Dentro o fuori decidete subito a Natale e’ tardi

Dentro o fuori decidete subito a Natale e’ tardi

Se non vogliamo vivere sulle nuvole, la situazione è questa: la zona europea è lontana dieci punti, la zona retrocessione è lì a due passi, basta un altro capitombolo per trovarsi nella bagarre. Al via si pensava di competere con Inter, Fiorentina, Roma, Milan nella scia di Juve e Napoli…

Se non vogliamo vivere sulle nuvole, la situazione è questa: la zona europea è lontana dieci punti, la zona retrocessione è lì a due passi, basta un altro capitombolo per trovarsi nella bagarre. Al via si pensava di competere con Inter, Fiorentina, Roma, Milan nella scia di Juve e Napoli e invece il suo campionato la Lazio se lo gioca da qui a Natale. Il trittico Torino-Livorno-Verona dirà se il tifoso biancoazzurro potrà arrivare al 18 maggio con le coronarie intatte o dovrà soffrire come negli anni cupi.
L’attuale stagione presenta tristi analogie con quella 2009/2010, quando la Lazio approdò alla sosta invernale con 15 punti e lo spettro della B sotto l’albero. Lotito fu costretto a mettere alla porta “Signorsì” Ballardini e a vestirsi da Babbo Natale puntellando con Dias e Biava una difesa colabrodo. Anche allora il guaio erano stati i centrali di difesa. E per non farci mancare niente, anche allora la Roma lottava per lo scudetto ( “Oh no!”, ricordate?).
Che cosa abbia portato a tutto questo nessuno può stabilirlo con certezza: un misto di errori di mercato, infortuni, rilassamento dopo il trionfo di Coppa Italia, scadimento di forma di alcuni giocatori-cardine, scelte sbagliate dell’allenatore. Ma è inutile rimestare nel passato, la società ha il dovere di prendere atto della situazione attuale e adottare conseguenti e rapidi provvedimenti. A cominciare dal caso-Petkovic. Un allenatore a bagnomaria non serve, anzi è dannoso. Un allenatore in parola con la Federazione svizzera per la stagione prossima non può conservare la necessaria lucidità, così come ha dimostrato negli ultimi tempi frastornando la squadra con continui cambi di modulo e di giocatori (il top lo scorso lunedì: Keita in campo solo per 20 minuti; Gonzalez, unico argine ad una difesa di burro, sostituito da un Floccari impresentabile).

 

Per inciso: fra un mese sarà un anno, con la sola parentesi del 26 maggio, che la Lazio di Petkovic ansima. E se, come Tare afferma, questo è un campionato di transizione, risulta poco comprensibile la parsimonia con la quale il tecnico fa ricorso ai giovani.
Dice Lotito: aspettiamo l’esito delle prossime tre partite. Atteggiamento comprensibile dal punto di vista economico ed umano – Petkovic ha sempre avuto comportamenti signorili e leali, anche se su questa faccenda svizzera non mi convince – , ma non da quello tecnico: mai come ora la squadra ha bisogno di certezze e di stabilità. Dentro o fuori: presidente e allenatore devono deciderlo adesso. Alla vigilia di Natale potrebbe essere troppo tardi.

 Corriere dello Sport

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