La corsa di Candreva

La corsa di Candreva

ROMA – Corre e non si ferma, pur volendo non lo frenerete. Corre da quando è arrivato: progressioni continue, coperture e affondi, assist e gol, voli sotto la Nord, a braccia aperte. Corre perché s’è sempre conquistato il pane quotidiano, non gli ha regalato niente nessuno. Antonio Candreva corre nel…

ROMA – Corre e non si ferma, pur volendo non lo frenerete. Corre da quando è arrivato: progressioni continue, coperture e affondi, assist e gol, voli sotto la Nord, a braccia aperte. Corre perché s’è sempre conquistato il pane quotidiano, non gli ha regalato niente nessuno. Antonio Candreva corre nel futuro: si è preso la Lazio, ha fatto colpo sui tifosi biancocelesti e sui compagni, ha ottenuto la stima di Reja e ora quella di Petkovic. Candreva corre, vola a destra e a sinistra, può giocare su entrambe le fasce.

LA FORMA –

Ha carburato subito, ha confermato l’exploit della scorsa stagione, quel finale vissuto a cento all’ora. Una corsa continua che gli ha permesso di strappare la conferma nella Lazio, era il suo sogno. C’è un segreto: dai tempi di Livorno non svolgeva il ritiro con la squadra in cui avrebbe giocato in campionato. E’ stato sballottato da una parte all’altra, negli ultimi anni s’è spostato sempre in prestito. Nella Lazio è rinato, ha sentito la fiducia della società e di Reja, ha superato un momento difficile e s’è meritato un posto in organico. Lotito ha rilevato metà del suo cartellino, ha deciso di tenerlo e la scelta è stata giusta. Candreva sarà un’arma decisiva per la sua duttilità, per il suo spirito da combattente, per l’attaccamento alla maglia e ai colori. Ha stupito tutti, ha sconfitto lo scetticismo ed è entrato nel cuore dei tifosi. L’avevano accolto malissimo, l’avevano etichettato come romanista, l’avevano respinto. Candreva ha avuto una forza incredibile, ha vinto la sfida. C’è una notte che non dimenticherà mai, quella di Lazio-Napoli, quella del primo gol in biancoceleste, il momentaneo 1-0 lo segnò lui. Bucò la rete, s’involò istintivamente sotto la Curva, l’aveva promesso sin dal suo arrivo. S’arrampicò sulle ringhiere, urlò la sua gioia, la sua voglia di Lazio, testimoniò rispetto e fede nei confronti dei colori laziali, così conquistò tutti. Il popolo biancoceleste ha riconosciuto i suoi sacrifici, la sua professionalità e ha deciso di accoglierlo in famiglia. A fine stagione l’ha chiamato sotto la Nord, gli ha fatto sentire calore e affetto. Quella promessa di fede non sarà mai tradita e Candreva la rispetta in campo ogni volta che gioca.

L’EUROPA

– Cinque presenze in Europa, tre con la Juventus e due con la Lazio (giocò il doppio match contro l’Atletico Madrid nei sedicesimi di finale di febbraio). Candreva si scalda in vista di domani sera, è in corsa per un posto in avanti, spera di giocare dal primo minuto. Petkovic pensa a lui, tra il match col Mura 05 e quello con l’Atalanta di domenica sera lo spazio ci sarà. Candreva c’è, nelle amichevoli d’estate è stato sempre tra i migliori. Ha aiutato in fase difensiva, ha attaccato gli spazi, ha sprintato per inserirsi in area, è andato al tiro, ha colpito traverse. E’ un jolly utilissimo, può fare l’esterno offensivo pur essendo nato trequartista.

L’ITALIA –

Lippi lo portò in Nazionale, erano tempi d’oro. Candreva aveva stupito con il Livorno, aveva fatto innamorare la Juventus, era in rampa di lancio. Ma il futuro gli voltò le spalle sul più bello. Antonio ha dovuto ricominciare da zero, forse da sotto zero. Si è rialzato con forza, ha ripreso a correre senza sosta. E’ romano e la possibilità di giocare nella sua città non se l’è fatta sfuggire. La Lazio è il suo futuro, ha firmato un contratto di cinque anni, qui vuole giocare, qui vuole vincere. Da qui ha spiccato il volo. E la maglia biancoceleste può trasformarsi davvero in azzurra

(fonte Cds)

Cittaceleste.it

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