CDS – Petkovic: Mi sento della Lazio al 100%

CDS – Petkovic: Mi sento della Lazio al 100%

Ne hanno parlato in Svizzera, anche tanti suoi amici, del suo probabile e futuro incarico. Il quotidiano «Blick» (vicinissimo alla Federazione di Berna) e la Rsi (televisione della Svizzera italiana) che trasmette le partite della nazionale elvetica, lo considerano il favorito per la panchina di Hitzfeld. A Roma sono solo…

Ne hanno parlato in Svizzera, anche tanti suoi amici, del suo probabile e futuro incarico. Il quotidiano «Blick» (vicinissimo alla Federazione di Berna) e la Rsi (televisione della Svizzera italiana) che trasmette le partite della nazionale elvetica, lo considerano il favorito per la panchina di Hitzfeld. A Roma sono solo rimbalzate le indiscrezioni e Petkovic, forse con un giorno di colpevole ritardo, ieri sera ha finalmente risposto da allenatore della Lazio. «La Svizzera? Di questa cosa ne avete parlato voi. Ho un contratto sino a giugno. Sono con il cuore e con la mente concentrato al 100 per cento sulla Lazio». Belle parole, espresse con sentimento e passione. Meglio così. Nella conferenza stampa della vigilia era stato decisamente evasivo. Anche sul campo, ieri sera, è apparso aggrappatissimo alla panchina biancoceleste. E ha festeggiato il gol del raddoppio di Felipe Anderson come non succedeva da tempo. Il segnale chiaro di un attaccamento al lavoro e di una partecipazione alla causa che non può essere messa in discussione. «Io festeggio sempre i gol. Ma forse negli ultimi tempi abbiamo segnato poco. Ho avuto voglia di festeggiare più di altre volte. Dovevo, potevo festeggiare di più. Qualche altro gol lo abbiamo lasciato, si poteva chiudere con uno scarto ancora più ampio. Faccio i complimenti ai ragazzi. Sono stati una vera squadra sul campo» ha raccontato l’allenatore di Sarajevo, contento per i numerosi segnali percepiti nella notte di Varsavia. La Lazio ha dato la sensazione di essere tornata a divertirsi. «Lo chiedevano i giocatori, lo chiedevano tutti quanti. Lottando, i ragazzi hanno cominciato a prendere fiducia. E così ci si può divertire».

 

GIRONE – Ora serviranno le conferme in campionato. E Petkovic ha avvertito subito tutti. «Sono state tante le note positive. Non tutto è stato ideale. Ora non dobbiamo montarci la testa. E’ stata una bella partita contro un avversario che ci ha lasciato giocare una bella partita. La prossima partita sarà diversa, più dura, dobbiamo prepararci ad affrontare il Napoli». Vincendo, la Lazio si è garantito il passaggio ai sedicesimi di Europa League. E il 12 dicembre, nell’ultimo turno, avrà l’opportunità di chiudere in testa il girone battendo il Trabzonspor all’Olimpico. «Era importante vincere, conserviamo possibilità di chiudere al primo posto. E’ importante per proseguire un cammino positivo» ha spiegato Petkovic. Sarebbe un bel vantaggio scavalcare i turchi. Il primo posto consentirebbe alla Lazio di giocare in casa nella partita di ritorno dei sedicesimi di finale e negli eventuali ottavi, garantendosi un ingresso soft nel tabellone a eliminazione diretta.

CRESCITA – Il tecnico bosniaco ha parlato anche dei singoli. Nella ripresa si sono rivisti lampi del vero Hernanes. «Ha giocato una bella partita. Peccato, poteva anche segnare. Sta crescendo. E’ in ripresa. Nel finale ho tolto i giovani, perché erano stanchi. E con le sostituzioni ho dovuto cambiare i moduli. Ma non siamo andati in confusione…». Promossi Perea, Keita e Felipe Anderson. «I tre ragazzi sono andati bene, ma anche perché sono stati supportati dal resto della squadra. Non può essere decisivo il singolo. C’era una squadra e c’erano i ragazzi che hanno lavorato per la squadra». Ha colpito la personalità di Berisha. «Sono contentissimo per lui. Si è confermato dopo le prestazioni in Nazionale. Abbiamo confermato di avere anche un secondo portiere di buon livello». Petkovic è stato sollecitato sul tema degli incidenti. «Mi dispiace veramente. Non fa parte del calcio, dello sport. E’ incredibile che la libertà di circolazione in Europa sia ostacolata per una partita di calcio. Non si può arrivare allo stadio con le famiglie, da soli, in sicurezza. Si deve aggredire, curare da fuori questo male. Ci vuole severità con chi sgarra». La Lazio non rischia sanzioni Uefa. «Non lo so cosa potrebbe succedere, di chi è la colpa, ma tutto è successo lontano dallo stadio. Non posso dare commenti».


Corriere dello Sport
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