CDS – Solidità e pazienza così la nuova Lazio ha vinto la partita

CDS – Solidità e pazienza così la nuova Lazio ha vinto la partita

ROMA – La chiave tattica si legge nella pazienza della Lazio e del suo allenatore, abituato alle partite bloccate ed equilibrate. Si decidono con l’intelligenza tattica e con una prodezza. Reja l’ha preparata benissimo e l’ha risolta nella ripresa perché ha resistito, nonostante disponesse di una panchina lunghissima, alla tentazione…

ROMA – La chiave tattica si legge nella pazienza della Lazio e del suo allenatore, abituato alle partite bloccate ed equilibrate. Si decidono con l’intelligenza tattica e con una prodezza. Reja l’ha preparata benissimo e l’ha risolta nella ripresa perché ha resistito, nonostante disponesse di una panchina lunghissima, alla tentazione di stravolgere l’assetto o di pensare a chissà quali sostituzioni. Onazi è entrato dopo un’ora per sostituire Gonzalez, che si era sfiancato per un’ora e non giocava titolare da più di un mese. Dopo un quarto d’ora Cavanda era stato costretto a sostituire Konko, uscito in barella per un giramento di testa. A una manciata di minuti dalla fine Ederson, il più esperto tra le possibili alternative, ha sostituito Candreva, che non si era fermato un attimo. Tutti cambi di ruolo, neppure una variazione di modulo.

 

E neppure ci sono stati cali o momenti diversi della partita. Era una vita, compresa la passata stagione, che non ci capitava di vedere la Lazio giocare per novanta minuti senza flessioni, cali o impennate. Così ha iniziato. E così ha finito. E quest’anno non era mai capitato che nessun attaccante della squadra avversaria si presentasse da solo davanti al portiere. Berisha è stato abilissimo sul colpo di testa di Nagatomo, Biava in scivolata ha tolto l’unico pallone buono in profondità per Palacio, Dias e tutti gli altri hanno sempre fatto muro.
Così si gioca nel campionato italiano. Petkovic aveva ridotto la fase difensiva della Lazio a dieci duelli individuali in ogni zona del campo. Tutti dovevano “uscire” e “salire” quando il pallone era tra i piedi della squadra avversaria. Giocando in quel modo, il tecnico bosniaco non per caso aveva preso 8 gol dalla Juventus in 180 minuti e 4 dal Napoli, appena un mese fa, spalancando un’autostrada davanti a Marchetti. Reja non ha concesso niente all’Inter, che vanta il secondo miglior attacco del campionato, non solo perché Biava e Dias sono più forti di Ciani e Cana, ma per l’atteggiamento. Tutti dietro alla linea della palla in attesa di ripartire. Presto migliorerà anche la fase offensiva. Ma ieri sera è stata decisiva la pazienza di Edy. Un altro, al suo posto, per la frenesia di vincere o di cambiare la partita, avrebbe magari tolto un mediano e aggiunto una punta al quarto d’ora della ripresa con il risultato di sbilanciare la squadra. Reja ha resistito, la Lazio lo ha seguito sul campo, senza mai scollarsi. E aspettando il gol decisivo di Klose.

Corriere dello Sport

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy