CORSERA – Candreva il nuovo capitano al Derby?

CORSERA – Candreva il nuovo capitano al Derby?

Glielo avessero detto un anno e mezzo fa, non ci avrebbe creduto. Eppure Antonio Candreva sta per compiere un’impresa: è il suo momento d’oro e sembra riuscirgli tutto, anche l’impossibile. Dai fischi all’arrivo nella Lazio, gennaio 2012, alla fascia da capitano contro la Roma tra due settimane: in poco meno…

Glielo avessero detto un anno e mezzo fa, non ci avrebbe creduto. Eppure Antonio Candreva sta per compiere un’impresa: è il suo momento d’oro e sembra riuscirgli tutto, anche l’impossibile. Dai fischi all’arrivo nella Lazio, gennaio 2012, alla fascia da capitano contro la Roma tra due settimane: in poco meno di 20 mesi, una rivoluzione. Il segreto? I polmoni e la «castagna» di destro, i chilometri macinati da laziale e le conferme in nazionale. Ma, soprattutto, la catarsi del gol nel derby, un rito di purificazione che ha lavato via le voci della sua fede romanista. Sempre tra i migliori in biancoceleste e sempre al top con la maglia azzurra. Suo l’assist per il gol di Gilardino che a Palermo ha spianato la strada dell’Italia verso Brasile 2014, quello che potrebbe essere il suo Mondiale. E ora anche la possibilità di mettersi al braccio la fascia contro i giallorossi, un’investitura che la Lazio spera di accompagnare con rinnovo e adeguamento del contratto dopo aver solo rimandato i piani di riscatto dall’Udinese. Così Candreva potrà diventare l’idolo dei laziali che, finalmente, potranno rivedere un romano biancoceleste scambiare il gagliardetto con gli avversari. Erano anni che non succedeva: c’è stato Liverani nel 2006, è vero, ma il feeling di Antonio con i tifosi è altra cosa.

Paragonabile, forse, a quello del penultimo biancoceleste romano con la fascia sul braccio, Alessandro Nesta, che salutò nel 2002. Nessuno dei due, comunque, aveva il pregresso di Candreva da Tor de’ Cenci, una salita ripida da scalare: si presentò alla Lazio come una promessa del calcio non mantenuta, un acquisto di consolazione improvvisato da Lotito e Tare dopo il naufragio della trattativa per il giapponese Honda. E venne subito criticato per avere, ai tempi del Livorno, espresso stima nei confronti di Totti e De Rossi, un peccato mortale. Poi, però, un’ascesa veloce come lui, prima sulla corsia destra fatta avanti e indietro di continuo e, da quest’anno, in appoggio alla punta, in un ruolo che Prandelli gli ha cucito addosso e nel quale ora anche Petkovic vuole impiegarlo perché diventi sempre più decisivo. In ogni caso il destino di Antonio Candreva era scritto: il presidente Claudio Lotito, infatti, lo ha scelto da tempo come simbolo della Lazio del futuro e per questo motivo ha rimandato al mittente le offerte arrivategli dopo la splendida Confederations Cup: 20 milioni dal Napoli e 18 dal Manchester United. Ma Candreva non si muove: è l’asse su cui costruire una Lazio vincente. Già contro l’Udinese, alla prima di campionato, Candreva era stato scelto come vice capitano, ma solo perché in campo c’era Radu. Contro la Roma, il romeno non ci sarà a causa di un brutto infortunio, così come Mauri che è squalificato e come probabilmente Ledesma, ormai relegato da Petkovic alla panchina. Per Antonio si è aperto un varco e lui ha fatto come in campo: ci si è infilato a tutta velocità.(Corriere della Sera)

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