CDS – Petkovic, adesso basta errori

CDS – Petkovic, adesso basta errori

La premessa è d’obbligo: l’assenza di Mauri è pesante, si sente, è riscontrabile sotto ogni punto di vista tattico. Mauri è calcisticamente unico nel suo genere, negli anni ha sempre garantito profondità alla squadra, assist e gol, raccordo tra centrocampo e attacco, nella Lazio non ha mai avuto un clone.…

La premessa è d’obbligo: l’assenza di Mauri è pesante, si sente, è riscontrabile sotto ogni punto di vista tattico. Mauri è calcisticamente unico nel suo genere, negli anni ha sempre garantito profondità alla squadra, assist e gol, raccordo tra centrocampo e attacco, nella Lazio non ha mai avuto un clone. Fatta la premessa va centrato il punto dell’analisi: la Lazio ha perso certezze. Un anno fa si celebrava Petkovic per aver trovato il giusto compromesso, per aver fatto un passo indietro e aver convinto la squadra a farne uno in avanti, verso di lui. Nacque il 4-1-4-1, fu la somma del mercato (deludente) dell’estate 2012, delle caratteristiche dell’organico e delle richieste della squadra nell’era post Reja. Il 4-1-4-1 è diventato uno dei tanti moduli utilizzati dall’allenatore in questo confuso inizio di stagione. A Reggio Emilia, storia di due giorni fa, l’assetto della Lazio è diventato un rompicapo. Passare da un modulo all’altro (in corsa) può essere un vantaggio (lo è stato a volte l’anno scorso), ma variare alla rinfusa crea scompensi, manda in tilt i giocatori. Petkovic deve puntare su un modulo di riferimento che sia quello del passato o uno nuovo. Serve una scelta e su quella bisogna lavorare. La Lazio del girone d’andata 2012-13 non può essere sparita (ordine, gioco e spettacolo, risultati) pur se le tracce si son perse nel gennaio scorso…

Il nervosismo – L’allenatore appare teso, ne risente anche il gruppo. Serve l’unione del passato
E’ teso, risponde spesso piccato, si sente bersagliato soprattutto dall’esterno. Petkovic non ha la serenità proverbiale che aveva conquistato tutti. L’esperienza italiana, biancoceleste in particolare, l’ha segnato. Petkovic è sulla difensiva, è facile accorgersene durante le conferenze stampa che si svolgono a Formello. Alcune domande lo pungono più del dovuto, le rispedisce al mittente educatamente (è un signore, ci mancherebbe), senza fare troppi giri di parole. Le tensioni sono palpabili, si ripercuotono anche sullo spogliatoio, è normale che accada. Petkovic aveva spettacolarizzato la Lazio nei primi mesi dello scorso campionato, le aveva dato un’anima diversa, un gioco nuovo, una mentalità vincente, offensiva. Queste prerogative si sono perse insieme alle certezze tattiche, vanno recuperate. Serve l’unione d’intenti del passato, è necessaria la tranquillità, facilita anche le espressioni calcistiche, il feeling in campo. La prima Lazio di Petkovic era felice e armonica, unita e granitica, affamata sempre e comunque. La fame di vittorie, un concetto che è stato portato a Formello proprio da Vlado. Lo ripeteva a cantilena nei primi mesi della sua gestione, ne aveva fatto un ritornello, tutti in squadra se l’erano messo in testa. La tensione può logorare, può appannare le idee e minare gli spiriti, soprattutto se sono bollenti.

Il turnover – Non si è mai espresso sul mercato. E ritarda l’utilizzo degli acquisti
Il ritardo nell’utilizzo di uomini come Perea e Felipe Anderson ha gettato qualche ombra sulla sintonia tra allenatore e società in tema di mercato. Gli acquisti finora non hanno fatto la differenza, sono stati utilizzati col contagocce eccezion fatta per Biglia e Novaretti. Perea e Felipe Anderson sono giovani, d’accordo. Sono arrivati da poco tempo, nessuno dice il contrario. Ma un ritardo effettivo s’è registrato ed è normale che abbia fatto sorgere dei dubbi. Petkovic ha organizzato il turnover attingendo in particolare dal vecchio gruppo, dagli uomini più conosciuti. Felipe Anderson (soprattutto) e Perea sono stati acquistati dalla società per essere utili subito, non solo in prospettiva. Vanno provati, in questo modo si potrà anche giudicare l’operato del club. Petkovic finora ha dribblato le domande legate al mercato, ha preferito non parlarne, non ha aiutato a fare chiarezza, ha tenuto per sè certi pensieri. Servirebbe una presa di posizione netta in un senso o nell’altro, meglio evitare equivoci, meglio non dar vita a pericolosi retropensieri. La stagione è appena iniziata, basta poco per rovinarla del tutto, per gettarla alle ortiche. Non sia fatto, si recuperino le forze, si saldi l’unione. Il paradosso della Lazio è sempre uguale a se stesso: dopo vittorie sonanti (vedi la Coppa Italia) si vivono momenti di crisi. Il passato prima o poi varrà come insegnamento? Aiuterà a crescere? La parabola vale per tutti.

La flessione – Gli infortuni come alibi ma la squadra accusa un calo mentale e fisico
Testa e gambe devono viaggiare alla stessa velocità, non sta accadendo. Ci sono problemi (limiti?) tattici, c’è anche un doppio calo (fisico e mentale). Gli infortuni sono pesanti, valgono come alibi di ferro. Ma la preparazione accelerata non sta dando i frutti sperati. Il calo coinvolge in particolar modo i big, gente come Hernanes e Klose. Regge Candreva, Lulic è partito meglio rispetto alla scorsa annata, le altre individualità non spiccano. Gonzalez è appesantito, è uno di quelli che ha pagato la partecipazione alla Confederations Cup. I leader sono sempre stati uno dei segreti del successo, se marciano sotto ritmo è impossibile tentare il decollo. La sosta dovrà servire per rigenerare il gruppo, per guarire la maggior parte degli infortunati, per ricaricare le batterie, per dar vita a confronti costruttivi. Petkovic e il preparatore Rongoni dovranno stilare una tabella di marcia ben precisa. Dovrà essere adattata alle esigenze del gruppo per far sì che vengano raggiunti standard di forma compatibili con le ambizioni della società e dei tifosi, con gli impegni multipli che servirà il calendario. La sosta arriva ed è benedetta, ma prima di accoglierla andranno giocate due gare importanti: il Trabzonspor e la Fiorentina. Due test probanti, senza prove d’appello. Le risposte vanno fornite subito, gli esami non saranno rimandati. 

Corriere dello Sport

 

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