Dietro a Klose, tutti e nessuno

Dietro a Klose, tutti e nessuno

Tutti hanno avuto un’occasione, nessuno si è imposto. Avanti con il prossimo giro. Dietro a Klose, sono in tanti. Invidiati alla Lazio, perché in estate erano fioccate le proposte, dall’estero e anche dalle big italiane. La gestione democratica di Petkovic sta cercando di stimolare ed esasperare la concorrenza. Lunga anticamera,…

Tutti hanno avuto un’occasione, nessuno si è imposto. Avanti con il prossimo giro. Dietro a Klose, sono in tanti. Invidiati alla Lazio, perché in estate erano fioccate le proposte, dall’estero e anche dalle big italiane. La gestione democratica di Petkovic sta cercando di stimolare ed esasperare la concorrenza. Lunga anticamera, pochi minuti da sfruttare e da bruciare in fretta, se possibile con il massimo risultato. Così non è facile scegliere e neppure farsi trovare pronti, bisogna anche essere fortunati e capitare nella partita giusta, in cui tutta la Lazio gira al massimo e il pallone arriva negli ultimi sedici metri. Kozak è stato il primo a entrare in pista, ma non ha beccato palla con il Genoa. Appena meglio si comportò Zarate, che ha fallito in modo clamoroso le occasioni successive. Si è perso e si è eclissato, declinando rapidamente al ruolo di quinta punta. Con il Maribor era diventato protagonista Floccari (un gol e un rigore provocati), una buona prestazione per guadagnarsi la conferma ad Atene. Con il Panathinaikos non ha rubato l’occhio e allora per provare a matare il Toro, Petkovic ha rilanciato Rocchi, escluso dalla lista Uefa e paziente per aspettare il debutto stagionale negli ultimi minuti a Firenze. Il capitano è stato di esempio e mercoledì sera ha cominciato a scaldarsi con il passare dei minuti. Il meglio lo ha tirato fuori prima di essere sostituito da Floccari.  «Devono essere i giocatori a mettermi in difficoltà nelle scelte» ha ripetuto spesso l’ex allenatore dello Young Boys.  «Non esiste un vice Klose» è un altro degli slogan ripetuti con frequenza per sottolineare come le gerarchie siane aperte, pronte ad essere modificate in ogni partita. Sono le regole della concorrenza. Puntare su un attaccante, dargli continuità di gioco e fiducia, forse a breve scadenza significherebbe raggiungere dei risultati e portare ad un buon rendimento il prescelto. Ma Petkovic correrebbe anche il rischio di demotivare e mettere in un angolo gli altri, che si sentirebbero fuori dal progetto. Floccari, Kozak, Rocchi e Zarate dietro a Klose formano un reparto d’attacco di altissimo livello. Non cambiano le valutazioni e le opinioni, ma soltanto i momenti e le circostanze. Scegliendo il modulo con una punta (complessivamente il migliore per la Lazio) s’è fatta più dura per tutti. Kozak e Zarate non hanno avuto la fiducia e lo spazio che cercano per lievitare di rendimento. Floccari e Rocchi sono di rendimento, l’usato sicuro che alla lunga prenderà il sopravvento e sosterrà la Lazio.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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