri, Omar Milanetto, Mario Cassano, Carlo Gervasoni, Alessandro Zamperini, Massimiliano Benassi, Stefano Ferrario e Antonio Rosati sono stati deferiti con l’accusa di aver violato gli articoli 1 (principi di lealtà) e 7 (illecito) del codice di giustizia sportiva. Lazio, Genoa e Lecce dovranno rispondere per responsabilità oggettiva. Il processo di primo grado alla Disciplinare si terrà oggi (a partire dalle ore 10,30) e domani all’hotel NH di Corso Italia a Roma. Artico si prenderà una decina di giorni per la cosiddetta “camera di consiglio” prima di emettere la sentenza, attesa tra il 2 e il 5 agosto. I tempi classici dei termini concessi alle difese anticiperanno l’appello. Il processo di secondo grado, davanti alla Corte di Giustizia Federale, si terrà presumibilmente tra l’11 e il 13 agosto, quando Mauri scoprirà se potrà giocare o meno la finale di Supercoppa italiana tra Lazio e Juventus del 18 all’Olimpico.

SCENARI – Oggi i lavori si apriranno con le eventuali eccezioni preliminari sollevate dai legali e le richieste di patteggiamento. Non è il caso di Mauri e della Lazio, che punteranno alla piena assoluzione: il centrocampista ha sempre respinto ogni accusa. Palazzi e la Procura di Cremona sono convinti che abbia organizzato e partecipato agli illeciti, consumati sul campo. A sostegno dell’accusa i riscontri delle celle telefoniche dei cosiddetti “zingari”, transitati a Formello il giorno prima e la mattina stessa della partita con il Genoa. E poi altri riscontri per la partita di Lecce nella domenica successiva. A favore di Mauri e della linea difensiva (sostenuta dall’avvocato Melandri per il giocatore e dall’avvocato Gentile per la società) l’inesistenza di prove certe e schiaccianti: buona parte del teorema si appoggerebbe sulle accuse “de relato” di Carlo Gervasoni. E’ attendibile l’ex giocatore del Piacenza? E si può condannare un giocatore, e di conseguenza una società, con un processo sinora soltanto indiziario? I precedenti di William Pianu (per Bari-Treviso) e Nicola Strambelli (per Salernitana-Bari), prosciolti per insufficienza di prove, potrebbero rappresentare una sponda decisiva. Mauri rischia una squalifica pesante e la Lazio una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato a seconda degli illeciti che verranno contestati: Palazzi concluderà la requisitoria con la richiesta di sanzioni, le difese faranno il loro, ma poi toccherà a Sergio Artico e alla Disciplinare pronunciarsi. Entro Ferragosto il processo di secondo grado. Poi eventualmente il Tnas (Tribunale Nazionale dello Sport presso il Coni) per ottenere uno sconto e riequilibrare le condanne: la partita è appena cominciata.

Corriere dello Sport

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy