CDS – Petkovic, è vertenza di lavoro

CDS – Petkovic, è vertenza di lavoro

(CORRIERE DELLO SPORT) – ROMA – Lotito contro Petkovic, ecco la contesa, ecco le mosse, ecco come si dirimerà la controversia. Dopo giorni di indiscrezioni e notizie confuse s’è chiarito il quadro della vicenda. Statuto dei lavoratori, è questo l’ambito. Non esiste un accordo di lavoro collettivo tra la Lega…

(CORRIERE DELLO SPORT) – ROMA – Lotito contro Petkovic, ecco la contesa, ecco le mosse, ecco come si dirimerà la controversia. Dopo giorni di indiscrezioni e notizie confuse s’è chiarito il quadro della vicenda. Statuto dei lavoratori, è questo l’ambito. Non esiste un accordo di lavoro collettivo tra la Lega di Serie A e l’Associazione allenatori (l’unico risale al 1990, è stato disdettato). Il rapporto di lavoro tra club e tecnici è dunque regolato dallo statuto dei lavoratori. E’ diverso il caso che riguarda i calciatori, nell’accordo collettivo è prevista l’istituzione del collegio arbitrale.

LA PROCEDURA – La Lazio sabato scorso, tramite una lettera, ha inviato una contestazione di addebito disciplinare (lavorativa e non sportiva) al tecnico Vladimir Petkovic, al vice Manicone e al preparatore Rongoni (tutti e tre hanno sottoscritto contratti con l’Asf, l’Associazione svizzera di football, a partire dall’1 luglio 2014). La società contesta loro la violazione del principio di fiducia e lealtà. Il club dice: Petkovic, quando gli è stato chiesto, ha negato di aver sottoscritto accordi con l’Asf ed invece l’ha fatto. La Lazio fa leva sulla violazione del principio di lealtà nei confronti del datore di lavoro: secondo il club è venuto meno anche il rapporto di fiducia con la squadra. Petkovic e i suoi collaboratori dovrebbero ricevere le lettere entro oggi, hanno minimo cinque giorni di tempo per rispondere (è scontato pensare che lo facciano). Se le risposte non saranno considerate convincenti dalla Lazio (sarà così, è solo una questione formale) si procederà con il licenziamento per giusta causa (la procedura di licenziamento è iniziata con la prima contestazione). La Lazio, attraverso la missiva, ha esonerato i tre tecnici dal presentarsi oggi a Formello in attesa di ricevere le loro motivazioni. Petkovic, attraverso un contatto telefonico avuto con i dirigenti (sembrerebbe col diesse Tare), avrebbe assicurato la sua assenza (alle 17 è fissata la ripresa dei lavori). Il rischio è imbarazzante, in caso contrario a Formello si presenterebbero due allenatori. Petkovic e i suoi collaboratori continueranno ad essere pagati sino al giorno in cui non sarà scattato il licenziamento (dovrebbe avvenire tra il 5 e il 6 gennaio), poi non riceveranno più un euro. L’allenatore bosniaco e i suoi fedelissimi, secondo l’iter, potranno rivolgersi al tribunale del lavoro come dei lavoratori qualsiasi. Se il tribunale darà loro ragione, la Lazio sarà costretta a riconoscere gli stipendi sino a giugno (mese in cui scadranno i contratti in essere). I tempi sono lunghi, la causa non è ancora iniziata e potrebbe concludersi dopo giugno. Petkovic, in ogni caso, non tornerebbe sulla panchina della Lazio. La società punta a risparmiare i soldi degli ingaggi, il nodo è questo.

 

GALDERISI – Lotito è sempre infuriato, vuole chiedere anche un risarcimento danni di un milione lordo al bosniaco. C’è un precedente che gioca contro il patron. Lega Pro: nei mesi scorsi il collegio arbitrale condannò la sua Salernitana al pagamento di tutte le spettanze (comprese le spese legali) all’ex tecnico granata Giuseppe Galderisi e al suo vice Cavalletto. Si parlò anche in quel caso di licenziamento per giusta causa. Divisione dei calciatori a tavola in base alla convocazione o meno per la gara successiva, comportamenti lesivi dell’immagine della società: furono queste alcune delle accuse mosse dalla Salernitana. Vinse Galderisi.
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