D’Amico, «Grande Ledesma, Mauri e Candreva meritano applausi»

D’Amico, «Grande Ledesma, Mauri e Candreva meritano applausi»

ROMA – Cinquantotto anni di sfrenata passione biancoceleste. Giocherella ancora con tutto, mai con la sua fede, Vincenzo D’Amico. La lucida stretta al dito, si gasa davanti alla tv. La saggezza riemerge nel giudizio: «Grande Lazio, ma poca roba l’Udinese. Una partita durata appena un tempo». Effervescente non solo con…

ROMA – Cinquantotto anni di sfrenata passione biancoceleste. Giocherella ancora con tutto, mai con la sua fede, Vincenzo D’Amico. La lucida stretta al dito, si gasa davanti alla tv. La saggezza riemerge nel giudizio: «Grande Lazio, ma poca roba l’Udinese. Una partita durata appena un tempo». Effervescente non solo con un pallone fra i piedi, brioso nelle idee, genio e sregolatezza della banda del ‘74, mattacchione made in Italy. Uno così non poteva che amare Gazza: «Sarebbe stato un sogno giocarci insieme». Era nelle lacrime di Paul, Vincenzo, giovedì notte. Ieri sera le asciugava con un sorriso triplo…

Che ne pensa dell’ultima performance?
«E’ durata solo un tempo, il secondo non s’è mai giocato».

Cosa l’ha colpita?
«La Lazio per la prima volta ha gestito alla grande il vantaggio. Non lo aveva fatto con Roma e Milan».

Una maturazione?
«Sicuramente i biancocelesti stanno crescendo parecchio sotto l’aspetto della personalità, ma l’Udinese era davvero sotto tono. Un tiro in porta su una punizione Di Natale è troppo poco».

Il segreto del successo?
«A centrocampo è iniziata e finita la sfida. I primi 45 minuti di Ledesma sono stati impressionanti».

L’argentino quindi, il migliore in campo?
«Non saprei dare la palma. Dovrebbero condividerla almeno in sei o sette. Quando tutti girano così, la Lazio diventa fortissima, quasi impossibile».

Ieri ha pure segnato, quanto corre Gonzalez?
«L’uruguagio rientra fra i migliori. Era arrivato come valido rincalzo, è diventato un insostituibile. Ora è sempre determinante».

Chi altro merita gli applausi?
«Io sono sempre felicissimo per Mauri e Candreva, due che hanno dovuto lottare per affermarsi in biancoceleste e si stanno prendendo delle rivincite. Ricordo ancora quando Stefano si beccava i fischi alla prima palla sbagliata. Quella di Candreva è una storia più recente…».

Un’altra perla di Hernanes.
«Appena l’ho intravisto sulla mattonella, ho detto a mia moglie: “Questo è gol”. Otto volte su dieci, da lì il Profeta segna. Brkic doveva posizionare solo due uomini».

Anche Klose è tornato a segnare.
«Avevate dubbi? Il gol è assicurato nel suo nome. Quando non prende la porta, quella è una notizia. Fenomeno puro».

Con un “Mito” così e queste prestazioni, dove può arrivare la Lazio?
«Non m’illudo. I biancocelesti devono sfruttare i passi falsi delle concorrenti per soffiare il terzo posto»

Il quarto posto stavolta sarebbe un fallimento?
«Sarebbe lo stesso risultato degli ultimi due anni. E, a parte Ederson, chi c’è di nuovo in rosa per puntare più in alto? Speriamo arrivi comunque la Champions»

Fonte: Alberto Abbate – Il Corriere dello Sport

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy