CDS – Sfida al fedelissimo Febbrari

CDS – Sfida al fedelissimo Febbrari

IL CORRIERE DELLO SPORT ROMA – Edy e Gigi, due grandi amici. Si sfideranno domenica, su panchine diverse. Hanno lavorato insieme per otto anni. Quattro a Napoli, uno a Spalato con l’Hajduk, altri tre a Formello con la Lazio. Non solo collaboratori. Un feeling speciale fuori dal campo di calcio.…

IL CORRIERE DELLO SPORT

ROMA – Edy e Gigi, due grandi amici. Si sfideranno domenica, su panchine diverse. Hanno lavorato insieme per otto anni. Quattro a Napoli, uno a Spalato con l’Hajduk, altri tre a Formello con la Lazio. Non solo collaboratori. Un feeling speciale fuori dal campo di calcio. Si erano conosciuti per caso. Reja è di Gorizia, Febbrari viene da Brescia. Chiamato da De Laurentiis per allenare il Napoli in serie C, Edy s’era portato Sguazzero come preparatore atletico. Glielo aveva segnalato Fabio Capello, compagno di una vita, amico da ragazzo, perché erano stati presi insieme dalla Spal di Mazza, quasi parenti. Sguazzero tenne solo per pochi mesi, voleva aprire una palestra e tornare a casa, ritirandosi dall’attività agonistica. Così indicò a Reja, che aveva bisogno di un preparatore, Gigi Febbrari, stessa filosofia professionale e di addestramento atletico. Nacque un rapporto speciale. Edy espansivo, un friulano atipico, abituato al sorriso, ma vero e genuino, capace di rimproverarti nel modo giusto, spesso affettuoso. Gigi un tenebroso dal cuore d’oro, silenzioso come pochi altri nel mondo del calcio. Non esistono sue interviste. In tre anni di Lazio non lo abbiamo mai sentito parlare. Eppure custodiva ogni segreto di Reja. Come quella volta, nello spogliatoio del San Paolo, quando Edy e De Laurentiis si attaccarono pesantemente davanti alla squadra perché il presidente stava facendo i complimenti solo ad Hamsik e Lavezzi invece di rivolgerli all’intero gruppo.

ISONZO – Chiusa la prima parentesi con la Lazio, Reja era quasi convinto di smettere. «Se vi capita l’opportunità, sfruttatela. Non aspettatemi» disse a Gianni Lopez, suo vice, oggi allenatore del Vicenza in Lega Pro. E lo stesso discorso rivolto a Gigi Febbrari, contattato all’inizio di luglio dal ds Sabatini a caccia di un preparatore per integrare lo staff di Rudi Garcia. Oggi Febbrari vive e dorme a Trigoria. «Ci vedremo forse a fine campionato» gli disse Reja rientrando a Formello alla fine di dicembre, richiamato da Lotito. Si erano visti l’ultima volta nell’intervallo di Udinese-Roma. Edy, in questo anno e mezzo di vacanza sabbatica, era spesso ospite nella tribuna del Friuli. Ha continuato a seguire il campionato italiano. Coltivando le proprie amicizie. L’estate scorsa, quando Garcia aveva concesso un mini-break di Ferragosto e la Lazio aveva appena perso la finale di Supercoppa, Edy e Gigi si erano concessi una gita sul Carso. Lunghe passeggiate tra una trincea e l’altra, quello che resta della prima guerra mondiale. Febbrari è un appassionato della storia del 1915-18. Possiede le mappe e le carte. Con Reja erano andati a passeggio a Caporetto e poi sino al Monte Sabotino, a nord di Gorizia, tra Italia e Slovenia, terra ricordata per la battaglia d’Isonzo. Una lunga camminata per arrivare al fiume Piave, dove non passa lo straniero. Edy e Gigi, gente abituata a stare in trincea. Chi passerà domenica all’Olimpico?

 

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