C’è il Tottenham

C’è il Tottenham

Sarà l’Europa League delle trasferte logisticamente poco agevoli. Non serve avere la palla di cristallo per prevedere diversi “Monday Night”, cioè i posticipi del lunedì della serie A, per quei club che devono tornare nella notte fra giovedì e venerdì da Azerbaigian (Neftchi Baku) o Russia (Rubin Kazan). Guarda caso…

Sarà l’Europa League delle trasferte logisticamente poco agevoli. Non serve avere la palla di cristallo per prevedere diversi “Monday Night”, cioè i posticipi del lunedì della serie A, per quei club che devono tornare nella notte fra giovedì e venerdì da Azerbaigian (Neftchi Baku) o Russia (Rubin Kazan). Guarda caso le Nazioni di due delle avversarie dell’Inter (la terza del girone H è il temibile, per il fanatismo dei suoi tifosi, Partizan Belgrado). Stramaccioni si augura di vincere le sua personale “campagna d’Oriente”. Oltre ai già noti nostri problemi d’incompatibilità con questo torneo, ci si è messo quindi l’imponderabile, guidando le mani di Radamel Falcao e Patrick Kluivert (ambasciatore della finale di Amsterdam del 15 maggio 2013) i quali hanno confezionato gruppi affatto agevoli per le nostre quattro squadre. Insomma, bisognerà dare il massimo per centrare uno dei due posti disponibili per approdare ai sedicesimi di finale.
FIOR DI TECNICI – Girone equilibrato, ma con due formazioni nettamente favorite, quello del Napoli (F). Il 20 (ore 19) la squadra di Mazzarri avrà una partenza lanciata contro l’Aik di Solna, che è un quartiere di Stoccolma, anche se gli svedesi nei play off hanno fatto fuori il Cska Mosca. Poi cercherà di stabilire subito le gerarchie del raggruppamento, affrontando in trasferta il 4 ottobre (ore 21.05) il Psv Eindhoven, tornato ad essere guidato da Dick Advocaat. Infine ci sarà la doppia sfida con il Dnipro Dnipropetrovsk (andata in Ucraina, ore 21.05), allenato dallo spagnolo Juande Ramos, vincitore di due Coppe Uefa consecutive con il Siviglia.
CHE BRIVIDI – Sono quelli della Lazio. Perché se il Maribor, dove i biancocelesti chiuderanno questa fase del torneo il 6 dicembre (ore 21.05), tornando sul campo dove hanno superato facilmente il Mura nell’ultimo turno, è obiettivamente la rivale più debole, il Panathinaikos ma soprattutto il Tottenham sono quelle più pericolose. Giocare ad Atene non è mai facile per le note questioni ambientali. Ed a White Hart Lane (debutto dell’undici di Vlado Petkovic il 20 settembre alle 21.05). André Villas Boas, dopo il fallimento nel Chelsea, ha scelto gli Spurs per risorgere dalle ceneri. Ha lasciato partire Modric (al Real Madrid) e Van der Vaart (all’Amburgo), ha perso per infortunio Kaboul (out 4 mesi), ma si è rinforzato con il difensore belga Vertonghen (dall’Ajax), il centrocampista islandese Sigurdsson (dallo Swansea), il fantasista belga Dembélé (dal Fulham) e l’acquisto definitivo di Adebayor dal Manchester City.
SUBITO ETO’O – Tuttavia il premio iella va sicuramente all’Udinese. Dopo l’uscita di scena dalla Champions nella maniera che tutti conosciamo, ai friulani è toccato un girone duro: un’avversaria di prestigio, ma dal blasone un poco appannato come il Liverpool di Gerrard e Borini, ed una ambiziosissima e ricchissima – con il denaro del magnate russo Sulejman Kerimov – come l’Anzhi di Samuel Eto’o, contro il quale la squadra di Guidolin esordirà al “Friuli” il 20 settembre (ore 19). Dovrebbe essere scongiurata, nel ritorno del 22 novembre, la trasferta a Makhachkala, perché in Europa League le gare interne i Russi le hanno giocate a Mosca e a Ramenskoe, una quarantina di chilometri dalla capitale. Gli Young Boys Berna sono destinati a recitare il ruolo di comparse. Si spera.

Il Corriere dello Sport

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