CDS – Norcia, eremo magico da Reja a Petkovic qui sono nate le vittorie

CDS – Norcia, eremo magico da Reja a Petkovic qui sono nate le vittorie

ROMA – Con la Lazio ha fatto festa anche Norcia, l’eremo umbro caro a San Benedetto e scelto da Lotito per il ritiro di preparazione al derby di Coppa Italia. Sta diventando un connubio indissolubile, nel rispetto di una tradizione favorevole. Petkovic ha preparato il suo capolavoro sullo stesso campo…

ROMA – Con la Lazio ha fatto festa anche Norcia, l’eremo umbro caro a San Benedetto e scelto da Lotito per il ritiro di preparazione al derby di Coppa Italia. Sta diventando un connubio indissolubile, nel rispetto di una tradizione favorevole. Petkovic ha preparato il suo capolavoro sullo stesso campo dove Reja nel 2010 aveva creato i presupposti per l’operazione salvezza della Lazio e Rossi, nella stagione precedente, costruito un’altra storica vittoria nel derby con la Roma, all’epoca sconfitta per 4-2. Nel 2006 la Lazio era stata a Norcia per la seconda fase del ritiro estivo che avrebbe portato alla qualificazione Champions e tre anni prima Mancini e il presidente Longo prepararono i preliminari Champions con il Benfica. Tutti precedenti di buon auspicio e il posto ideale per allenarsi bene, a 600 metri d’altezza, lontani dalle tensioni, dal frastuono di Roma.

SIMBIOSI – A Norcia ricordano con orgoglio di aver ospitato anche altre squadre di calcio e il ritiro della nazionale di scherma in preparazione alle Olimpiadi di Londra nel 2012. La Vezzali e la squadra di fioretto, per la cronaca, sono tornate a casa con un bottino di 8 medaglie. Con la Lazio il feeling è datato e nel paese famoso per il tartufo nero per nessuna ragione al mondo volevano che la tradizione favorevole si infrangesse. S’è creata una simbiosi tra Norcia e la squadra. All’hotel Salicone, quartier generale della Lazio, erano presenti un gruppo di una trentina di turisti belgi e qualche tedesco, ovviamente impazzito per Klose.«Domenica è stata una bolgia. Ci siamo riuniti tutti per vedere il derby e tifare per la Lazio. Eravamo una cinquantina, compresi i belgi che avevano familiarizzato con i giocatori» racconta Carlo Bianconi, il proprietario. «Abbiamo visto tanti ritiri, ce n’eravamo accorti con il personale, ma non lo dicevamo. Mai vista una squadra così concentrata. Mi ha colpito la serietà dei giocatori. Eravamo convinti che avrebbe vinto la Lazio». I giocatori per scaramanzia si erano dati un ordine: «Perdiamo» dicevano agli amici da cui venivano contattati attraverso i telefonini. Ma era ovviamente una risposta scaramantica. Uno dei passaggi fondamentali la cena del mercoledì, avvenuta fuori dall’albergo che ospitava il ritiro. Ne ha parlato Petkovic. E Bianconi si è ricordato di un analogo episodio accaduto nel 2010. «Quando la squadra è venuta a cena a Palazzo Seneca abbiamo visto che sorridevano e stavano bene insieme. Nella stessa cena con Reja, tre anni fa, i giocatori decisero di mandare a casa lo psicologo». Norcia deve avere un potere nascosto. Lotito ha la risposta di San Benedetto:«ora et labora»

Corriere dello Sport

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