Delio e trasferte, i tabù…

Delio e trasferte, i tabù…

C’è un amico da riabbracciare proprio alla vigilia delle festività natalizie, ma la Lazio non vuole trasformarsi in Babbo Natale anche perché di regali ne ha già fatti abbastanza nelle partite giocate in trasferta. Eh sì, i biancocelesti in formato da viaggio non sanno più vincere, né segnare. L’ultimo gol…

C’è un amico da riabbracciare proprio alla vigilia delle festività natalizie, ma la Lazio non vuole trasformarsi in Babbo Natale anche perché di regali ne ha già fatti abbastanza nelle partite giocate in trasferta. Eh sì, i biancocelesti in formato da viaggio non sanno più vincere, né segnare. L’ultimo gol e l’ultimo successo esterno sono vecchi di due mesi e mezzo (3-0 a Pescara il 7 ottobre).

Amarcord
Delio Oggi a Marassi la Petko-Lazio proverà dunque a infrangere entrambi i tabù. Ma di fronte avrà un amico-nemico che conosce i biancocelesti come le sue tasche. Quattro anni sulla panchina laziale dal 2005 al 2009, con una indimenticabile Coppa Italia vinta proprio sulla Sampdoria ed una miracolosa qualificazione in Champions, Delio Rossi ha legato ai colori biancocelesti la parte più significativa (finora) della sua carriera da allenatore. Della sua squadra sono rimasti in pochi (Radu, Ledesma e Mauri tra quelli oggi in campo), ma a Formello ha lasciato tracce ancora visibili. Anche perché il nuovo tecnico della Samp, dopo che l’esperienza laziale si è esaurita, ha deciso di restare a vivere con la famiglia all’Olgiata, cinque minuti d’auto dal centro sportivo della Lazio. «Sa tutto di noi — conferma Petkovic — ed è pure un ottimo allenatore. Le sue squadre praticano un buon calcio ed hanno sempre un notevole equilibrio».

Tabù e primati
Il tecnico bosniaco, però, ci tiene a chiudere il 2012 con una vittoria. «Se vogliamo pensare in grande dobbiamo cominciare a vincere qualche partita anche fuori casa. A Genova non sarà facile riuscirci, ma dobbiamo e vogliamo provarci». Un successo a Marassi spezzerebbe i due tabù da viaggio (zero vittorie esterne negli ultimi due mesi e mezzo e 415 minuti senza reti realizzate): «In passato — ancora Petkovic — non è mai successo che una mia squadra non abbia segnato per così tanto tempo. Però le occasioni da rete le abbiamo sempre create nelle ultime trasferte, quindi non sono preoccupato». Per i biancocelesti, poi, ci sono altri due primati da inseguire: allungare una striscia positiva che dura da dieci partite (tra campionato e coppe) e soprattutto eguagliare o migliorare il record di punti collezionati alla fine del girone di andata da quando la Serie A è tornata a 20 squadre. Il primato è della prima Lazio di Reja che due anni fa girò a 34 punti, la Petko-Lazio è già a 33 con due partite ancora da giocare prima del giro di boa. Il tecnico bosniaco si presenta tuttavia a Marassi con qualche defezione. Non può infatti disporre dello squalificato Candreva e Biava non è nelle migliori condizioni (dovrebbe andare in panchina). Ma il vero problema è un altro: «C’è un po’ di stanchezza che è affiorata nelle ultime partite. Ma dobbiamo stringere i denti e far bene lo stesso»

 

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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