CDS – Quanto decide turbo Candreva

CDS – Quanto decide turbo Candreva

ROMA – Quel cucchiaio su rigore, una palombella morbida a scavalcare Da Costa e firmare il raddoppio sulla Samp, è soltanto l’ultima prodezza di Antonio Candreva. Dieci mesi di scatti a ripetizione, tiri dalla lunga distanza, cross pennellati per gli attaccanti, iniziative entusiasmanti. Una stagione in cui si è consacrato…

ROMA – Quel cucchiaio su rigore, una palombella morbida a scavalcare Da Costa e firmare il raddoppio sulla Samp, è soltanto l’ultima prodezza di Antonio Candreva. Dieci mesi di scatti a ripetizione, tiri dalla lunga distanza, cross pennellati per gli attaccanti, iniziative entusiasmanti. Una stagione in cui si è consacrato centrocampista di livello internazionale e ha riconquistato la maglia azzurra, convocato dal ct Prandelli. Lippi, che per primo lo aveva chiamato in nazionale, lo considerava l’erede di Camoranesi. Alla Lazio ha preso il posto di Stefano Fiore, che Mancini nel 2002 inventò fantasista di fascia destra, ala con licenza di svariare come era stato Donadoni ai bei tempi del Milan di Sacchi. Candreva, trequartista promettente con Lodigiani e Ternana, faticava a trovare il suo habitat naturale. Stava ripercorrendo la parabola di tanti giocatori di qualità a cui molti allenatori con troppe idee non riescono a trovare il ruolo.

AFFARE – Ci ha pensato Reja a farlo rinascere. Sapeva che il Cesena lo avrebbe ceduto. Sino a un quarto d’ora dalla chiusura delle liste di trasferimento, il 31 gennaio di un anno fa, chiese a Lotito di acquistarlo. Candreva arrivò in prestito, scambiato con Del Nero. Un colpo pazzesco a ripensarci oggi, perché chiuso a condizioni vantaggiose. La Lazio è subentrata al club romagnolo e nel giugno 2012 ha rinnovato il prestito con diritto di riscatto sulla comproprietà. Per effetto di questa mossa Lotito verserà nei prossimi giorni 1,7 milioni di euro all’Udinese per la metà di Candreva, già messo sotto contratto. Magari ci sarà da ritoccare lo stipendio, ma sino al Mondiale 2014 la società biancoceleste sarà garantita. Poi bisognerà trattare con Pozzo l’altra metà del cartellino e la valutazione, che continua a lievitare, non potrà essere la stessa del primo 50 per cento del cartellino. Discorsi e ragionamenti futuri. Candreva, dopo tanto girare, ha scelto la Lazio e spera di essere riscattato a titolo definitivo, anche se è già nato l’interesse di diversi club nei suoi confronti.

DECISIVO – Sta giocando da top player. Lo dice il campo, lo confermano i numeri. Reja, accorgendosi del cambio di passo e della capacità di allungare sulla media distanza, lo ha inventato ala destra. Petkovic ne approfittato, sfruttandone le doti balistiche. Candreva sta finendo la stagione in modo pazzesco, continua a crescere di rendimento, corre come un indemoniato per novanta minuti. E ha qualità di calcio indiscutibili: lancia il pallone a 40-50 metri, Petkovic lo sfrutta per i cambi di gioco o per il suo tiro dalla distanza. Dall’inizio della stagione Candreva è entrato in 23 gol realizzati dalla Lazio. E’ decisivo quanto Hernanes e Klose, forse anche di più. Ha segnato 7 reti, di cui una in Europa League: 3 su rigore, 1 su punizione (nel derby con la Roma). Ma ha deciso anche con una valanga di assist: ben 7 in movimento. E altri 6 su angolo. E’ uno dei pochi laziali a sfruttare nel modo migliore i calci piazzati. Crossa di destro e di sinistro, si dimostra sempre determinante. Lo è stato anche a San Siro con l’Inter: cross di sinistro per Floccari a provocare l’autogol di Ranocchia, inserimento e passaggio rasoterra a Floccari, steso dal difensore interista nell’azione del rigore trasformato da Hernanes. Tre giorni prima con il Bologna un tiro respinto dal portiere aveva avviato la goleada di Klose. La sua stagione è stato uno show continuo. Da concludere con un’altra prodezza…

Corriere dello Sport

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