Crac, k.o. e guai

Crac, k.o. e guai

Un solo punto nelle ultime tre partite di campionato. E ottenuto contro avversari che si chiamano Palermo, Chievo e Genoa, ossia tre formazioni in lotta per non retrocedere. Ci risiamo. Come già accaduto nelle ultime due stagioni la Lazio dopo una prima parte di stagione trionfale finisce vittima della sindrome…

Un solo punto nelle ultime tre partite di campionato. E ottenuto contro avversari che si chiamano Palermo, Chievo e Genoa, ossia tre formazioni in lotta per non retrocedere. Ci risiamo. Come già accaduto nelle ultime due stagioni la Lazio dopo una prima parte di stagione trionfale finisce vittima della sindrome da «braccino del tennista». Rallenta, s’inceppa e perde punti contro le piccole quando comincia a vedere un traguardo prestigioso. Ne sa qualcosa Edy Reja che per due anni di fila ha visto svanire il sogno Champions per un niente e con un mare di rimpianti per i tanti punti persi nella seconda parte di campionato. È presto per dire che Petkovic incapperà nello stesso destino. Ma quanto accaduto nelle ultime tre giornate di campionato è un campanello d’allarme grande così.

La difesa del capitano
Certo, non bisogna dimenticare che in mezzo a questi risultati negativi c’è stata pure la doppia esaltante semifinale di Coppa Italia con la Juve. Che ha sicuramente inciso sulle debacle di campionato, togliendo ai biancocelesti energie fisiche e mentali. Ma ridurre solo a questo i tre passi falsi di campionato sarebbe sbagliato. «È vero — ammette Stefano Mauri —, sicuramente il doppio confronto con la Juve ci ha tolto qualcosa, ma avremmo dovuto e potuto fare di più in campionato. Ed è anche vero che perdere punti contro le piccole è una nostra costante: è successo nelle ultime due annate e si sta ripetendo quest’anno. Dobbiamo assolutamente prendere le contromisure a questa situazione, altrimenti non andiamo da nessuna parte». Per il capitano, peraltro, c’è un solo modo per eliminare questo pericoloso andazzo. «Dobbiamo essere più concentrati, avere sempre la giusta cattiveria agonistica. Contro le grandi ci viene naturale e infatti quelle partite di solito non le sbagliamo. Con le piccole, invece, a volte giochiamo con troppa sufficienza. Come è successo qui a Marassi nei primi 45 minuti. Abbiamo inspiegabilmente regalato un tempo ai nostri avversari, poi nella ripresa abbiamo reagito alla grande, dimostrando di essere pure in una discreta condizione. Ma alla fine abbiamo pagato questo sforzo e siamo stati puniti».

Reazione col Napoli
L’autocritica di Stefano Mauri è dura, ma il capitano è anche convinto che nonostante i tre passi falsi e le due sconfitte consecutive nulla sia perduto. Ed è soprattutto sicuro che quest’anno andrà diversamente dai campionati precedenti. «Vogliamo arrivare tra le prime tre e ci riusciremo. Abbiamo rallentato, è vero, ma nell’arco di una stagione ci può stare. Adesso però dobbiamo ripartire subito. Sabato ci aspetta una sfida importantissima con una diretta concorrente, il Napoli. Non possiamo assolutamente fallire. E poi cerchiamo di vedere anche il bicchiere mezzo pieno. La sconfitta dell’Inter ci consente di conservare il terzo posto, siamo dunque perfettamente in linea con i nostri programmi. D’ora in avanti, però, non possiamo più permetterci altre distrazioni». Parola di capitano.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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