Candreva,’Segno al derby’

Candreva,’Segno al derby’

ROMA – Quella corsa pazzesca sotto la Curva Nord per festeggiare l’eurogol al Palermo è diventata un poster. Antonio Candreva, che aveva finito alla grande il campionato con Reja, è partito lanciatissimo con Petkovic. In cinque mesi ha trasformato i fischi in applausi e sta entrando nel cuore della gente.…

ROMA – Quella corsa pazzesca sotto la Curva Nord per festeggiare l’eurogol al Palermo è diventata un poster. Antonio Candreva, che aveva finito alla grande il campionato con Reja, è partito lanciatissimo con Petkovic. In cinque mesi ha trasformato i fischi in applausi e sta entrando nel cuore della gente. «La corsa sotto la Nord è stata una cosa che ho fatto istintivamente, con il cuore. Avrei voluto abbracciarli tutti, tanta era la gioia per il gol. Mi sa che la prossima volta invece del cartellino giallo rischio il rosso» ha raccontato Candreva ieri pomeriggio a Lazio Style Radio. «Aveva palla Hernanes sulla destra, me l’ha passata. Io mi sono accentrato, avevo intenzione di tirare, ma poi sono stato anche fortunato perché la palla è andata proprio sotto l’incrocio» .

DUBBI –

Ha superato le prove più dure, conquistando prima i tifosi e poi la conferma della Lazio, che aveva puntato su di lui a fine gennaio: « Ho pensato di non farcela. Giocavo male, non mi riconoscevo, anche se il mister e i compagni mi sostenevano. Non ero tranquillo. Ora lavorerò per diventare un punto di riferimento per questa squadra. Mi sento ogni giorno di più affezionato a questi colori, mi sento parte integrante del progetto» . E’ un momento magico, due vittorie per cominciare, la convinzione nel lavoro di Petkovic. «Abbiamo fatto una grandissima partita con il Palermo, abbiamo dato continuità di vittorie dopo Bergamo e dobbiamo continuare così. ll mister è una grandissima persona e un grandissimo allenatore. Lavoriamo sempre con il sorriso, ci divertiamo. Cercheremo di scendere in campo per vincerle tutte, anche se ovviamente non sarà possibile».

RITIRO –

Si riparte dal Chievo dopo la sosta. «In realtà tutte le partite sono dure, a partire dalla trasferta di Verona. Non è detto che la squadra con il nome più altisonante sia per forza la più difficile da affrontare» . La diffidenza, a volte, aiuta. «Se siamo sottovalutati, meglio così. Non ci considerano una grande squadra, non so per quali motivi, ma noi lo siamo, ne dobbiamo essere coscienti» . Accanto a Petkovic, la squadra ha apprezzato molto i metodi del preparatore atletico Rongoni: «Con lui ci prepariamo in vista della partita dando sempre il 110%. Se siamo uniti possiamo andare lontano» . Dopo tanti prestiti e trasferimenti, Candreva ha avuto la possibilità di allenarsi bene e di continuare nella stessa squadra della stagione precedente: «E’ stato importantissimo. Conosci i compagni, l’ambiente, è sempre un piacere venire qui al campo ad allenarsi» . Tommaso Rocchi è il suo grande amico: «Il capitano non si tocca, è importantissimo per tutti all’interno dello spogliatoio» .

SFIDE –

Prandelli non lo ha chiamato, ma alla lunga il suo obiettivo è tornare in nazionale. «Sono contento di essere rimasto a Formello, vuol dire che non è ancora arrivato il momento. La maglia azzurra non deve essere un incubo durante la notte, l’importante è far bene con la Lazio. Poi se arrivasse la Nazionale sarà un altro sogno che si realizzerà» . L’ultimo, anzi il primo, sarebbe quello di segnare alla Roma. «Un gol nel derby sarebbe bellissimo, un sogno che coltivo da tempo, dato che non ho giocato il derby di ritorno dello scorso campionato» .

(fonte Cds)

Cittaceleste.it

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