Diakitè-Napoli, la grande attesa

Diakitè-Napoli, la grande attesa

Senza dirsi arrivederci. Senza dirsi neanche una parola: perché ormai quel fiume di parole s’è perso nel mare magnum d’un mercato perennemente aperto e allegramente disposto ad accogliere Mobido Diakité (26) a parametro zero. Vedi Napoli e poi ci pensi, e poi ci ripensi, e poi ci ripensi ancora: perché…

Senza dirsi arrivederci. Senza dirsi neanche una parola: perché ormai quel fiume di parole s’è perso nel mare magnum d’un mercato perennemente aperto e allegramente disposto ad accogliere Mobido Diakité (26) a parametro zero. Vedi Napoli e poi ci pensi, e poi ci ripensi, e poi ci ripensi ancora: perché ormai quella tentazione s’è andata via via ingrossando e dopo averne discusso in tempi non sospetti e autorizzati, a metà del mercato, s’è ricominciato a dialogare e non c’è possibilità di smentire che qualcosa accadrà in tempi ragionevolmente brevi. «Ma la trattativa non è stata ancora chiusa. E’ vero che Mobido sta valutando alcune proposte arrivate dalla Russia; però è anche vero che Diakité è abituato a giocare nella difesa a tre» .

MENO CINQUE – Giugno è distante è però, lo dice il regolamento, chi è in scadenza di contratto può già firmare, rendendo pubblico il proprio futuro: non l’ha fatto Diakité, che comunque ha qualcosa in più di una parola con il Napoli da un bel po’, cioè dal giorno in cui, mentre le trattative ufficiali stavano per essere chiuse, capì che c’era un interesse autentico. Fu un infortunio a far saltare un affare fatto e quell’acciacco ha tenuto in vita l’interesse di club per i quali è ancora possibile acquistare, l’Anzhi che un po’ ha fatto vacillare il francese, però innamorato dell’Italia e lusingato dall’attenzione d’una società come il Napoli, che sa di godere d’un non piccolo, dunque né ininfluente vantaggio, come confermato una volta di più dal manager del francese, Ulisse Savini: «Il contatto con il Napoli c’è stato ma non c’è stata ancora la possibilità di definire alcun tipo di accordo. Ho avuto, recentemente, modo di ricevere proposte da vari club, ma aspettiamo ancora un po’. E comunque lui nella difesa a tre ci ha giocato e potrebbe far comodo a Mazzarri» .

ADIOS – L’altra faccia di una stessa medaglia è Hugo Campagnaro, un toro scatenato a prescindere, professionista a trecentosessanta gradi che ha la possibilità di giocare e di farlo come sa, cioè bene, anzi benissimo, e poi di aspettare serenamente che arrivi l’estate per render ufficiale ciò ch’è noto dall’inizio del dicembre scorso, quando il suo manager Mazzoni, trovò l’intesa economica con l’Inter. Campagnaro s’è ritrovato ricoperto di affetto dalla tifoseria partenopea, ha rappresentato argomenti di discussione, che il procuratore del calciatore ha risolto esprimendo la propria tesi su una separazione civilissima: «Hugo è un professionista esemplare per chiunque voglia giocare al calcio. Darò tutto se stesso sino alla fine della stagione, non ci sono dubbi. Il problema, diciamo così, è stato nella tempistica, perché quando Campagnaro s’aspettava il rinnovo, il Napoli s’è opposto. Capita spesso in questo mondo» . Gente che va e gente che viene: nulla di nuovo dentro al pallone.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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