CDS – Petkovic vuole prendersi il primo trofeo e volare nel futuro

CDS – Petkovic vuole prendersi il primo trofeo e volare nel futuro

Può iscrivere il suo nome nella bacheca della Lazio dopo Eriksson, Mancini e Rossi, gli ultimi tre allenatori capaci di portare la Coppa Italia a Formello. Rischia di fallire l’ingresso in Europa League, scontato sino a poche settimane fa e considerato da Lotito l’obiettivo minimo della stagione, condotta alla grande…

Può iscrivere il suo nome nella bacheca della Lazio dopo Eriksson, Mancini e Rossi, gli ultimi tre allenatori capaci di portare la Coppa Italia a Formello. Rischia di fallire l’ingresso in Europa League, scontato sino a poche settimane fa e considerato da Lotito l’obiettivo minimo della stagione, condotta alla grande per sei-sette mesi e compromessa in primavera per tantissimi motivi, che andranno approfonditi e discussi a bocce ferme. E’ la partita più importante della carriera per Vladimir Petkovic, che sino al 2006 di giorno lavorava alla Caritas di Giubiasco, tra Lugano e Bellinzona, perché il calcio non gli poteva bastare per andare avanti e spostava gli allenamenti di sera per continuare la gavetta in panchina, il suo vero mestiere. Una strada lunga e faticosa, costruita attraverso alcuni successi (due campionati vinti con Malcantone Agno e Bellinzona), il gioco spettacolare dello Young Boys guidato sino ai preliminari di Champions e alcune delusioni. Lo scudetto di Super League mancato all’ultima giornata, battuto in casa e scavalcato dal Basilea nel 2010. E poi due finali di Coppa Svizzera andate male. Già, perché domenica all’Olimpico il tecnico nato a Sarajevo affronterà la terza finale della sua carriera, senza dubbio l’appuntamento più importante e prestigioso in termini di palcoscenico e riflettori. «Se vincete, diventerete immortali» gli hanno raccontato mercoledì tre tifosi della Curva Nord saliti a Norcia per seguire il ritiro. Il derby di Roma regala l’immunità, può segnare il confine tra gli applausi e la leggenda, significherebbe un’onta per il popolo biancoceleste se la squadra non lo interpretasse come tutti si aspettano. Con orgoglio e coraggio, dando tutto, sino all’ultima goccia di sudore per mettere sotto i giallorossi.

PRECEDENTI – Petkovic lo sa e ci arriverà con la forza e con il sostegno della gente, che gli è stata vicina dal primo giorno di lavoro ad Auronzo. Sogna il trionfo, cerca il riscatto. Da giocatore, centrocampista dell’Fk Sarajevo, ha vinto uno scudetto in Jugoslavia nel 1980. Da allenatore sarebbe il primo trofeo. Vlado ha bisogno di cancellare i due precedenti in Coppa Svizzera. Il 6 aprile 2008, al St Jacob Park di Basilea, perse la finale 1-4. Era il Bellinzona in cui militavano il giovanissimo Lulic, Andrea Conti (fratello di Daniele e figlio di Bruno), Manuel Rivera e Miccolis, perfetti sconosciuti. Avevano appena vinto il campionato di serie B svizzera, ma l’impresa era impossibile con il Basilea: una categoria di differenza e giocavano fuori casa. Eppure la squadra di Petkovic tenne in piedi la partita per un’ora rispondendo al gol iniziale di Derdiyok. Dopo il pareggio di Pouga al 58′, il Basilea si scatenò realizzando una tripletta nel giro di quattro minuti. L’anno dopo, il 20 maggio 2009, Petkovic si ripresentò alla finale di Coppa Svizzera alla guida dello Young Boys, che aveva preso in corsa pochi mesi prima. Benissimo in campionato, risalendo sino al secondo posto dietro allo Zurigo di Lucien Favre. La delusione cocente arrivò in una finale che sembrava già vinta in casa, allo Stade de Suisse di Berna. Young Boys avanti per 2-0 dopo 37 minuti, poi l’incredibile rimonta del Sion. Il gol di Obradovic prima dell’intervallo, poi Sarni e infine Afonso a un filo dal novantesimo per rovesciare il risultato e prendersi la Coppa. Da 2-0 a 2-3. Una debacle da non ripetere.

 

SCENARI – «Batteremo la Roma» ha assicurato Petkovic a Trieste un minuto dopo aver concluso il campionato al settimo posto. La Lazio non ha mai pensato in questi mesi di poter restare fuori dall’Europa. Fondamentale, anche per questo motivo, vincere la Coppa Italia e garantirsi la prossima stagione. Petkovic è sotto contratto e Lotito ha spazzato le ombre sul futuro: «Mai è stato in discussione. E resterà». E’ un pensiero reale, veritiero. Anche perdendo con la Roma, a meno di clamorose figuracce, la società non cambierebbe allenatore. Qualche dubbio, o meglio alcune garanzie a tutela del suo lavoro, Petkovic ha intenzione di manifestarlo dopo la finale di Coppa Italia. Non ha squadre dietro, non ha intenzione di mollare, ma soltanto di chiarire e condividere alcuni aspetti con i dirigenti, come ha già fatto in questi giorni di ritiro a Norcia parlando a lungo con Tare. Staff medico e fisioterapico, tipologia degli acquisti, ingerenze nello spogliatoio, fuori rosa: negli ultimi tre mesi è successo di tutto a Formello e ha inciso sul cammino della squadra. Ma sarebbe meglio farlo dopo aver assunto, vincendo, una posizione di forza. Ecco perché ora Petkovic è concentrato soltanto sul derby.

 

Corriere dello Sport
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