E’ il più decisivo e con il Catania….

E’ il più decisivo e con il Catania….

 «La mia carriera è iniziata quest’anno», è il grido di battaglia del nuovo Hernanes, il motto della sua rinascita. Gioca da centrocampista e segna più di quando indossava i panni del trequartista, è anche questo il Profeta della Lazio. L’Italia l’ha ispirato in zona offensiva, non conta il ruolo, lui…

 «La mia carriera è iniziata quest’anno», è il grido di battaglia del nuovo Hernanes, il motto della sua rinascita. Gioca da centrocampista e segna più di quando indossava i panni del trequartista, è anche questo il Profeta della Lazio. L’Italia l’ha ispirato in zona offensiva, non conta il ruolo, lui la porta non smette di vederla. Undici gol nella prima stagione, otto gol nella seconda, cinque in quella attuale, sono i numeri di Hernanes in serie A, mancano i capitoli successivi. Il brasiliano ha colpito cinque volte in nove partite di campionato, sarà protagonista a Catania. I sciliani li ha bucati due volte in quattro partite: il 28 novembre 2010 segnò all’Olimpico (1-1) e il 17 aprile 2011 partecipò al festival del gol (al Cibali il match finì 4-1 per i biancocelesti). L’anno scorso è rimasto all’asciutto, vuole rifarsi domani. Un Profeta al Cibali, giocherà per lasciare il segno. Petkovic non ha svelato i piani tattici, pensa ad Hernanes a centrocampo, nel 4-1-4-1 lo piazzerebbe al solito posto. Ma non è da escludere l’opzione 4-3-1-2, in questo assetto il Profeta giocherebbe da trequartista alle spalle delle due punte, nel vecchio ruolo, quello che gli ritagliò su misura Edy Reja. Hernanes gradisce esibirsi da mezzala, l’ha detto chiaramente a Petkovic ad inizio stagione, ecco perché è più probabile che non venga spostato. Hernanes punta il Catania, vuole vivere una grande domenica, vuole portarsi a casa i tre punti, darebbero ossigeno alla Lazio dopo la sconfitta di Firenze e il pareggio col Torino. Non ci sarà Klose e allora palla ad Hernanes, è un consiglio, è l’indicazione che Petkovic darà alla squadra. Il Profeta è l’uomo che dà fantasia, è il faro del gioco offensivo, sa essere anche il terminale dell’attacco. Tutti si aspettano un super Hernanes domani pomeriggio a Catania, in trasferta ha segnato quattro volte: ha colpito a Bergamo contro l’Atalanta, a Verona contro il Chievo e a Pescara. In passato fuori casa soffriva, steccava, arrancava. E’ rinato pirata.
 ROMA – Ha fatto 12, nessuno come lui. Dodici punti sui diciannove in classifica li ha regalati Hernanes alla Lazio, è il giocatore più decisivo della serie A. Dodici punti frutto di cinque gol, ha colpito contro l’Atalanta, il Chievo, il Pescara e il Milan. Ha messo la firma sul tabellino per primo e in un’occasione ha bissato centrando la doppietta (è successo a Verona). Fenomeno Hernanes, non è mai stato così forte. In campionato, nelle prime 10 giornate, solo Jovetic (9 punti), Cavani (9 punti) ed El Shaarawy (8 punti) sono riusciti a stargli dietro con le rispettive squadre.

L’ESPLOSIONE -Non è tutto. Hernanes è al terzo posto della classifica cannonieri insieme a Cassano, Gilardino, Jovetic, Milito e Osvaldo. Ha segnato cinque gol in nove partite, la media è altissima, è già a meno tre reti dalle marcature fatte registrare l’anno scorso, si fermò a quota 8. Cinque gol e ci sono ancora 28 partite da giocare, il Profeta punta al record di Nedved (11 reti in serie A), lo eguagliò nel 2010-11, può superarlo. Hernanes è d’oro, i suoi gol servono come il pane. Chi può vantare una statistica del genere? In pochi al mondo. E’ diventato un ritornello, è una filastrocca questa storiella: le ultime 16 reti realizzate in campionato dal brasiliano hanno regalato 16 vittorie alla Lazio. L’ultima rete che non ha portato al successo risale sempre al lontano 6 febbraio 2011, ormai sono passati quasi due anni. All’Olimpico si giocava Lazio-Chievo (1-1), da allora ogni gol del Profeta ha portato tre punti. Sedici reti vincenti firmate in campionato dal 20 febbraio 2011 (Lazio-Bari 1-0) sino a sabato 20 ottobre (Lazio-Milan 3-2). Un Hernanes così forte va blindato al più presto, nelle scorse settimane c’è stato un colloquio a Roma tra Lotito e il manager Joseph Lee, si è sfiorato l’argomento “futuro”. Il Profeta ha un contratto sino al 2015, le sue prestazioni hanno fatto lievitare il valore del cartellino e i successi del campo lo rendono meritevole di un adeguamento economico. Lotito già lo sa.

Il Corriere dello Sport

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