CDS – Ripresa, che sofferenza

CDS – Ripresa, che sofferenza

Zero gol segnati e sempre in calo nel secondo tempo. Ora servono forze freschedi Daniele Rindone ROMA – Le partite non durano 45 minuti. L’allarme suona, parlano i risultati. Quattro gare di campionato, zero gol segnati nella ripresa. E nel derby la Lazio è crollata nel secondo tempo. Ci sono…

Zero gol segnati e sempre in calo nel secondo tempo. Ora servono forze fresche
di Daniele Rindone

ROMA – Le partite non durano 45 minuti. L’allarme suona, parlano i risultati. Quattro gare di campionato, zero gol segnati nella ripresa. E nel derby la Lazio è crollata nel secondo tempo. Ci sono tanti giocatori fuori forma, stanno pesando gli infortuni, ma anche la Confederations (Hernanes e Candreva l’hanno giocata tutta) e la preparazione accelerata (scelta per arrivare pronti alla finale di Supercoppa). Quarantacinque minuti non bastano per vincere, s’è visto bene in questo inizio di stagione. La Lazio ha fatto centro nei secondi 45 minuti solo in Europa (gol di Hernanes contro il Legia), le reti firmate in serie A sono arrivate nella prima fase di gioco. Hernanes e Candreva schiacciarono l’Udinese nei primi 16 minuti, Klose segnò al 28’ contro la Juve, il trio Candreva-Cavanda-Lulic stese il Chievo in 42 minuti. Nella ripresa non c’è stata Lazio: ha beccato cinque gol su un totale di sette incassati in campionato.

LA STANCHEZZA –

I numeri valgono la diagnosi: la Lazio accelera e si ferma, dura poco, accusa un calo evidente, regge mezza partita, poi soffre, crolla, perde (la Juve dilagò in Supercoppa nel secondo tempo, segnò 3 reti). Lorik Cana, dopo il match con la Roma, l’ha ammesso. «Nella ripresa probabilmente abbiamo subito un calo fisico…», ha detto il centrale albanese. Il calo fisico è accentuato dagli impegni multipli e lo sarà ancora di più nelle prossime settimane. Da domani al 6 ottobre la squadra giocherà quattro partite, affronterà Catania, Sassuolo, Trabzonspor e Fiorentina. Non sarà facile rigenerare il gruppo in poco tempo, non sarà facile allestire formazioni fresche con gli infortuni a catena che si sono verificati a Formello. Le prestazioni offerte nei primi tempi (anche quella firmata nel derby) spesso hanno indotto all’ottimismo, ma dopo l’intervallo la realtà s’è rivelata crudissima. Una Lazio a due facce, a due tempi, non può avere un futuro glorioso. Una Lazio a metà rischia di vivere di sogni senza realizzarli. La stanchezza è generata da vari fattori, soprattutto quella dei big. Hernanes e Candreva l’anno scorso sono stati spremuti, hanno giocato cinquanta e passa partite e a giugno si sono esibiti nella Confederations Cup. Hanno saltato la prima parte del ritiro, hanno accelerato per arrivare pronti alla finale con la Juve. E’ normale che oggi soffrano, non riescano ad incidere come ai bei tempi. Candreva ed Hernanes sono pezzi pregiati, leader di riferimento, uomini-chiave per decidere le partite. I loro assalti, le loro magie, i loro gol hanno permesso alla Lazio di spiccare il volo in passato. Se giocano sotto ritmo ne risente tutta la Lazio, i risultati sono limitati.

LA FRESCHEZZA –

In passato si denunciava l’assenza dei ricambi, quest’anno (almeno numericamente) ci sono, devono rivelarsi preziosi quando saranno chiamati in causa. Non servono comparse alla Lazio, servono uomini pronti o se volete giovani pronti. La stanchezza va combattuta iniettando freschezza in squadra. Serve linfa vitale, possono offrirla i nuovi arrivati. Biglia e Novaretti sono infortunati, è vero. Felipe Anderson è convalescente, ha bisogno di lavorare atleticamente. Perea è appena arrivato, non è giusto chiedergli la luna. Tutto giusto, ma Petkovic ha bisogno di loro e presto dovrà sganciarli sperando che rispondano all’appello. Lotito e Tare spingono per vederli all’opera subito, credono nelle qualità che hanno espresso altrove, li hanno scelti. I nuovi finora non hanno inciso, hanno giocato poco o niente, è il momento di inserirli, di lanciarli nella mischia. Le forze vanno moltiplicate, quelle attuali non bastano. I big hanno bisogno di ritrovarsi, non possono tirare la carretta per tutto l’anno così come è accaduto in passato. I big, è bene dirlo, devono riprendersi, forse si sono fatti abbagliare dalle luci della gloria, non si nascondano dietro gli alibi. La concorrenza, se reale ed effettiva, può spronarli, può scuoterli. Nessuno deve ritenersi indispensabile, certo del posto. Nessuno può sedersi, a patto che gli altri siano in piedi, capaci e in forze.

Corriere dello Sport

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy