“Derby a porte chiuse”

“Derby a porte chiuse”

Martedì il primo segnale: «Mai più derby di notte» . Ieri il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha alzato il tiro, rincarato la dose. «A mali estremi pronti anche a valutare un derby a porte chiuse» . Il fatti di lunedì pomeriggio, prima che Roma e Lazio scendessero in campo…

Martedì il primo segnale: «Mai più derby di notte» . Ieri il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha alzato il tiro, rincarato la dose. «A mali estremi pronti anche a valutare un derby a porte chiuse» . Il fatti di lunedì pomeriggio, prima che Roma e Lazio scendessero in campo all’Olimpico, hanno lasciato il segno. E fatto scattare la risposta forte delle istituzioni. A Rai Sport il prefetto Pecoraro ha spiegato: «I provvedimenti che prenderemo potranno dare una mano a normalizzare la situazione, possono essere un segnale per le tifoserie e se non dovessero bastare pensiamo a misure più drastiche: porte chiuse o gare altrove e questo sarebbe un danno grave per tutti i tifosi» . Il pensiero si spinge fino a Roma-Napoli, ultima di campionato: «Speriamo che gli obiettivi rispettivi siano già raggiunti. Altrimenti assieme al Questore andrebbero fatte attente valutazioni» . Il giro di vite ventilato dal Prefetto potrebbe anche essere propedeutico a far giungere il messaggio giusto ai violenti, a spingere chi li conosce a isolarli. Se si vuole che lo show vada avanti. Certo sono parole in distonia con il clima da tempo incoraggiato: no Polizia dentro gli stadi, via le barriere, normalizzazione del rapporto con i tifosi fino alla rivistazione della tessera del tifoso. Ora sembra di andare indietro: ma le sue ragioni il Prefetto le ha

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I RIFLESSI SUL CALCIO – Nella lettera alla Lega annunciata da Pecoraro, anche la richiesta di spostare la data della finale di Coppa Italia, fissata per il 26 maggio a Roma, dove in quei giorni ci saranno le elezioni amministrative. I primi contatti informali in questo senso tra Osservatorio e Lega Calcio sono già stati avviati: quella dello spostamento di data è una ipotesi valutabile (e nemmeno certa: 23 o 24 maggio le alternative?), far balenare invece uno spostamento di sede (cosa circolata inopinatamente ma a cui le istituzioni cittadine, della sicurezza e del calcio fanno intuire di non aver mai pensato) è utopia. Dalle parole del Prefetto di Roma le riflessioni del presidente federale Giancarlo Abete. «Bisogna cercare di rimuovere queste situazioni di negatività, bisogna colpire i soggetti che inquinano lo spettacolo sportivo in tutto il Paese» . Abete ha parlato anche del monito di Pecoraro a evitare derby serali. «La valutazione è in capo agli organi preposti, certamente non è motivo di soddisfazione rappresentare una difficoltà a fare una partita serale. È un grande peccato che il vincolo possa essere costituito da rischi di ordine pubblico e di incidenti. Oggi la situazione è ancora più complessa perchè tutti coloro che sono individuabili dentro lo stadio scatenano in altro modo la loro violenza» . Il presidente della Figc ha concluso augurandosi che i protagonisti del mondo del calcio sappiano assumersi «la responsabilità di dare il buon esempio con comportamenti appassionati ma misurati: alcune situazioni che si vedono dentro e fuori dagli stadi sono inaccettabili» .

IL VIMINALE – Con grande equilibrio si è espresso a Sky il vice presidente operativo dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive Roberto Massucci, l’uomo che ha seguito la nascita di questo organismo consuntivo interistituzionale nell’ambito del MInistero dell’Interno, e la cui esperienza su queste tematiche è acclarata e riconosciuta: «Tutti i soggetti competenti, dalle autorità di sicurezza a quelle cittadine, stanno riflettendo su come gestire al meglio il prossimo derby. L’intenzione è trovare il modo migliore per affrontare l’eventuale derby in finale di Coppa Italia» . Massucci ovviamente allarga l’orizzonte. «Ma non dimentichiamo, oltre al derby, anche i fatti di Firenze, quello che è successo sugli spalti e in campo. Alcuni tesserati hanno agito come se si fosse persa la consapevolezza che le regole bisogna rispettarle. Non si tratta un problema di mondo ultras, ma di tutti. Il mondo del calcio ha il dovere di moltiplicare gli sforzi per emarginare questi soggetti. E’ quello che la Polizia sta facendo in questo momento».

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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