CDS – Salustri non molla: «Voglio giocare»

CDS – Salustri non molla: «Voglio giocare»

ROMA – Alti e bassi. Treni che sono passati e altri da prendere. Particolare la storia di Vittorio Salustri, terzino tutto cuore e polmoni che detiene lo strano primato di aver giocato sia nella Roma che nella Lazio a livello di settore giovanile. Di più. Prima esperienza fuori dalla Capitale…

ROMA – Alti e bassi. Treni che sono passati e altri da prendere. Particolare la storia di Vittorio Salustri, terzino tutto cuore e polmoni che detiene lo strano primato di aver giocato sia nella Roma che nella Lazio a livello di settore giovanile. Di più. Prima esperienza fuori dalla Capitale all’Udinese, poi al Milazzo in Lega Pro. L’Italia intera in mezzo: 1.400 chilometri di distanza con in testa sempre la voglia di giocare a pallone. A 19 anni i sogni nel cassetto sono sempre lì. E brillano. Poco importa se il provino al Manchester City non è andato come da programma. «Ogni esperienza mi ha lasciato tanto. Però a Udine sono diventato uomo: il pallone, lo studio, l’organizzazione della giornata. Ma non posso dimenticare il campionato vinto con Stramaccioni con gli Allievi Nazionali e la convocazione di Reja con la Lazio. Per un romano è il massimo, è il sogno di ogni bambino andare all’Olimpico da giocatore e non da spettatore», spiega Salustri.

RITORNO – Il capitolo Milazzo si è chiuso ufficialmente il 30 giugno: titolare fisso e un gol all’ultima giornata, il primo nella sua carriera da professionista. In Sicilia però, tra passaggi di proprietà e poca organizzazione, è arrivata la retrocessione: «Sono mancate tante cose, ma mai l’impegno. E’ stata un’esperienza strana: ai giovani servirebbe farsi le ossa e non distruggersele», continua il terzino. Da più di un mese è tornato a Roma, nel quartiere Monteverde, dove è nato e cresciuto. Sta preparando la maturità scientifica: tra meno di dieci giorni l’esame orale. E’ c’è un testa a testa in famiglia con il fratello Giuseppe, giocatore di rugby in Inghilterra. Intanto da tre giorni è proprietario del suo cartellino. «Devo prendere più di 77 e vincere la scommessa con mio fratello. Poi cerco una società seria con un progetto incentrato sui giovani. E mi iscriverò all’università, questo è sicuro».

Corriere dello Sport

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