CDS – Perea: Ora vuole solo stregare Petkovic

CDS – Perea: Ora vuole solo stregare Petkovic

ROMA – Ora è tutto della Lazio. Sono finiti gli scampoli di partita con la nazionale colombiana e il cordone ombelicale con il Deportivo di Cali è stato definitivamente reciso. Per Brayan Perea il futuro adesso è solo biancoceleste. LOS CAFETEROS – Il nuovo attaccante biancoceleste avrà qualche giorno per…

ROMA – Ora è tutto della Lazio. Sono finiti gli scampoli di partita con la nazionale colombiana e il cordone ombelicale con il Deportivo di Cali è stato definitivamente reciso. Per Brayan Perea il futuro adesso è solo biancoceleste.

LOS CAFETEROS – Il nuovo attaccante biancoceleste avrà qualche giorno per tirare il fiato prima di mettersi agli ordini di Petkovic. Con ogni probabilità infatti Perea arriverà ad Auronzo a ritiro già iniziato. La società gli ha concesso qualche giorno di riposo in più in virtù della coda sportiva che ha prolungato la sua stagione. Chiusa l’esperienza con il Deportivo di Cali e aver detto addio al campionato colombiano con cinque gol in sedici presenze, Perea ha infatti risposto alla convocazione di Restrepo, selezionatore della Nazionale sub 20 della Colombia. I baby, pardon los ninos, dei cafeteros sono stati impegnati nel Mondiale di categoria in corso in Turchia. Per la Nazionale sudamericana è stato fatale l’ottavo di finale perso ai calci di rigore contro la Corea del Sud che si è svolto mercoledì a Trebisonda.

IL SUO RUOLINO – Perea è stato tuttavia utilizzato con il contagocce da Restrepo che gli ha preferito altri attaccanti, salvo lanciarlo nella mischia negli ultimi minuti. Una scelta che decisamente non ha favorito le qualità tecniche e fisiche del longilineo attaccante colombiano. Alto, dotato di mezzi fisici importanti, non ha però nel dribbling stretto la sua arma migliore. Ha nelle corde le capacità di “sfondare” come un ariete le difese avversarie, non certo di lasciarle immobili nel breve. Ha bisogno di giocare tanti minuti, di sfruttare i cross dal fondo. Inchiodarlo spalle alla porta con la difficoltà di girarsi e smarcarsi dalla marcatura avversaria significa creargli più di un problema. Spiccioli di partita non entusiasmanti nella gara d’esordio contro l’Australia guidata in panchina dall’ex biancoceleste Paul Okon. Stesso discorso nel secondo impegno contro i padroni di casa della Turchia. Nel derby latino contro El Salvador poco più di dieci minuti a disposizione senza la possibilità di lasciare il segno. Chiuso il girone al primo posto però la Colombia si è fermata dagli undici metri contro la Nazionale di Seul. Qui però paradossalmente è arrivata l’unica nota lieta per il neolaziale che ha trovato la via del gol. Suo il quinto rigore che ha tenuto ancora vive le speranze sudamericana prima dell’errore decisivo di Balanta che ha definitivamente compromesso il cammino.

IL SUO CALENDARIO – Alle spalle gli impegni internazionali, Perea sta ora godendosi gli ultimi giorni di vacanza. In qualche modo forzata. Il colombiano infatti è dovuto tornare nel suo Paese per sbrigare alcune formalità burocratiche, ottenere il visto che gli permetterà di tornare e vivere in Italia. Difficile dunque pensare che sia di ritorno a Roma già lunedì per iniziare il mini-ritiro fatto di test medici e atletici a Formello prima della partenza vera e propria per Auronzo che avverrà mercoledì in un orario che resta tuttavia da definire. Più probabile allora che l’attaccante si aggreghi al gruppo a lavori iniziati.

GLI OBIETTIVI – Riposarsi sì, ma senza esagerare. Perea, per quanto fatto vedere finora, ha bisogno di mettere muscoli per far sì che non diventi un fuscello per le ruvide difese italiane. Il ventenne colombiano ha dei margini importanti di crescita, ma per non pagare uno scotto eccessivo con il nostro calcio dovrà poter disporre di chili in più. Il punto fermo del reparto d’attacco anche l’anno prossimo si chiamerà Klose. I gol parlano per il tedesco, ma sempre di più una squadra impegnata su tre fronti chiamerà in causa altri calciatori. Se il modulo adottato da Petkovic non dovesse cambiare e si proseguisse con una sola punta in campo, Perea sarebbe chiamato a farsi trovare pronto quando il kaiser sarà indisponibile. Floccari, Kozak e Perea andranno così a completare un reparto d’attacco che dovrà rispondere ad aspettative crescenti. Perea, Anderson e Biglia: una Lazio in salsa sudamericana che non vuole lasciare nulla di intentato.

Corriere dello Sport

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