CDS – Per Berisha è la sfida più grande

CDS – Per Berisha è la sfida più grande

CORRIERE DELLO SPORT ROMA – Sotto a chi tocca. Già, ma a chi tocca? Non è facile togliere Berisha dai pali, non è facile lasciar fuori Marchetti. E’ un bel rebus, è un quiz, è un rompicapo che si rinnova di partita in partita. Il dubbio della settimana che porterà…

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ROMA – Sotto a chi tocca. Già, ma a chi tocca? Non è facile togliere Berisha dai pali, non è facile lasciar fuori Marchetti. E’ un bel rebus, è un quiz, è un rompicapo che si rinnova di partita in partita. Il dubbio della settimana che porterà al derby esiste, ma non sembra così ampio. Le mani di Berisha sono sicure, grandi, calamitano palloni e attenzioni. Le mani di Marchetti son state tremanti nel finale del 2013 e il 2014 è iniziato tra tormenti, problemi muscolari e malanni vari (continuano a condizionarlo).

BERISHA – Reja ha le spalle coperte, la garanzia si chiama Berisha, ad oggi continua ad avere un margine di vantaggio su Marchetti: sta bene, è in forma, la sensazione è che giocherà lui. Quando si presentò si capì subito che aveva carattere, grinta, determinazione. Si è imposto alla grande, non ha mai dato l’impressione di essere un esordiente. Albania e Svezia, erano state queste le realtà vissute, chiunque avrebbe accusato l’impatto con il calcio italiano. Berisha no, s’è messo tra i pali, se n’è infischiato delle pressioni. Non ha rispettato le attese, è andato oltre. E’ un acquisto azzeccato, non è facile rintracciare portieri moderni, capaci di adattarsi ai cambiamenti, di ambientarsi senza problemi. Il mercato estivo, così discusso e criticato, ha portato a Roma il portiere albanese, è bene sottolinearlo. Berisha si tiene pronto, ha completato il rodaggio, ha dimostrato di meritare il posto da titolare. All’inizio si propose a parole, nel corso del tempo la sua forza è stata certificata dai fatti, dalle prestazioni. Il pericolo squalifica (doppio contratto firmato con Chievo e Lazio) non sembra più immediato, sarebbe posticipato a fine stagione. La Lazio ha pensato di rintracciare un portiere in più durante il mercato invernale, ha cambiato idea in corsa: è facile credere che il club abbia ottenuto delle garanzie. Berisha c’è, è una certezza. Sarà il portiere del futuro, le strategie saranno definite in estate. La squalifica prima o poi arriverà e andrà scontata, nel frattempo andrà deciso il destino di Marchetti. Il Milan l’ha corteggiato, ma i rossoneri hanno preso Agazzi (arriverà a giugno). All’orizzonte c’è il derby, il resto non conta.

 

MARCHETTI – Marchetti nel 2014 non s’è mai visto, non ha mai giocato. Prima del match contro l’Inter gettò la spugna, non si sentì bene. Ci riprovò a Udine, niente da fare. Ritentò contro la Juve, ma Reja lo vide pallido la sera del 25 gennaio, preferì lasciarlo in panchina. Domenica, nell’anteprima di Chievo-Lazio, il diesse Tare è intervenuto sul caso: «Mi dispiace che si parli sempre di mercato, Reja ha detto che non c’è un caso Marchetti. Da quasi 3 settimane ha un infortunio all’adduttore, gli fanno fare allenamento ma non riesce a giocare. Penso che dalle prossime gare sarà a disposizione» . E il tecnico a fine partita ha ribadito la versione: «Con Berisha possiamo dormire sonni tranquilli. Quando Federico starà bene, giocherà. Vediamo in settimana» . L’adduttore continua a creargli fastidi, Marchetti vive il momento più duro da quando è sbarcato a Roma. Nella vita ne ha viste di tutti i colori, rischiò la morte in un incidente stradale, rimase fuori a Cagliari per un anno, si allenò senza mai giocare. Ha la forza per rialzarsi, nei periodi più difficili l’ha tirata fuori, gli ha permesso di rinascere, di rigenerarsi, di rilanciarsi. Marchetti spera nella chiamata, non sa se la riceverà. Il derby è il derby, viverlo dopo più di un mese d’assenza dai campi può essere un rischio per chiunque, anche per un portiere esperto. E’ un ruolo delicato, nonostante gli allenamenti l’inattività tende a frenare i riflessi, vanno risvegliati. E l’occhio fa la sua parte, un conto è la partitella in famiglia, un altro è la velocità di gioco prodotta da una gara ufficiale. E lo stress da derby va affrontato al meglio delle possibilità psico-fisiche.

 

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