CDS – Tare: Seguo un altro Yilmaz per la Lazio

CDS – Tare: Seguo un altro Yilmaz per la Lazio

Campioni da costruire in casa, l’Academy a Formello nei progetti imminenti, il percorso di una società decisa a spendere bene e seguire l’esempio di Borussia Dortmund e Schalke 04, balzate sul tetto d’Europa dopo aver sfiorato il fallimento e senza possedere le risorse dei grandissimi club. Il giorno dopo lo…

Campioni da costruire in casa, l’Academy a Formello nei progetti imminenti, il percorso di una società decisa a spendere bene e seguire l’esempio di Borussia Dortmund e Schalke 04, balzate sul tetto d’Europa dopo aver sfiorato il fallimento e senza possedere le risorse dei grandissimi club. Il giorno dopo lo scudetto Primavera a Gubbio, il ds Tare è tornato a parlare delle strategie societarie e della pianificazione futura, un percorso iniziato tre anni fa e adesso spinto da un nuovo entusiasmo. Quel vento dei risultati che trasmettono maggiore forza alle idee e premiano un lavoro faticoso, spesso sommerso e i cui frutti si vedono a distanza di tempo, perché non possono essere immediati. Questo è il senso del trionfo di Bollini e dei suoi ragazzi. Petkovic ne porterà tre o quattro in ritiro ad Auronzo di Cadore. Sono i fratellini di Onazi che in prima squadra ha appena concluso la stagione da protagonista nel derby di Coppa Italia. Tare sorride e si concentra sui prossimi colpi. In collegamento con Lazio Style Radio, ha parlato del mercato che verrà, dei prossimi quattro-cinque acquisti, e anche di una punta. Un nome ancora sconosciuto, una sorpresa. L’estate scorsa la società biancoceleste era stata vicinissima a Burak Yilmaz, forse il più grande rimpianto di Tare. Così, quando un tifoso gli ha chiesto se ne esiste un altro, non a costi elevati, da portare alla Lazio, il dirigente albanese s’è aperto. «Sì, sì, c’è un altro Yilmaz» ha risposto e anche in studio sono sobbalzati sulla sedia. Ovviamente Igli non ha aggiunto altro, chissà se ha già aperto o meno una trattativa, il nome resterà segreto. Possiamo soltanto provare a immaginarlo.

CANDIDATURE – Tre o quattro centravanti si possono avvicinare al profilo di Yilmaz. Forti e in ascesa di carriera, con un bottino pieno di gol e provenienti da campionati non di primissima fascia. Di sicuro al ds Tare piace Macedo Lopes Eder, bomber dello Sporting Braga, 26enne originario della Guinea Bissau con passaporto portoghese: 13 gol in 18 partite di campionato prima di rompersi i legamenti del ginocchio all’inizio di febbraio. E’ in convalescenza, sarà pronto a settembre, può essere un affare. Altro nome da tenere d’occhio: il colombiano Carlos Bacca, numero 7 del Bruges, capocannoniere della Jupiler League con 25 gol in 35 presenze, 26 anni. Nell’Anderlecht, lo stesso club di Biglia, gioca il congolese Dieumerci Mbokani, 27 anni, scadenza 2014, 19 gol nell’ultimo campionato: non ha accettato la proposta della Dinamo Kiev, cerca squadra. E’ stato proposto Tim Matavz, lo sloveno del Psv Eindhoven, classe ‘89. A Petkovic piace Jozy Altidore, centravanti degli Usa e dell’Az Alkmaar, 24 anni, 23 gol in Eredivisie, un bisonte pericoloso sotto porta e travolgente in progressione. Un po’ come Burak Yilmaz. Questi sono i primi nomi sapendo che tante altre candidature verranno fuori nelle prossime ore. Se questo è il profilo, difficile ipotizzare Matri. Il bomber arriverà dall’estero.

 

ACQUISTI – «C’è tanta carne al fuoco. Aggiungeremo alla rosa della Lazio altri 4 o 5 acquisti, stiamo lavorando per certi obiettivi, al momento giusto diremo tutto. Non ho per il momento in agenda viaggi in Brasile» ha specificato Tare. Due difensori, un centrocampista, un centravanti, un esterno offensivo.

 

PEREA – Non è un obiettivo il capitano del Greuter Furth, albanese con passaporto tedesco. «Mavraj è un giocatore fantastico, mi piace e ha esperienza, ma non è stato contattato dalla Lazio. Ero in Albania per la famiglia». Piena fiducia nel ragazzo colombiano. «Se non gli mettiamo troppa pressione può diventare la sorpresa del campionato italiano. Ha le caratteristiche per riuscirci, ma dovremo essere bravi a non giudicarlo dopo due partite. Deve crescere senza fretta e timori» .

 

Corriere dello Sport
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