CDS – Reja sogna una storica remuntada

CDS – Reja sogna una storica remuntada

IL CORRIERE DELLO SPORT ROMA – Remuntada, è questa la parola d’ordine. Remuntada, facile a dirsi, difficile a compiersi. La rimonta europea in passato non è riuscita alla Lazio dopo aver perso il match d’andata in casa, ma solo dopo averlo pareggiato. Lasciare agli avversari il primo round è un…

IL CORRIERE DELLO SPORT

ROMA – Remuntada, è questa la parola d’ordine. Remuntada, facile a dirsi, difficile a compiersi. La rimonta europea in passato non è riuscita alla Lazio dopo aver perso il match d’andata in casa, ma solo dopo averlo pareggiato. Lasciare agli avversari il primo round è un mezzo suicidio, è una iattura. Reja proverà a centrare l’impresa domani in Bulgaria, il primo tentativo lo fallì nel febbraio 2012 contro l’Atletico Madrid. A Sofia si partirà dallo 0-1 dell’Olimpico, il risultato va ribaltato. Il Ludogorets ha dimostrato di essere forte, s’è confermato rivelazione dell’Europa League 2013-14, ma non è il Real Madrid.

IL CONFRONTO – Remuntada, è l’urlo dei biancocelesti. In questi casi si spulciano gli archivi, le scartoffie. Giocare in casa l’andata del doppio turno è uno svantaggio, si sa. E’ finita male contro i bulgari giovedì scorso e la qualificazione s’è complicata. Non sarà facile giocare in Bulgaria domani sera, serviranno testa e cuore. I bulgari sono ospitati a Sofia perché il loro stadio non è a norma, si sentiranno comunque a casa. Remuntada, prima o poi sarà compiuta. Il tentativo è fallito in passato, c’era Reja in panchina: la Lazio perse all’Olimpico contro l’Atletico Madrid (1-3) e al ritorno beccò un altro ko (1-0 per gli spagnoli), si disputavano i sedicesimi di finale, sono passati due anni esatti. Gli unici precedenti favorevoli sono legati a due pareggi casalinghi: nel 2003, nell’ex Coppa Uefa, i biancocelesti fecero 3-3 a Roma contro il Wisla Cracovia, al ritorno vinsero 1-2. Nel 2007, nei preliminari di Champions, la Lazio impattò all’Olimpico contro la Dinamo Bucarest (1-1) e al ritorno vinse 1-3. L’ottimismo, volendo, può nascere da qui.

 

 

 

ALTRI ESEMPI – Il ribaltone al contrario (con la prima sconfitta beccata in trasferta) è riuscito solo una volta. Si disputava il turno eliminatorio di Champions, la partita valeva l’accesso alla fase a gironi. L’8 agosto 2001 la Lazio perse 2-1 in casa del Copenaghen, il 21 agosto ribaltò il risultato a Roma, schiantò i danesi 4-1. Il gol realizzato nel turno precedente fu determinante, perdere 2-1 fuori ti permette di restare in corsa. La rimonta invece fallì in tutte le altre occasioni. La carrellata parte dal 1973: si giocava in Coppa dei Campioni, la sfida con l’Ipswich era valida per i sedicesimi di finale. Il 24 ottobre i biancocelesti franarono in casa degli inglesi, persero 4-0, tornarono a Roma con poche speranze. Il ritorno si giocò il 7 novembre all’Olimpico: la squadra di Maestrelli partì a razzo, al primo minuto segnò Garlaschelli, raddoppiò Chinaglia al 26’. Nella ripresa segnò l’Ipswich (2-1), la Lazio trovò il terzo e il quarto gol con Long John, al 90’ minuto Johnson realizzò il 4-2 finale. Gli altri precedenti risalgono agli anni 2000. Champions League, quarti di finale, sulla strada della Lazio c’è il Valencia. Il 5 aprile 2000 si gioca la gara di andata: al Mestalla finisce 5-2 per gli spagnoli. La rimonta non si consumò all’Olimpico perché al ritorno (18 aprile 2000) la Lazio vinse solo 1-0 (gol di Veron). L’esempio vincente del 2001 arrivò prima del crollo portoghese. Il 10 aprile 2003 la Lazio giocò la partitissima contro il Porto, in ballo c’era la finalissima di Siviglia. Mancini sfidava Mourinho, i portoghesi ipotecarono il passaggio del turno vincendo 4-1 in Portogallo (al poker partecipò anche Helder Postiga, oggi biancoceleste). Il ritorno si disputò il 24 aprile 2003 all’Olimpico, non si andò oltre lo 0-0.

 

LA SPERANZA – «La rimonta è nelle nostre possibilità, niente paura…», ha detto Reja lunedì pomeriggio. Edy ha avvertito i suoi, bisognerà andare in vantaggio nel primo tempo senza incassare gol, poi andrà assestato il colpo vincente. All’andata, alla vigilia, il furlan sperò nel 2-0 contro il Ludogorets, voleva mettere in cassaforte la qualificazione. Non farà pronostici fissi stavolta, conta anche la scaramanzia in certi casi, altro che tattica.

 

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