Lotito, ‘Se capita…’

Lotito, ‘Se capita…’

FORMELLO – Un’occasione, se verrà, da qui al 31 agosto per rinforzare ancora la Lazio. Un attacco durissimo e un avvertimento a Diakitè, nell’ipotesi che avesse già preso accordi con altri club alla scadenza del contratto. Il processo di “riconversione” da verificare di Zarate, il possibile addio (o arrivederci) di…

FORMELLO – Un’occasione, se verrà, da qui al 31 agosto per rinforzare ancora la Lazio. Un attacco durissimo e un avvertimento a Diakitè, nell’ipotesi che avesse già preso accordi con altri club alla scadenza del contratto. Il processo di “riconversione” da verificare di Zarate, il possibile addio (o arrivederci) di Rocchi, l’intrigo Balzaretti, gli obiettivi attribuiti, presunti o negati di mercato. Lotito ha parlato a lungo, presentando il nuovo acquisto Mickael Ciani, appena arrivato dal Bordeaux. Una scelta di qualità, l’ha definita, sostenuta dal curriculum del difensore nato a Parigi, dalla fisicità prestante e utile per aggiungere centimetri alla linea difensiva, dalle relazioni di Paolo Rongoni (il preparatore di Petkovic), che in passato ha lavorato in Francia e lo conosceva bene. «Questo è un appuntamento importante, perché abbiamo subito tante considerazioni. Si diceva “la Lazio non compra” come se fossimo al mercato, paghi uno e prendi tre. Il nostro è un mercato di qualità, di scelte ponderate, razionali, soprattutto volute». Così è arrivato Ciani. «Sono usciti tanti nomi, molti ci sono stati attribuiti. Noi abbiamo puntato il nostro obiettivo su un profilo tecnico, agonistico e fisico, con caratteristiche tecniche precise e serietà di comportamento. Non era conosciuto, domenica nella partita con il Psg è stato considerato il migliore in campo. Siccome rispettiamo le squadre con cui trattiamo, abbiamo dato l’ok perché giocasse, era negli accordi. Porterà centimetri e forza fisica. Dimostrerà il suo valore e secondo noi farà parlare. Non cerchiamo nomi a effetto, ma nomi che creino effetto. Ciani viene a completare un organico che da tutti, anche da chi non vede di buon occhio la società, è considerato competitivo». Qui si è aperta la consueta polemica con i media (radio, tv, giornali) a cui ha chiesto obiettività di giudizio, prendendosi il diritto (inesistente) di essere l’unica fonte attendibile di notizie. «Mai trattato Balzaretti. E non ho mai telefonato a Zamparini. E’ Zamparini che ha fatto il mio nome per far alzare il prezzo e ci è riuscito visto a quanto lo ha venduto. Domenica partiranno le trasmissioni di Lazio Channel. Abbiamo anche radio e rivista. Non è un regime. Voglio trasformare Formello in un palazzo di vetro. E la comunicazione accresce l’appeal della società, non solo per i tifosi, ma per i giocatori. Quando sono arrivato, qui c’era la diaspora, ora tutti vogliono venire».

SCADENZA –

Lotito era convinto (e ancora mantiene un filo sottilissimo di speranza) che Diakitè rinnovasse. Ora sospetta abbia preso accordi con altri club per il 2013 (ipotesi negata da giocatore e agente). Ieri ha steso il francese. «Ciani viene alla Lazio. Poi ci sono giocatori come Diakitè che assumono atteggiamenti sbagliati. L’ho cresciuto, l’ho portato su dalla Primavera, gli ho fatto un contratto quando si era fratturato la tibia. Oggi fa le bizze e non si sa perché. Kolarov ringraziò e si comportò bene, trovammo la squadra e andò via. Noi gli abbiamo offerto uno stipendio tre volte superiore a quanto guadagna oggi. Diakitè ha chiesto un milione, un milione e due. E’ troppo. Poi ci sono le valutazioni. Ciani ne ha un’altra. Devo andare dietro a Diakitè? Se pensa di condizionare la società perché è in scadenza, sbaglia. Noi gli abbiamo proposto quattro squadre, le ha rifiutate tutte. Dice che lui può andare solo a Juve, Milan e Inter. Se poi scopriamo che ci sono già contratti firmati con altri, finiremo con le denunce, in altre sedi. Oggi gli Arbitrati non esistono più…» ha chiosato, riferendosi al caso Pandev.

LINEA –

Il mercato della Lazio non è ancora finito. «Da qui al 31 agosto, se capiterà un’occasione, la coglieremo». Ha smontato il teorema dei quattro campioni. «Tempi e modi li decidiamo noi. Io e Tare sappiamo cosa vogliamo fare. Io con Ciani ne conto tre. C’è Ederson e Breno che ha già firmato un contratto: speriamo di averlo qui a gennaio. Tutti hanno venduto, la Lazio no. Non vendere significa acquistare. Ho pure rifiutato proposte di 30 milioni per un giocatore» ha aggiunto riferendosi a Hernanes. Ha risposto a Massimo Mauro, senza nominarlo, su Mauri. «Non dico quel che fa o farà la società. Niente processi mediatici, ma solo nelle sedi opportune. La serenità con cui gioca Mauri dovrebbe far riflettere tutti, eppure ci sono considerazioni da fumetto come quella che giocherebbe meglio con la palla al piede. Io non raccolgo quelle che sono soltanto provocazioni».

EVOLUZIONE –

Occhi puntati sull’attacco, ma solo se usciranno almeno due punte. Alla domanda sul destino di Floccari, Zarate e Rocchi, Lotito ha risposto così: «Non consentiremo a nessuno di ostacolare il processo di crescita della squadra per fini individuali, vale fuori da Formello e anche dentro, per i giocatori. Vogliamo accrescere ancora il potenziale tecnico. Se venderemo, avremo già la soluzione alternativa. Non vogliamo mantenere in piedi situazioni non compatibili con equilibri interni e con la forza della squadra. I giocatori devono dimostrare il loro valore sul campo. Se lo dimostrano, restano. Altrimenti valutiamo alternative. Ci sono leggi del tempo, io a cinquant’anni non ho lo stesso slancio di un ventenne. Oppure ci sono anche processi di riconversione, la società è riconoscente e ha sempre premiato chi ha contribuito alla crescita. Esiste il gioco di squadra, nessuno deve giocare per se stesso».

(fonte Cds)

Cittaceleste.it

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