CDS – Petkovic ora studia il tridente

CDS – Petkovic ora studia il tridente

Il tridente, la nuova tentazione. Tre attaccanti, due esterni veloci e un centrale potente, mica male come idea. Le prove sono andate in onda ieri mattina, sotto la lente d’ingrandimento sono finiti due moduli: il 3-4-3 e il 4-3-3. Un input generale: palla in profondità e scarico dietro, questo voleva…

Il tridente, la nuova tentazione. Tre attaccanti, due esterni veloci e un centrale potente, mica male come idea. Le prove sono andate in onda ieri mattina, sotto la lente d’ingrandimento sono finiti due moduli: il 3-4-3 e il 4-3-3. Un input generale: palla in profondità e scarico dietro, questo voleva Vlado, dettava tempi e movimenti, chiedeva ai suoi uomini di chiamarsi per nome prima di servire il passaggio. Una volta s’abbassava l’esterno offensivo (movimento lungo-corto), scaricava sul difensore o sulla mezzala, una volta prendeva palla il regista e cambiava fronte di gioco. Gli esperimenti continuano, servono aggiornamenti. Nella prima uscita stagionale il tecnico ha utilizzato il 3-5-2, il 4-1-4-1 e il 4-2-3-1. Ieri ha schierato due squadre, le ha alternate disponendole a tutto campo. Il secondo match della prima fase di ritiro sarà disputato domani alle 17 contro il Brasile Soccer Team, il nome potrebbe spaventare, è solo una rappresentativa sudamericana di minor livello. Il 3-4-3 e il 4-3-3 potrebbero essere provati in partita, scommettiamo che…

IL 3-4-3 – Due Lazio, ecco la prima. Petkovic inizialmente ha disegnato un doppio tridente e una mediana a quattro. La difesa era composta da Dias, Novaretti e Ciani. Il centrocampo era affidato a Konko, Mauri, Rozzi (adattato da centrale) e Vinicius. Il tridente lo formavano Tounkara, Kozak e Ederson. Non devono impressionare o stupire i nomi, ci sono tante assenze, mancano i centrocampisti Hernanes, Gonzalez e Candreva, conta lo schieramento. Il 3-4-3 è una specialità di Petkovic, in Svizzera ha raccolto consensi con questo modulo. E’ da un anno che ci pensa, per vari motivi non ha potuto mai attuarlo pienamente. E’ un assetto intrigante, garantirebbe un gioco veloce e spettacolare, applicandolo andrebbero però messi in conto dei rischi. La difesa: Novaretti spiccava per fisicità, ai suoi fianchi agivano Dias e Biava. Il centrocampo: Konko e Vinicius erano alti, si sovrapponevano sulle corsie in fase di possesso palla. L’attacco: Tounkara (tra le rivelazioni del ritiro) e Ederson garantivano rifornimenti a Kozak crossando o dettando il passaggio in profondità. “Mama”, così viene chiamato Mamadou Tounkara, ha messo in mostra nuovamente la sua velocità, la capacità di andare a rete, l’ha fatto giocando in un ruolo più congeniale (nella prima amichevole era partito da mezzala), ha strappato gli applausi dei tifosi. Nel 3-4-3 o 4-3-3 si scatenerebbe Candreva, è in vacanza, il suo posto è tenuto in caldo.

 

IL 4-3-3 – Seconda prova, difesa a quattro, centrocampo e attacco a tre: Stankevicius, Cana, Biava e Radu lavoravano sulla linea dei difensori. Cataldi (o Onazi, prime prove tattiche per lui), Ledesma e Crecco formavano il tridente di centrocampo. Keita, Klose (o Floccari) e Lulic attaccavano in velocità. I principi erano gli stessi, scarico e profondità. Vlado chiedeva ai suoi uomini di andare a rete e di rientrare in fase di non possesso. Klose, con questo assetto, avrebbe due attaccanti veloci al suo fianco, farebbe meno fatica. Aggressività, qualità, dialogo continuo, pressing: ogni modulo, qualunque esso sia, non può prescindere da certi dettami. Lo ripetiamo, la nuova Lazio non è ancora stata partorita. I continui cambi di modulo servono all’allenatore per cercare la formula giusta. L’idea di base resta il 4-1-4-1, l’assetto più conosciuto. Ma Petkovic prepara sorprese per la sua seconda stagione laziale. 

 

Corriere dello Sport
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