CDS – Norcia coccola la Lazio

CDS – Norcia coccola la Lazio

Qui se la giocano San Benedetto da Norcia, patrono d’Europa, e Santa Rita da Cascia, distante appena 18 chilometri e il cui Santuario è diventato meta di pellegrinaggi. Può darsi che Lotito preferisca il primo, non solo perché ci ha mandato di nuovo la Lazio in ritiro, ma perché gli…

Qui se la giocano San Benedetto da Norcia, patrono d’Europa, e Santa Rita da Cascia, distante appena 18 chilometri e il cui Santuario è diventato meta di pellegrinaggi. Può darsi che Lotito preferisca il primo, non solo perché ci ha mandato di nuovo la Lazio in ritiro, ma perché gli ricorda il significato spirituale di uno dei suoi latinismi preferiti. «Ora et labora» era la raccomandazione di San Benedetto, fondatore del monachesimo benedettino, ai suoi discepoli. Qui Petkovic e la squadra biancoceleste sono stati spediti a meditare, riacquistare serenità e lavorare in preparazione della finale di Coppa Italia. La sconfitta di Trieste con il Cagliari e l’epilogo poco entusiasmante del campionato meritavano un intervento deciso, un ultimo tentativo per rianimare un gruppo che da febbraio procede a singhiozzo e tra tante difficoltà. Si confida nella scaramanzia: è la sesta volta, negli ultimi dieci anni, che la Lazio sceglie di rifugiarsi in Valnerina e tutti i precedenti sono favorevoli. Mancini nel 2003 preparò in una settimana i preliminari di Champions in cui eliminò il Benfica. Nel 2006 Rossi impostò la seconda fase del ritiro estivo che lo portò verso il terzo posto e ci tornò nell’aprile 2009, sull’orlo dell’esonero, per ricompattare la squadra: nella domenica successiva vinse 4-2 il derby con la Roma e un mese dopo la finale di Coppa Italia con la Samp di Mazzarri. L’ultima volta a Norcia risale all’inverno 2010: Reja, toccato il punto più basso con la sconfitta in casa con il Bari e dopo aver pensato alle dimissioni, riuscì a creare i presupposti per svoltare a Cagliari e creare i presupposti per costruire la salvezza.

IMMORTALI – Carlo Bianconi, proprietario dell’hotel Salicone e del campo dove si allena la Lazio, all’ora di pranzo pensando al derby sospirava. «Speriamo che il Signore ci aiuti» . Ha qualcosa di mistico la partita di domenica. Nel giorno in cui le delegazioni delle due società facevano visita a Papa Francesco in Vaticano, qui ieri si concludevano le celebrazioni per la Festa di Rita, famosa per essere la Patrona dei casi impossibili. Si vive di turismo religioso, non di solo calcio e anche gli alberghi di Norcia dopo l’ora di pranzo e un week end popolatissimo hanno cominciato a svuotarsi. Calma piatta e silenzio totale, il modo migliore per concentrarsi, viaggiando tra il sacro e il profano. Ieri mattina una delegazione della Curva Nord, formata da tre tifosi, ha avuto un breve incontro con Petkovic.«Se vincerete questo derby, diventerete immortali per la tifoseria» il messaggio inviato alla squadra attraverso il tecnico di Sarajevo, che per la verità avrebbe preferito restare ad allenarsi a Formello. Ma Vlado ha la pelle dura e pensa positivo: s’è già messo l’ultima delusione alle spalle e sta vivendo con grandissima concentrazione questa vigilia. Ieri mattina passeggiata in paese, con il mister bosniaco e il ds Tare in testa al gruppo, e un pallido sole a scaldare Piazza San Benedetto. Alle cinque di pomeriggio l’allenamento sotto nuvole basse e cariche di pioggia, con l’effetto di abbassare il termometro a temperature invernali, guardando i Monti Sibillini.

 

SERENITA’ – Ritiro blindato sino ad un certo punto, anzi molto meno rispetto a tre anni fa, quando la Lazio rischiava la retrocessione in B e fu costretta a scappare da Roma perché contestatissima dai suoi tifosi. All’epoca polizia e camionette dei carabinieri circondavano l’albergo Salicone e presidiavano gli accessi, ieri il cancello era aperto. Sono stati messi i teloni intorno alla rete di recinzione, perché è normale tutelare la privacy e il lavoro tattico di Petkovic, ma il campo e gli allenamenti si vedono molto meglio che a Formello. Se l’obiettivo fosse stato quello di nascondersi, la Lazio non sarebbe venuta qui in ritiro, ma la lontananza da Roma può aiutare ad allentare lo stress. I giocatori ieri, dopo qualche classico malumore da primo giorno di ritiro, erano molto più sereni. Nell’eremo di Norcia la squadra biancoceleste è coccolata. Alle otto, nel pieno rispetto della tradizione e in un clima familiare, tutti a cena a Palazzo Seneca, evitando stravizi, perché questo è il paese del Tartufo Nero e dei salami. Così sì, ci si può ritrovare.

 

Corriere dello Sport
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy