CDS – Rapporto qualità-prezzo: Lotito e Tare i migliori

CDS – Rapporto qualità-prezzo: Lotito e Tare i migliori

Si chiama ottimizzazione dei costi. Lotito guarda al bilancio, spende il giusto, cerca nel rapporto qualità-prezzo la prospettiva di successo. Dice questo la storia dei suoi colpi recenti di mercato: Klose a parametro zero ed Hernanes, pagato 11 milioni, sono i due fuoriclasse intorno a cui ha costruito la Lazio…

Si chiama ottimizzazione dei costi. Lotito guarda al bilancio, spende il giusto, cerca nel rapporto qualità-prezzo la prospettiva di successo. Dice questo la storia dei suoi colpi recenti di mercato: Klose a parametro zero ed Hernanes, pagato 11 milioni, sono i due fuoriclasse intorno a cui ha costruito la Lazio capace di dominare nel girone d’andata del campionato, di arrivare ai quarti di Europa League e infine di vincere la Coppa Italia nel derby con la Roma. Fondamentali le intuizioni del ds Tare: ha scoperto Lulic (costato meno di 3 milioni), Gonzalez (5) e Onazi (campione d’Africa con la Nigeria) senza svenarsi. Ha puntato su talenti da rilanciare come Marchetti e Candreva, oggi in Confederations con la nazionale di Prandelli, spendendo meno di 7 milioni. Vincono le idee e la linea di comportamento. Hanno fatto il resto la fame di successo, le motivazioni, uno spirito di gruppo esaltato da un tecnico come Petkovic, che arrivava dalla Svizzera con l’idea di stupire il calcio attraverso il coraggio, il buon senso, una mentalità offensiva e uno stipendio normale: 600 mila euro. Lotito sta imponendo un modello vincente e sventola con orgoglio i suoi numeri: 90 milioni di fatturato, 40 di monte ingaggi per la prima squadra nella stagione 2012/13 più 6 di bonus legati ai premi e altrettanti per onorare la rata di tasse non pagate al Fisco dalla precedente gestione societaria. Quasi un terzo dei ricavi della Juve e non lo stesso divario sul campo, a giudicare dai risultati. E circa un paio di milioni, sui 90 di fatturato, investiti per il settore giovanile.

DOPPIO BINARIO – Lo scudetto Primavera, riportato da Bollini a Formello dodici anni dopo l’ultimo trionfo, è figlio della stessa politica. Costi contenuti, la grande professionalità di uno specialista come il tecnico di Poggio Rusco, l’abilità del ds Tare. Non bisognava scoprirlo adesso e già da tempo era emersa la strategia. Giocatori pronti per la prima squadra, il cosiddetto istant-team. E nuovi talenti da allevare a Formello. Il boom di Onazi era solo l’annuncio del movimento creato dietro al gruppo di Petkovic. Keita era arrivato un anno e mezzo fa e aspettava solo il tesseramento, poi si è aggiunto Tounkara. Per i due talenti cresciuti nel Barcellona la Lazio ha versato di parametro per la formazione giovanile appena 350 mila euro. Antic, considerato il nuovo Stankovic, è arrivato dal Grasshoppers per meno di 100 mila euro. Soldi spesi bene, un bel futuro costruito senza follie. Strakosha, portiere albanese e figlio d’arte, preso da svincolato. E poi tanti ragazzi romani che promettono bene e su cui costruire la Lazio del domani. Danilo Cataldi è una mezz’ala di grande classe: l’estate scorsa lo voleva il City, Tare riuscì a respingerne l’assalto mettendolo sotto contratto. Hanno già esordito in serie A e hanno appena firmato Rozzi e Crecco. Sono di prospettiva sicura i due terzini Filippini e Pollace, l’attaccante Lombardi, che saranno protagonisti anche nella Primavera della prossima stagione. Quest’anno, ereditando il gruppo degli Allievi di Inzaghi, Bollini ne ha svezzati molti sotto età. E poi ci sono i progetti futuri: Lotito e Tare pensano all’Academy della Lazio. Presto Formello verrà allargata. Il progetto prevede la costruzione di altri cinque campi e di una nuova foresteria per portare tutto il settore giovanile all’interno del centro sportivo dove si allena la prima squadra. Entro sei mesi scatteranno i lavori. Il futuro è già cominciato.

Corriere dello Sport

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