CDS – Reja e Bollini, che numeri

CDS – Reja e Bollini, che numeri

IL CORRIERE DELLO SPORT ROMA – Era dietro la collina. Ora il generale Reja guida le manovre all’interno di Formello. Pretattica. I teloni per provare a nascondere gli allenamenti e le sue mosse, ma vorrebbe farlo sempre e non solo (oppure a maggior ragione) in previsione del derby con la…

IL CORRIERE DELLO SPORT

ROMA – Era dietro la collina. Ora il generale Reja guida le manovre all’interno di Formello. Pretattica. I teloni per provare a nascondere gli allenamenti e le sue mosse, ma vorrebbe farlo sempre e non solo (oppure a maggior ragione) in previsione del derby con la Roma. Una lezione video al mercoledì, con quattro giorni di anticipo rispetto alla partita. E lunghe esercitazioni tattiche per provare il solito 3-4-3 e la variante della difesa a quattro per bloccare i giallorossi sulle corsie esterne. Cerca il tris Reja. Lo assiste la forza dei numeri. Per Totti era diventato Mister Derby, perché ne aveva persi quattro di fila. Edy rispose con una storica doppietta, quindici anni dopo Eriksson: 2-1 al novantaduesimo con il colpo da biliardo di Klose e identico risultato nella partita di ritorno, rigore di Hernanes e raddoppio di Mauri, quel sinistro volante sulla punizione a giro di Ledesma nel 2011/12, prima che lasciasse la Lazio.

ATTESA – Il tecnico friulano ora va a caccia del terzo successo consecutivo, dal punto di vista personale, nella stracittadina. Il 22 settembre, quando Garcia riuscì a interrompere la serie positiva di Petkovic, Edy era disoccupato, si trovava ancora nella sua casa di Lucinico, frazione di Gorizia, in attesa di una chiamata dall’estero. Voleva tentare un’altra esperienza in Europa oppure da ct di una nazionale. Era stato contattato anche dall’Armenia, che gli offriva la possibilità di arrivare agli Europei del 2016. Tutto poteva immaginare tranne di tornare a rivivere le emozioni intense di un derby che sta vivendo e preparando con grande partecipazione emotiva. Ne ha giocati sei. Ne ha persi quattro. Ne ha vinti due. Non ha mai pareggiato. Gli piacerebbe ricominciare battendo la Roma.

 

DEBUTTO – Lo aiuterà Alberto Bollini, che sta dimostrando di essere più di un vice. E’ operativo sul campo, condivide la gestione dell’allenamento. E da subito ha assunto la responsabilità dell’addestramento della linea difensiva (a tre oppure a quattro), un compito che Edy ha sempre affidato al secondo. I risultati, attraverso il cambio di mentalità, gli allenamenti e il recupero di pedine affidabili come Biava e Dias, sono arrivati. Sarà una domenica speciale anche per il tecnico mantovano, due volte campione d’Italia con la Primavera della Lazio. Sarà la prima volta in serie A, un approdo naturale per un tecnico con le sue capacità professionali e una gavetta piena di successi.

 

INVINCIBILE – Il tecnico di Poggio Rusco ha uno score invidiabile: 13 vittorie, 6 pareggi, solo 3 sconfitte in 22 derby nella categoria Primavera tra campionato e Coppa Italia. Nel conto entrano un trofeo Sensi vinto ai rigori sul campo di Trigoria e la finale del torneo Tirreno e Sport, davanti a 3500 tifosi, nel settembre 2010. Bollini, richiamato da Lotito e Tare, era appena tornato alla Lazio che aveva guidato tra il 1999 e il 2003. Vinse il suo primo titolo italiano nel 2001 a Jesi dopo aver piegato la Roma nello spareggio play off. Se ne andò con un bilancio lusinghiero: 6 vittorie, 3 pareggi, 1 sconfitta nella stracittadina. Numeri migliorati tra il 2010 e il 2013. Una serie impreziosita dal 3-1 nella semifinale scudetto di due anni fa (poi in finale la Lazio venne piegata dall’Inter) e con un bilancio parziale di 7 vittorie, 3 pareggi, 2 sconfitte. L’ultimo derby Primavera mister Bollini lo ha vinto a Trigoria nello scorso novembre, 2-1 grazie ai gol del croato Elez e di Serpieri, un altro dei baby da seguire della Lazio perché è stato inserito in “quota giovani” tra i 25 che formano la lista di Europa League per i sedicesimi con il Ludogorets.

 

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