CDS – «Parleremo di tutto per essere sempre più competitivi»

CDS – «Parleremo di tutto per essere sempre più competitivi»

ROMA – Resta. E ha cominciato a parlare con Lotito, perché così avevano stabilito nel maggio 2012, quando la Lazio gli aveva proposto la panchina, un biennale e l’opportunità di sfondare nel calcio italiano. Petkovic ha rispettato il mandato societario, ha vinto la Coppa Italia e mantenuto un posto in…

ROMA – Resta. E ha cominciato a parlare con Lotito, perché così avevano stabilito nel maggio 2012, quando la Lazio gli aveva proposto la panchina, un biennale e l’opportunità di sfondare nel calcio italiano. Petkovic ha rispettato il mandato societario, ha vinto la Coppa Italia e mantenuto un posto in Europa League. Ha valorizzato il gruppo dei giocatori che gli erano stati affidati. E ora potrà concertare con i dirigenti il nuovo progetto. Per tentare l’assalto alla Champions, per provare ad arrivare in fondo all’Europa League: rinforzarsi ringiovanendo l’organico e migliorando aspetti legati all’organizzazione interna. Un progetto ambizioso su cui già ieri, a pranzo dopo la premiazione dell’Ussi, Lotito e Petkovic hanno cominciato a confrontarsi. I colloqui proseguiranno in queste ore e prima che Vlado torni in Svizzera per le vacanze. Già alla fine di aprile aveva sollecitato la società, chiedendo un incontro. Ma le valutazioni erano state rinviate alla fine della stagione. Il tecnico di Sarajevo è stato ferito da alcune critiche, questo spiega le sue parole, legate in buona parte anche alla necessità di trovare risposte certe dai dirigenti. La finale di Coppa Italia non ha modificato i suoi pensieri, li ha solo rinforzati: aveva un’idea ottimale del lavoro svolto, ma perdendo il derby sarebbe stato messo in discussione almeno dalla piazza. E adesso, assumendo una posizione ancora più centrale nel progetto, può definire e condividere un piano che garantisca un altro passo in avanti della Lazio. Nei discorsi potrebbe entrare anche la possibilità di un adeguamento e di un rinnovo del contratto, a cui Lotito e Tare pensano già da mesi. Ma si tratta di un argomento marginale rispetto alla sintonia e alla condivisione di un’idea. Il rinnovo potrebbe arrivare di conseguenza anche tra qualche mese, magari dopo l’estate.

BILANCIO – Petkovic resterà e questo è il primo punto da mettere in chiaro dopo averlo visto sorridente, finalmente disteso, al Circolo Aniene per il premio ricevuto dall’Ussi. «Resto. Non c’è nessun dubbio, quando ho firmato il contratto di due anni con il presidente, ci siamo detti di rivedere tutto dopo un anno per parlare di tutto e pianificare il futuro. L’ufficialità dei due anni esiste e rimane. Con tutto quello che abbiamo fatto e cosa ho nelle mani sono sicuro di restare». Parlerà più di organizzazione che di acquisti. Ha le idee precise su cosa è mancato da febbraio in poi. «Io non chiedo niente alla società, posso dare le mie valutazioni tecniche e dire le mie opinioni, dove siamo mancati e dove ci sono state difficoltà, poi si mette tutto sul tavolo. C’è tempo, un mese, due mesi per fare tutto e diventare veramente forti». Lotito ha promesso una Lazio più competitiva. Petkovic non s’è sbilanciato. «Potrò dirlo solo a fine agosto se la squadra sarà più forte, credo al presidente e alle sue parole, poi ci sono situazioni oggettive che possono subentrare». Tutti hanno pensato alla mancata conferma di alcuni big. Vlado ha frenato. «Hernanes va via? Ma non lo so, ho letto, sento da 6 mesi che potevano andare via a gennaio lui e diversi giocatori, è ancora qua, lo ha detto anche lui, ha altri 2 anni di contratto». Ha lottato su tre fronti giocandosi ogni partita al massimo. Per riprovarci in Europa League, servirà una rosa ampia. «Ce ne sono tanti di giocatori importanti, adesso alla fine della stagione abbiamo 10 titolari di nazionali diverse, ciò ha aumentato il valore della squadra. Tenere questo ritmo e fame creata anche in Europa, ci vogliono tutti quanti. Abbiamo visto com’è facile perdere diversi giocatori per infortuni e altre cose, dobbiamo essere preparati per tutti gli eventi».

FIDUCIA – Il Profeta ha dato 7 alla stagione della Lazio. Niente voti per Petkovic.«Per le analisi più profonde c’è tempo, ho dormito 2 ore e mezzo, non sono abbastanza lucido per fare le analisi,. Essere nella storia della Lazio è molto importante, ha avuto un peso anche nella preparazione della partita, è stato un peso per i ragazzi, sapevano di poter entrare nella storia. Dare voti è azzardato, bisogna valutare tutto, lo svolgimento, l’inizio della stagione, cosa è successo nei primi sei mesi e dopo. Sono molto soddisfatto, non sono mai contento al 100 per cento, cerco sempre di migliorare, questo sarà un tema per il futuro». Ci ha sempre creduto. «Io sentivo che doveva tornare indietro tutto questo sforzo e la qualità messa in campo. Ci sono stati dei momenti bui, non ci siamo persi d’animo». Zoff gli ha fatto i complimenti: «Mi ha fatto piacere conoscerlo, scambiare due parole. Si è complimentato per la vittoria, è un piacere conoscere un personaggio come lui». Forza, coraggio, tenuta nervosa. Ma anche una partita preparata bene dal punto di vista tattico e condotta con personalità quando s’è fatto male Ledesma.«Abbiamo cercato già in settimana di preparare tutto nei minimi dettagli, non è sempre facile, non sai chi inizia e chi no degli avversari, abbiamo analizzato ogni situazione abbastanza in profondità. Cambio di Ledesma, chi mi conosce e ha seguito quest’anno, sa che il mio unico pensiero è vincere la partita, serviva vincere con la testa. Ho messo Mauri, poteva dare la svolta in tutti e due i sensi, ma si deve anche provocare la fortuna, l’abbiamo provocata per 90 minuti»

Corriere dello Sport

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