Dietro Klose, il vuoto

Dietro Klose, il vuoto

Ricordate Yilmaz, il bomber turco che in estate è stato ad un passo dalla Lazio? Perché Lotito, Tare e Petkovic lo volevano insistentemente nonostante in organico ci fossero già sette punte? Perché già allora era chiaro ciò che dopo lo 0-0 col Tottenham è diventato addirittura lapalissiano: dietro a Klose…

Ricordate Yilmaz, il bomber turco che in estate è stato ad un passo dalla Lazio? Perché Lotito, Tare e Petkovic lo volevano insistentemente nonostante in organico ci fossero già sette punte? Perché già allora era chiaro ciò che dopo lo 0-0 col Tottenham è diventato addirittura lapalissiano: dietro a Klose c’è il vuoto. Se a non perdere può pensare Marchetti, per vincere e andare in Champions servono i gol, questo è pacifico. A margine del «Gazza show» di giovedì sera, Kozak ha provato e sbagliato in tutti imodi: di destro, di testa, d’astuzia, in scivolata, a porta vuota, cinque palle gol nitide dilapidate dall’attaccante che Petkovic considera l’alternativa più credibile a Miro Klose. La media gol del ceco è sempre alta, 4 reti (due doppiette, contro Mura e Panathinaikos) in sole 9 presenze, la sua partita contro il Tottenham ha raccontato però di un attaccante con buone prospettive, ma ancora un p o ’ acerbo e senza l’affidabilità sotto porta che serve alla squadra. Nella stessa serata c’è stata anche la ratifica delle rottura con Zarate, nemmeno in panchina ufficialmente per un risentimento ai flessori, ma già con l’agente in Inghilterra per capire se l’interesse di Liverpool e Stoke City può trasformarsi in una trattativa reale (altrimenti c’è la Russia). A 10 milioni si chiude, Lotito ha deciso di metterlo in saldo pur di alleggerire il monte ingaggi della sua voce più costosa, visto che lo stipendio dell’argentino supera i 2,3 milioni. Il fatto è che dei 28 gol realizzati dalla Lazio finora tra campionato e coppe (29, considerata l’autorete di Seitaridis ad Atene), la metà esatta porta le firme di Klose (8) e Hernanes (6, ieri tutto ok alle visite in Paideia). Il resto se lo dividono sette giocatori di cui tre attaccanti che non hanno convinto: Floccari (1), Kozak e Zarate (1). O segnano quei due o sono problemi, insomma. Petkovic ha alternato tutte le punte che si è ritrovato in gestione, ha provato a concedere una chance a tutti, Rocchi incluso. Il capitano ha giocato un paio di partite, ha sbagliato troppo col Torino e partecipato alle disfatte di Firenze e Catania. Sulla professionalità non si discute, ma il rendimento è un’altra cosa. Lo stesso vale per Floccari, che piace molto a «Petko» per il lavoro di squadra, un po’ meno per le doti realizzative: solo un gol (in casa, al Panathinaikos) in 9 presenze, troppo poco. Quasi vuoto.

Il Corriere della Sera

Cittaceleste

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