È Petko alla Maestrelli

È Petko alla Maestrelli

E adesso chiamatelo Petko-Maestrelli. Eh sì, perché all’uomo di Sarajevo sono bastate tre partite per fare ciò che non è riuscito ad Eriksson e Zoff, a Zeman, Mancini, Delio Rossi e Reja: eguagliare l’artefice del primo scudetto. Una sola volta nella sua storia la Lazio era stata capace di vincere…

E adesso chiamatelo Petko-Maestrelli. Eh sì, perché all’uomo di Sarajevo sono bastate tre partite per fare ciò che non è riuscito ad Eriksson e Zoff, a Zeman, Mancini, Delio Rossi e Reja: eguagliare l’artefice del primo scudetto. Una sola volta nella sua storia la Lazio era stata capace di vincere le prime tre partite di campionato. Era la stagione 1974-75, quella post-tricolore, con Maestrelli timoniere. Prima e dopo di allora si era arrivati al massimo a fare bottino pieno nelle prime due giornate di campionato. Quasi quarant’anni dopo è toccato a Petkovic ritagliarsi un posticino nella storia del club. «Fa piacere, ma si tratta di statistiche — taglia corto il tecnico —. Più importante, secondo me, aver vinto ancora, aver conservato il primato in classifica ed aver proseguito il processo di crescita. Siamo sulla strada giusta. Dove possiamo arrivare non lo so, ma questo non è un problema. Dobbiamo vivere alla giornata, cercando di crescere di partita in partita e, possibilmente, vincere».

Profilo basso 
Senza mai perdere di vista quello che Petkovic vuole sia il filo conduttore della sua gestione: il basso profilo. «Dobbiamo restare con i piedi per terra, perché siamo solo all’inizio e perché il calcio è sempre imponderabile». Questo, peraltro, non vuol dire che il tecnico si voglia nascondere: «Ci mancherebbe. Non mi sono nascosto un mese fa quando le cose andavano male, figuriamoci adesso. Però neanche voglio salire in cattedra e lanciare proclami». A Verona però si è vista una squadra quasi perfetta, capace anche di soffrire in determinati momenti, ma pure di esaltarsi quando la partita glielo ha consentito. «Siamo stati solidi e imprevedibili — l’analisi dell’allenatore —. E, soprattutto, abbiamo ottenuto un successo importante. Non è mai facile vincere, in particolare contro una squadra aggressiva come il Chievo. Che infatti in certi frangenti ci ha messo in difficoltà. Abbiamo anche commesso qualche errore dietro, ma ci può stare nell’arco di una partita. La cosa che conta è essere rimasti compatti pure in quei momenti. E aver dimostrato che la fame di risultati non è venuta meno».

Klose approva 
Se la Petko-Lazio continua a volare il merito è soprattutto dei suoi uomini-simbolo. A Verona la copertina se l’è presa Hernanes, ma anche Klose ha fatto come sempre la sua parte, nonostante il neo del rigore provocato. Con un gol, il terzo in questo campionato, e una prestazione ancora sopra le righe. «Buon risultato, buona Lazio — commenta alla fine il tedesco —. Abbiamo vinto come l’anno scorso con tre bei gol. Nel primo tempo siamo andati molto bene, nella ripresa siamo un po’ calati, ma sono cose che possono accadere». Dall’alto della sua esperienza il tedesco preferisce comunque tenere i piedi per terra: «Siamo partiti bene, vincendo tutte le partite, ma la stagione è appena agli inizi ed è presto per dire dove possiamo arrivare»

fonte: gazzetta dello sport

Simone Davide-Cittaceleste.it

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