CDS – Tounkara strega la Lazio

CDS – Tounkara strega la Lazio

Undici gol, firme per tutti, big e baby, vecchi volti e facce nuove, da Klose a Tounkara, come il nuovo corso comanda. Undici gol e tre moduli provati, dalla difesa a tre (3-5-2) alla difesa a quattro (4-1-4-1 e 4-2-3-1). Undici gol e il talento di quel ragazzino di 17…

Undici gol, firme per tutti, big e baby, vecchi volti e facce nuove, da Klose a Tounkara, come il nuovo corso comanda. Undici gol e tre moduli provati, dalla difesa a tre (3-5-2) alla difesa a quattro (4-1-4-1 e 4-2-3-1). Undici gol e il talento di quel ragazzino di 17 anni, un fulmine di velocità quando parte e dribbla: Mamadou Tounkara. Ha centrato la porta due volte in 120 secondi, ha colpito al tramonto del primo tempo, sei minuti dopo l’ingresso in campo. L’ha voluto Vlado in ritiro, una giusta intuizione. Dopo aver primeggiato nei test atletici, Tounkara è stato tra i migliori nella prima uscita stagionale, sintomo di un talento non piovuto dal cielo. 
Gloria anche per il gemellino Keita, più sponsorizzato, più atteso, meno in palla. Entrambi sono abituati a puntare la porta partendo larghi o centralmente, sono stati adattati da mezze-ali. Tounkara non s’è curato del cambio, Keita l’ha sofferto di più, ma è stato aggressivo, ha regalato spunti interessanti servendo palla in profondità e ha trovato un gol su punizione (tiro-cross deviato dal difensore Bombassei). Petkovic, tra primo e secondo tempo, s’è affidato a tanti baby a centrocampo, li sta studiando. Non può contare su Felipe Anderson (ai box per un vecchio infortunio), Onazi (ieri primo allenamento) più i vacanzieri Gonzalez, Hernanes e Candreva, reduci dalla Confederations Cup. Gli mancano i centrocampisti migliori, nei primi 45 minuti (modulo 3-5-2) accanto a Ledesma ha adattato Rozzi e Keita. Dopo l’intervallo s’è affidato inizialmente ad Antic (modulo 4-1-4-1) e ha proseguito affiancandogli Cataldi (4-2-3-1). Certo, i ragazzi dell’Auronzo (seconda categoria) sembravano passerotti intirizziti e le gambe erano pesanti, ma una scorpacciata di gol è sempre ben accetta. Al festival hanno partecipato anche Mauri e Kozak (doppietta per entrambi), Ederson e Stankevicius.

IL 3-5-2 – Una partita, tanti esperimenti. Vlado punta sui principi più che sul modulo (gioco offensivo, pressing, movimenti in fase di non possesso). Ha una tentazione da sempre, quest’anno può assecondarla, è la difesa a tre, l’ha impostata subito contro l’Auronzo. La prima Lazio s’è schierata con il 3-5-2: Biava, Dias e Ciani formavano il tridente arretrato, Konko e Vinicius agivano da esterni alti, al centro gravitavano Rozzi, Ledesma e Keita, in avanti affondavano Floccari e Kozak. Sono arrivati cinque gol (doppietta di Kozak, Keita e doppietta di Tounkara), ma la squadra ha manovrato lentamente, a centrocampo non c’erano interpreti naturali. Kozak e Floccari non sono stati assistiti con continuità.
Petkovic chiedeva inserimenti alle mezze-ali, le voleva ficcanti, in quei ruoli sarebbero perfetti Onazi, Gonzalez, Hernanes e Felipe Anderson. Konko e Vinicius, gli esterni, hanno provato le incursioni: il francese se sta bene è una garanzia, il brasiliano fiuta il vento, ha personalità, cerca lo scambio, dev’essere più concreto, va esaminato difensivamente, quando avrà di fronte avversari di livello. Bene Crecco, entrato al suo posto, fisico da corazziere e gambe lunghe.

 

4-1-4-1 E 4-2-3-1 – Nel secondo tempo Vlado è tornato al 4-1-4-1, l’ha disegnato con Stankevicius, Cana, Novaretti (provato sul centro-sinistra) e Crecco. Antic (adattato) agiva da perno, il quartetto avanzato era formato da Tounkara, Ederson, Mauri e Lulic, scortavano Klose. E’ stata la Lazio migliore dalla cintola in su, è normale, i meccanismi sono conosciuti. La variante è arrivata in corsa: il 4-2-3-1 che piace tanto al diesse Tare. Antic e Cataldi dighe davanti alla difesa, Mauri, Ederson e Lulic alle spalle di Miro, ancora poco brillante, ma affamato come un ragazzino.

 

Corriere dello Sport
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