CDS – «Non ha il permesso della Fifa»

CDS – «Non ha il permesso della Fifa»

Sta scappando. Se n’è andato e ha indossato la maglia del Velez Sarsfield senza far incassare un euro alla Lazio, che lo aveva ricoperto di soldi e pagato 23 milioni di euro tra prestito e riscatto. Chissà se e quando potrà giocare, perché il suo transfer diventerà un caso internazionale.…

Sta scappando. Se n’è andato e ha indossato la maglia del Velez Sarsfield senza far incassare un euro alla Lazio, che lo aveva ricoperto di soldi e pagato 23 milioni di euro tra prestito e riscatto. Chissà se e quando potrà giocare, perché il suo transfer diventerà un caso internazionale. Una fuga in piena regola e l’argentino non è passato attraverso una cessione o una sentenza come era accaduto per Goran Pandev, che si era liberato davanti al Collegio Arbitrale prima di sposare l’Inter. Un colpo a sorpresa, ma neppure troppo. Ha sempre fatto così e fuori rosa, il 15 dicembre scorso, era finito da solo, non rispondendo alla convocazione di Petkovic per la partita con l’Inter. Zarate era stato inserito dalla Lazio nella lista dei convocati per il ritiro di Auronzo, ma non si è presentato. A pensarci bene, era scappato anche nel 2009 dall’Al Sadd avvalendosi di una clausola di rescissione che aveva spinto gli arabi a rivolgersi alla Fifa. Questo, però, è un caso senza precedenti. «Non finisce qui» urlavano ieri sera Lotito e il ds Tare, pronti ad aprire una nuova battaglia.

FURIA – E’ un caos, un caso mondiale. La Lazio, attraverso i suoi legali, oggi scriverà alla Fifa, alla Federcalcio di via Allegri e anche alla Federazione argentina con sede a Buenos Aires per impedire il tesseramento di Zarate con il Velez Sarsfield. Trascinerà Maurito, che aveva rifiutato ogni ipotesi di conciliazione al Collegio Arbitrale (per esempio cessione attraverso clausola di rescissione) in ogni tribunale possibile. Chissà quanto ancora si parlerà di una storia finita malissimo, come peggio non poteva. La società biancoceleste è convinta di essere stata danneggiata, scippata, derubata di un cartellino, che si è svalutato moltissimo nell’ultimo anno. Tante le ipotesi di trasferimento sfumate. Forse voleva solo andare via a costo zero. Ma un conto sono le scelte tecniche e strategiche, un altro le leggi. E per il regolamento Mauro Zarate, sino a prova contraria, oggi è ancora sotto contratto con la Lazio e potrebbe essere liberato soltanto attraverso un procedimento sportivo soltanto dal lodo intentato davanti al Collegio Arbitrale. Lo stesso avvocato Zaccheo, presidente del Collegio, ieri pomeriggio è rimasto spiazzato.

 

LEGALI – Zarate, che aveva aperto la causa, ha chiesto attraverso i suoi legali di rinunciare al lodo. La Lazio si è opposta. «Credo lo abbia fatto per evitare una sentenza sfavorevole, ma non può farlo. Ha chiesto la risoluzione per mobbing e adesso si tira indietro. Non è possibile senza l’accordo con l’altra parte. Un prounciamento ci vuole. E’ stato mobbizzato oppure no? Noi riteniamo che non sia stato vittima di mobbing, la Lazio è stata soltanto danneggiata da Zarate e adesso aspettiamo il parere del Collegio Arbitrale» ha spiegato Gentile, avvocato del club biancoceleste. E poi ha aggiunto: «Non capiamo come possa il Velez annunciare il suo ingaggio. Zarate non ha alcun permesso della Fifa. Aspettiamo il lodo, poi ricorreremo in ogni sede. Qualora avessimo ragione davanti al Collegio, il giocatore e anche la società argentina rischierebbero delle sanzioni» . L’argentino sta percorrendo un’altra strada, forse legata al diritto internazionale del lavoro, ma si tratterebbe di un nuovo percorso giuridico. Una sentenza Bosman dei tempi moderni su cui l’avvocato Marchese, per evidenti motivi di riservatezza, non si è pronunciato. «Non abbiamo rinunciato al lodo. Posso dire soltanto che abbiamo rappresentato al Collegio una diversa ipotesi, ci sarà un’altra strada che stiamo perseguendo. Perché Zarate si considera un giocatore libero? Non posso rispondere» . Zaccheo ha tempo sino a lunedì prossimo per depositare il lodo attraverso la motivazione. Entro tre o quattro giorni si conoscerà la sua decisione, già superata dai fatti. La battaglia legale proseguirà su altri fronti.

 

Corriere dello Sport
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