Coraggio, la sfida è doppia

Coraggio, la sfida è doppia

Almeno fino a metà marzo ci sarà da stringere i denti: l’infortunio del Ferraris di Genova ha privato la Lazio del suo bomber principe. Lotito si è detto convinto che Miroslav Klose potrà bruciare i tempi del recupero, ma sino a quando questo non accadrà, toccherà a Petkovic e ai…

Almeno fino a metà marzo ci sarà da stringere i denti: l’infortunio del Ferraris di Genova ha privato la Lazio del suo bomber principe. Lotito si è detto convinto che Miroslav Klose potrà bruciare i tempi del recupero, ma sino a quando questo non accadrà, toccherà a Petkovic e ai compagni di squadra del tedesco dimostrare di saper essere grandi anche senza di lui. L’impresa non è facile sia per il peso specifico che Miro porta in dote (dieci centri in campionato) sia per l’apprensione che puntualmente fa dilagare nelle difese avversarie. E le prestazione biancocelesti con il tedesco assente purtroppo confermano tutta la sua importanza.

I NUMERI- Klose in questa stagione ha saltato quattro partite. Per fortuna solo quattro verrebbe da dire. I numeri non dicono tutto, ma qualcosa di sostanziale comunque la suggeriscono. E la fredda aritmetica dice che senza il suo capocannoniere la Lazio non sa vincere. Due sconfitte pesanti (Catania e con il Chievo all’Olimpico) e altrettanti pareggi (con Palermo e Napoli). Se nella statistica si prendono in considerazione anche le due gare in cui il tedesco è subentrato a gara in corso il risultato non cambia: ko interno per mano del Genoa e pari esterno a Bologna. L’assenza del tedesco sembra insomma pesare sulla Lazio ben al di là dei gol che Klose garantisce. E’ un leader e la squadra ne avverte la mancanza.

A TESTA BASSA- Una squadra che, nonostante l’ottimo girone d’andata, si porta dietro ancora il limite di non riuscire (sempre) a imporsi contro le cosiddette “piccole”. O comunque non con la stessa autorevolezza con cui la Lazio scende in campo quando davanti ha una big. La doppia sconfitta contro il Genoa e quelle contro Catania e Chievo, ma anche i pareggi con Torino, Bologna, Palermo raccontano di una squadra che difetta ancora nell’approccio ad alcune partite. Capitan Mauri, Petkovic stesso hanno più volte parlato di limite psicologico. Una squadra che apertamente continua a credere in tutte le competizioni dove è impegnata non può più rimandare l’appuntamento con il definitivo salto di qualità. Siena deve rappresentare da questo punto di vista il momento della svolta. L’impone il campionato dove tutte le avversarie dirette (a eccezione del Milan) hanno rallentano il passo. Perdere l’occasione sarebbe, in questo contesto, delittuoso.

I PRECEDENTI- Eppure sia ben chiaro se vittoria sarà si tratterà di un’impresa, benché forgiata a Siena. La tradizione della Lazio al Franchi è infatti decisamente negativa. I biancocelesti hanno vinto una sola volta nella stagione 2005-2006 al fronte di cinque successi dei bianconeri. Sono tre i pareggi. Quando la formazione toscana incrocia la Lazio si trasforma in una macchina da gol. O almeno così è stato nell’ultimo campionato quando si esibì in un sontuoso quattro a zero con cui eguagliò il record di scarto in Serie A (già raggiunto contro Empoli e Modena). Risalire è dunque l’imperativo della Lazio anche per invertire rotta nelle gare in trasferta: nelle ultime due Mauri e compagni hanno raccolto la miseria di un punto. E per di più a Palermo…

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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