CDS – Miro, tieni duro fino al derby

CDS – Miro, tieni duro fino al derby

Folle grandinata. E nel 6-0 rifilato ai pigmei bolognesi, parecchi laziali intravedono perfino un pallone siderale scaricato da ogni angolo della terra dentro al teatrino del debuttante portiere Stojanovic, lungagnone equiparabile all’orso del luna park. Basta così; non ne possiamo più di imperversare imprendibili dentro la vigna di mister Pioli,…

Folle grandinata. E nel 6-0 rifilato ai pigmei bolognesi, parecchi laziali intravedono perfino un pallone siderale scaricato da ogni angolo della terra dentro al teatrino del debuttante portiere Stojanovic, lungagnone equiparabile all’orso del luna park. Basta così; non ne possiamo più di imperversare imprendibili dentro la vigna di mister Pioli, mentre Miro nostro catalizza il gioco la davanti inalberando il pokerissimo; cioè un terzo del suo bottino stagionale o la metà di quanto realizzò nel girone ascendente prima d’abbandonare il gruppo di Formello ai propri stenti. Questo tiro a segno organizzato dai registi intercambiabili Ledesma-Hernanes rifiuta terminologie tecniche, scansioni cronologiche, momenti sofferti, uno straccio di pathos. Sono tutte scene di sapienza calcistica srotolate a senso unico tanto dai facitori esterni Lulic-Candreva quanto dai due finalizzatori Klose-Floccari abbinati da mastro Petkovic per la prima volta, visto che la squadra si è talmente fatta male, dopo le energie profuse su tre fronti, da esibire ieri al via il penultimo attacco dell’itinerario di ritorno.
Suvvia, non pensiamoci ancora, che le delizie vanno accumulate quando arrivano, senza pensare a ciò che poteva essere sparpagliando meglio lo straripamento sotto cui vengono travolti i felsinei. Quattro reti in 18 minuti cavate fuori dalla stessa procedura: ripartenza assatanata sui disimpegni sbagliati degli appisolati oppositori, con Sorensen, Taider, Perez e Kone puntualmente predisposti nello scatenare i ribaltamenti. Poi l’asfaltata prevede pure due momenti balistici puramente spettacolari, pressoché collegati: il missile terra-aria-traversa-gol con cui Hernanes raddoppia e la bordata-Floccari, sempre all’incrocio dei pali, che pare il volo d’un giavellotto lungo uno spazio senza fine. Troppa grazia dopo tanta carestia! Ma certe partite capitano quando meno te l’aspetti, alla stregua di commedie dell’assurdo prive di senso logico e di aspri duelli già a metà percorso. Sì, dovevano arrivare gli emiliani per sollecitare un risveglio bulimico, per raddolcire i cuori e i numeri impietosi del crollo-2013. E meno male che al 67’ l’allenatore poliglotta toglie il suo cannibale, che proseguendo sullo slancio piomberebbe chissà dove. La cinquina da Europa League del panzer evoca ai meno giovani quella lontana domenica di Pruzzo contro l’Avellino. Seguono altri avvicendamenti e schermaglie di contorno prima dei titoli di coda. Grazie Klose, e che il cielo ti conservi così almeno fino al derby del 26 maggio.

Corriere dello Sport

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