Diakitè e Lotito più vicini

Diakitè e Lotito più vicini

Diakitè e la Lazio sono più vicini. Lotito tiene la porta aperta, non l’ha ancora chiusa e sarebbe ben lieto di ricredersi: era convinto che il francese si fosse impegnato con un altro club, sospettava l’Inter, ma ha usato la parabola del figliol prodigo per sottolineare quanto, a determinate condizioni,…

Diakitè e la Lazio sono più vicini. Lotito tiene la porta aperta, non l’ha ancora chiusa e sarebbe ben lieto di ricredersi: era convinto che il francese si fosse impegnato con un altro club, sospettava l’Inter, ma ha usato la parabola del figliol prodigo per sottolineare quanto, a determinate condizioni, l’intesa si possa ancora trovare. Il francese riflette. La distanza economica tra richiesta e offerta in estate non lo aveva convinto a sposare il progetto della Lazio, con il trascorrere dei mesi ha cominciato a rendersi conto che tanto di meglio in giro potrebbe non trovare. Alla fine di agosto aveva detto no al Genoa e al Bordeaux, ha scartato l’ipotesi di andare a giocare in Russia e lo ha fatto vacillare soltanto la Fiorentina, che adesso non ha più bisogno di difensori centrali. Sperava Diakitè di essere chiamato da una grande, ma sinora nessuno s’è fatto avanti. Moratti ha risposto con toni decisi a Lotito, si è esposto pubblicamente e viene difficile immaginare che l’Inter all’improvviso possa lanciarsi sul francese. Galliani e il Milan non sembrano interessati e non farebbero un torto a Lotito, la Juventus si sta muovendo su altri obiettivi. Diakitè potrebbe servire al Napoli, ma Lotito non ha intenzione di rinforzare una rivale nella corsa alla Champions e ne fa una questione di principio: anche non trovando un accordo sul prolungamento, non cederebbe il francese a gennaio.

SCENARI – La Lazio, peraltro, sta cercando di far capire al giocatore quanto possa essere importante in prospettiva. Petkovic l’ha reinserito gradualmente nel gruppo e l’ha fatto debuttare pochi giorni fa in Coppa Italia contro il Siena. Biava e Dias rappresentano una certezza per oggi, ma non per domani: sono avanti con gli anni. Ciani è un colosso e si sta inserendo bene dopo un periodo di rodaggio. Con Diakitè formerebbe un tandem tutto francese e di grande fisicità. Petkovic ha provato anche la difesa a tre recuperando l’albanese Cana come alternativa a Dias e Radu nel ruolo di marcatore mancino. Ha cinque difensori centrali più Diakitè, che resterebbe in organico anche a scadenza. A 25 anni e con un avvio di carriera condizionato dagli infortuni, il francese ha bisogno di conferme: 65 presenze in serie A non sono tantissime, ma nell’ultimo campionato con Reja s’era rivelato il difensore più affidabile della Lazio, che gli ha proposto il rinnovo.
E’ migliorato dal punto di vista tecnico, ha bisogno di crescere ancora. Nella squadra biancoceleste, che l’ha
preso quando era ancora in età Primavera, avrebbe la possibilità di giocare stabilmente ai vertici e questo è stato anche il consiglio che gli ha dato uno dei senatori. Sono giorni decisivi per riflettere e prendere una decisione. Nelle scorse settimane il disgelo tra la società biancoceleste e Ulisse Savini, il suo manager, non ha prodotto risultati rilevanti, ma il dialogo interrotto in estate è stato riaperto e presto andrà in scena un incontro.

DECISIONE – Un vertice è previsto all’inizio di gennaio. Tocca a Diakitè uscire allo scoperto: prendere o lasciare è la posizione della Lazio. Il francese spera ancora in un rilancio di Lotito, ma nei fatti la società aveva già alzato la posta in estate e il giocatore non ha mai detto sì. Se ne parlerà in coincidenza con la riapertura delle trattative, tenendo conto che gli sviluppi potrebbero condizionare le manovre della Lazio. Un centrale mancino (di riserva a Radu) potrebbe far comodo a Petkovic. Dalla lista dei possibili obiettivi dev’essere depennato Xandao, il brasiliano dello Sporting Lisbona già avvicinato l’estate scorsa. E Breno, in attesa di essere scarcerato, ha firmato un triennale con il San Paolo. La Lazio, in ogni caso, aveva rinunciato a prenderlo. La casella per l’extracomunitario è stata assegnata a Keita, attaccante ex Barcellona in forza alla Primavera di Bollini.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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