Diakitè, quanta paura!

Diakitè, quanta paura!

Una notte di fuoco, tanta paura. E lo sguardo impietrito di Diakitè: incendiate due auto del difensore biancoceleste e una del suocero davanti la sua villa a Cesano, una frazione del comune di Roma, a pochi passi da Formello. Erano le due di ieri notte, Modibo e la compagna stavano…

Una notte di fuoco, tanta paura. E lo sguardo impietrito di Diakitè: incendiate due auto del difensore biancoceleste e una del suocero davanti la sua villa a Cesano, una frazione del comune di Roma, a pochi passi da Formello. Erano le due di ieri notte, Modibo e la compagna stavano dormendo, quando sono stati svegliati dai gemiti della figlia in fasce. S’è alzato di soprassalto, Diakitè, s’è affacciato alla finestra ed è stato accecato dal bagliore delle fiamme altissime. S’è catapultato in strada per provare a spegnerle, ma la sua Bmw X5, cosparsa di benzina, era già incenerita: travolte pure la Smart del calciatore e una Ford Ka del suocero, all’arrivo dei vigili del fuoco. Incendio doloso, escluso il movente a sfondo razziale, i carabinieri e il capitano Zito ora indagano su ogni aspetto della vita privata e professionale del laziale. Al vaglio tutte le ipotesi, c’è il massimo riserbo: si pensa a un atto intimidatorio. Per il rinnovo del contratto? Gli inquirenti battono più la pista legata al risentimento personale:  «Ma non ho mai ricevuto minacce» , ha assicurato Diakitè in caserma. Un anno fa aveva avuto una lite in pizzeria, c’erano delle querele, poi ritirate.
SCOSSO – Una giornata particolare, anzi meglio, da dimenticare in fretta e furia. Diakitè ieri non s’è visto a Formello, immerso nelle denunce e nella burocrazia. Prima ai carabinieri, poi all’assicurazione. S’è confidato subito però, nella notte, col suo amico-manager, Ulisse Savini, di ritorno da Amsterdam: «  Il ragazzo è ovviamente molto scosso da quanto successo, non tanto per l’aspetto patrimoniale della cosa, ma proprio per l’accaduto, che ha dell’incredibile e dell’impensabile. Fortunatamente Modibo s’è subito reso conto di cosa stava succedendo. Mi ha detto: “Le macchine si aggiusteranno, l’importante è che non si sia fatto male nessuno”» .
IL CONTRATTO – A pensar male… Da mesi il tira e molla per il rinnovo con la Lazio. E’ facile che la mente, senza troppi giri d’immaginazione, possa volare lì:  «Né il mio assistito né la società possono giustificare un episodio di questo tipo, se davvero fosse legato alla diatriba contrattuale, ma non crediamo sia così. Sicuramente pensiamo al gesto di un malato, di un esaltato, che voleva forse spaventarlo dandogli un monito – spiega l’agente Savini –  ma non è stato in grado di gestire fino in fondo la vicenda» . Lo stesso Diakitè ha rivelato alle forze dell’ordine che dietro l’incendio possa celarsi uno “scherzo maldestro”. E’ la sua unica spiegazione. Perché ha assicurato di non trovarsi in mezzo ad alcun giro strano, né di avere debiti. Insomma, nessun regolamento di conti.
IL SILENZIO – Dispiaciuto e amareggiato, Modibo. Per lo spavento della compagna con cui convive a Cesano. E per il suocero, danneggiato di riflesso dalla stupida bravata. In tutto ciò, s’aspettava forse una carezza dalla Lazio, un comunicato di solidarietà. E, invece, un assordante silenzio. Magari parlerà il campo:  «Diakitè adesso sta bene fisicamente – assicura Savini –  e mi auguro che mister Petkovic domenica gli dia la possibilità di giocare ». Un’altra mano tesa, un altro segnale d’avvicinamento, un’altra apertura. Rinnovo a parte, non si scherza col fuoco.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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