CDS – Rebus Hernanes

CDS – Rebus Hernanes

Questa terra è ormai la sua terra, ma l’aria di casa non ha ancora fatto bene al Profeta Hernanes. Fuori ruolo (rispetto alle sue inclinazioni e volontà), fuori dal gioco (rispetto al suo talento), fuori forma (ha iniziato in ritardo la preparazione). Il vero Hernanes non s’è ancora visto, la…

Questa terra è ormai la sua terra, ma l’aria di casa non ha ancora fatto bene al Profeta Hernanes. Fuori ruolo (rispetto alle sue inclinazioni e volontà), fuori dal gioco (rispetto al suo talento), fuori forma (ha iniziato in ritardo la preparazione). Il vero Hernanes non s’è ancora visto, la Lazio non può permettersi di perderlo o peggio ancora di sprecarlo. Niente di irreparabile, siamo appena agli inizi. Petkovic ha bocciato il primo esperimento (Biglia-Ledesma in regia, Hernanes avanzato), medita di tornare alla vecchia formula, la più collaudata. Il rebus Hernanes è un rebus tattico e contrattuale: il primo può essere risolto con facilità, ristabilendo una nuova sintonia col tecnico. Il secondo solo trovando un accordo con Lotito. Volendo trovarlo.

A centrocampo lo scorso anno è stato super. No alla trequarti
L’imperativo è uno solo: recuperare al più presto Hernanes. Il brasiliano visto all’opera contro la Juve è infatti soltanto un lontano parente dello splendido protagonista ammirato nella passata stagione biancoceleste. In Supercoppa è apparso fuori ruolo, con le gambe pesanti, nervoso e senza quei guizzi capaci di regalare lampi di luce ai compagni. Sembra passata un’eternità, eppure non sono neppure tre mesi da quando il brasiliano alzava al cielo la Coppa Italia, felice dello strepitoso successo in un derby specialissimo, e fiero di aver ritrovato la maglia della Nazionale brasiliana.

L’ORGOGLIO – C’è qualcosa che va assolutamente capito. Serve trovare immediate soluzioni a questa mini crisi che sembra aver colpito Hernanes. Dopo una stagione chiusa con il record personale di marcature (quattordici gol complessivi tra campionato, Coppa Italia ed Europa League), Felipao Scolari non aveva potuto far altro che farlo rientrare nel giro della Selecao. Prima in amichevole e quindi per la Confederations. Ora come è possibile che in qualche decina di giorni si sia completamente smarrito il suo stato di grazia? Dove è finita la vena del profeta, capace di ispirare i compagni e trovare la via del gol con una continuità seconda solo a quella del bomber Klose? Hernanes ha subito quest’estate il pressing dalla dirigenza del Psg, in particolare dal diesse in uscita Leonardo. Il brasiliano si era detto lusingato dell’interesse di un club così prestigioso, ma allo stesso tempo aveva giurato fedeltà alla Lazio dopo una stagione in cui – sue parole – era rinato.

L’EQUIVOCO TATTICO – Il brasiliano insomma a 28 anni ha dimostrato di potersi imporre come uno dei migliori centrocampisti sulla scena internazionale. Centrocampista appunto. Sembra che l’equivoco sia tutto qui. Nella scorsa stagione Petkovic aveva costruito la Lazio a misura di Hernanes. Il brasiliano, sistemato in mediana, cuciva la manovra biancoceleste e sceglieva a meraviglia i tempi di inserimento. La prima partita ufficiale della stagione ha invece restituito un Hernanes spostato qualche metro più avanti, sulla linea dei trequartisti, ma paradossalmente con maggiori compiti di copertura. Imporgli di seguire Pirlo a uomo significa fare torto alle sue qualità atletiche (non esattamente un corridore sulle caviglie dei compagni) e al contempo privare la squadra del fosforo necessario per cercare di organizzare una manovra offensiva. Hernanes non è mai entrato in partita e questo può aver contribuito al suo scoramento sfociato nel calcione rifilato a Barzagli che ha meritato giustamente il cartellino giallo.
INVERTIRE ROTTA – La palla insomma sembra tornare a Petkovic: toccherà a lui riposizionare Hernanes al centro del progetto Lazio. Il brasiliano non ha fatto mistero di voler retrocedere a centrocampo. La posizione assunta da Ledesma e Biglia in Supercoppa ha creato al profeta qualche problema tattico. La linea a tre sulla trequarti insomma non ha convinto affatto: privare la Lazio di un calciatore della qualità di Hernanes appare proibitivo per una squadra che ha iniziato la nuova stagione con un pesantissimo poker sul groppone. Serve un cambio di passo, magari un doppio passo. Se Hernanes consente…

 

Lotito ha offerto un rinnovo più ricco: il Profeta faccia chiarezza
Petkovic ridia un posto da protagonista ad Hernanes ed Hernanes dia una risposta esauriente a Lotito. Campo e mercato, tattica e futuro, il rebus Profeta è intrecciato, va risolto definitivamente, sotto ogni punto di vista, si evitino equivoci. E’ giusto che Hernanes sia messo nelle condizioni migliori per riprendersi la Lazio ed è altrettanto giusto che sveli il suo destino. Lotito ha fatto un passo in avanti, gli ha offerto un contratto più ricco, ha migliorato la prima proposta economica nell’incontro avuto nelle scorse settimane con Joseph Lee, il manager del brasiliano. I dialoghi sono stati riavviati, seguiranno altri vertici. Lotito punta su Hernanes e lo sta dimostrando, ma Hernanes punta davvero sulla Lazio? Sì, risponde chi lo conosce.

LA RISPOSTA – E’ bene che il Profeta esca allo scoperto, che sveli le sue preferenze. Le operazioni-rinnovo in casa Lazio spesso hanno generato complicazioni, crisi, divorzi dolorosi, battaglie legali. Non servono altre guerre, ne sono state affrontate tantissime, hanno tolto tempo ed energie. La Lazio continua a credere nel suo Profeta, non l’ha mai messo sul mercato, è pronta ad allungare il contratto in scadenza nel 2015, è pronta a riconoscergli un adeguamento economico. Hernanes è legato ai colori biancocelesti, ai tifosi e alla città di Roma, non ha mai detto il contrario. Ma quando è stato chiamato in causa è stato un po’ vago, s’è tenuto ogni porta aperta. Tra un anno, senza rinnovo, avrà più potere contrattuale, il rischio che la Lazio lo perda sottocosto esiste. Hernanes dovrà dare una risposta alla società, i prossimi mesi saranno decisivi in un senso o nell’altro. La nuova offerta di Lotito ha fatto piacere, ma non ha convinto pienamente. Hernanes, probabilmente, vuole capire qual è il suo ruolo all’interno della Lazio, quali sono le intenzioni di Petkovic, se tornerà sui suoi passi e lo riproporrà a centrocampo, in pianta stabile.
IL PREZZO – Lotito aspetta, non ha rinunciato al Profeta e non ha mai ascoltato certe sirene di mercato (inglesi o francesi). Lotito cerca la Champions, vuole far crescere la Lazio, non cederà i suoi gioielli, ha resistito ad ogni tentazione economica. Hernanes costa almeno 30 milioni, non un euro in meno, il patron è stato chiaro. Chi vuole, chi è in grado di sborsare questa cifra, può accomodarsi a Formello, gli altri no, si mettano l’anima in pace. Il mercato chiuderà il 2 settembre, è difficile credere che nelle prossime due settimane qualcuno busserà alla porta del presidente, ma nel calciomercato l’ultima parola non è mai detta. E’ una stagione decisiva, non c’è spazio per molte previsioni: Hernanes resterà alla Lazio in futuro se rinnoverà il contratto altrimenti tra una stagione partirà. E’ in corsa per un posto ai Mondiali brasiliani, tiene tantissimo all’appuntamento, non vuole lasciarselo sfuggire. Il piano tattico di Petkovic è decisivo, un eventuale avanzamento sulla trequarti lo penalizzerebbe, il cittì Scolari lo vede centrocampista. Hernanes, un anno fa, partì a razzo. Soffrì durante il precampionato, esplose dopo le prime gare ufficiali, prese fiducia, in estate s’era sentito in bilico. E’ possibile che il Profeta stia rivivendo quei momenti, ha bisogno di ricaricarsi, di sentire stima e fiducia, la stessa che Vlado gli diede quando si conobbero. Serve il miglior Hernanes alla Lazio: carico mentalmente, sereno, in forma fisica. La scorsa annata è stata lunghissima, con la Lazio ha giocato più di 50 partite e l’impegno vissuto in Confederations non l’ha aiutato a riposare. Il Profeta ha iniziato la preparazione in ritardo rispetto ai compagni, s’è aggregato al gruppo a fine luglio, lavora da poco più di 20 giorni, è normale che non sia al top, la giustificazione vale. Ma ciò che vuole lo sa bene.

 

Corriere dello Sport

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