E ora lo stadio

E ora lo stadio

Centotredici anni e un sogno lungo più di un secolo: «La lazialità è un modo di essere, abbiamo intrapreso percorsi gestionali, sportivi e comunicativi importanti. Manca un solo tassello rispetto ai progetti fissati nel 2004, è la costruzione della nostra casa» . Lotito stringe il microfono, domina il centro della…

Centotredici anni e un sogno lungo più di un secolo: «La lazialità è un modo di essere, abbiamo intrapreso percorsi gestionali, sportivi e comunicativi importanti. Manca un solo tassello rispetto ai progetti fissati nel 2004, è la costruzione della nostra casa» . Lotito stringe il microfono, domina il centro della pista dell’American Circus. Al suo fianco c’è il sindaco Alemanno, annuisce e annuncia: «Caro Lotito e cari amici laziali, mi inchino ai 113 anni della Lazio. Questa amministrazione vuole varare insieme a voi il progetto dello stadio. Lo vogliamo presentare in modo che diventi la casa di tutta la comunità biancoceleste. Spero che Lotito tiri fuori il progetto, voglio condividerlo con tutti i tifosi laziali».

I PASSI – Sì allo stadio della Lazio, a parole. Lotito negli anni è stato ostacolato da amministrazioni comunali contrarie e da leggi statali antiquate. Alemanno è al termine del mandato, ha dato la sua disponibilità, aspetta un progetto ufficiale. La società, per presentarlo, vuole garanzie precise. Lotito non è un illusionista, è un presidente-tifoso, sogna di unire la famiglia laziale in una casa grandissima. E’ questo il regalo che vuole fare al mondo biancoceleste. Ne parla dal 2004, dal giorno del suo insediamento. Il presidente ha atteso il varo di una nuova legge statale, non è mai arrivata. Lotito non ha perso la speranza, riuscirà a costruire lo stadio delle Aquile e la cittadella dello sport laziale: «Vogliamo una casa per la nostra famiglia, capace di accogliere tutte le sezioni della Polisportiva. Mi auguro che l’amministrazione comunale capisca l’importanza di questo progetto non solo da un punto di vista geo-patrimoniale. Lo realizzeremo nonostante il fatto che le norme attuali finora lo abbiano impedito. Siamo sicuri che il lavoro dell’amministrazione comunale sarà fattivo» , ha aggiunto il presidente rivolgendosi ai tifosi assiepati sulle tribune del circo, facendo un appello ad Alemanno.

IL FUTURO – Lotito ha celebrato il 113º compleanno della Lazio anticipando il futuro. In serata ha partecipato alla festa organizzata all’American Circus, nel pomeriggio aveva fatto gli auguri ai laziali dalla radio ufficiale del club: «I sogni sono belli perché danno la forza di aspirare a traguardi importanti. Ma i traguardi vanno conseguiti altrimenti diventano sogni non realizzati. Bisogna, per raggiungerli, stare tutti insieme. Io sono anche tifoso, aspiro al massimo dei risultati. Come presidente devo sapere quel che possiamo fare e quello che non possiamo fare, mi sento di promettere che cresceremo in maniera esponenziale» . Ha mantenuto le promesse fatte, continuerà a farlo: «La rivista, la radio, la televisione, abbiamo realizzato tutto e andremo avanti. Questa è una società che avrà una crescita di forza sportiva, creativa e di credibilità perché lo meritano i tifosi, lo merita la nostra storia. La Lazio farà di tutto per avere in futuro ampie e grandi soddisfazioni, anche sportive».

IL MERCATO – Nella notte del compleanno, dopo il match col Catania, aveva stuzzicato la fantasia della gente parlando di mercato: «In questo momento non abbiamo uno stato di necessità, ma di perfezionamento. E’ come se avessimo mangiato il primo, il secondo, il contorno, la frutta. Ora se serve la ciliegina sulla torta, la prenderemo. Il nostro spogliatoio è come una chiesa, ha il proprio equilibrio all’interno, ci sono persone eccezionali sotto ogni punto di vista. Trovare giocatori con questo target non è facile…» . Una ciliegina sulla torta della Lazio, un acquisto da leccarsi i baffi. Lotito potrebbe fare una sorpresa ai tifosi, sarà sempre paladino della lazialità. E’ la promessa più importante: «Come presidente ho l’obbligo di preservare la storia e di tramandarla ai giovani».

Il Corriere dello Sport

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