E Reja chiede un regalo alla Lazio

E Reja chiede un regalo alla Lazio

C’è un tifoso interessato che oggi sarà incollato alla tv pronto ad alternare sciarpa al collo. Perché se la Lazio vincerà a Palermo Edy Reja potrà esultare per due motivi. Il primo è il legame certamente ancora forte coi colori biancocelesti per quei due anni e mezzo nei quali c’è…

C’è un tifoso interessato che oggi sarà incollato alla tv pronto ad alternare sciarpa al collo. Perché se la Lazio vincerà a Palermo Edy Reja potrà esultare per due motivi. Il primo è il legame certamente ancora forte coi colori biancocelesti per quei due anni e mezzo nei quali c’è stato davvero di tutto: dalla salvezza strappata con le unghie e con i denti nella prima stagione, alle due volte che la Champions è sfuggita per un niente, da fischi e dimissioni, agli applausi e alle targhe appese a Formello a celebrare i due derby vinti. Il secondo motivo è che, se Gasperini dovesse essere l’ultimo dei giubilati da patron Zamparini, l’ex tecnico della Lazio potrebbe tornare a sedersi su una panchina di serie A. E non una qualsiasi visto che Reja a Palermo c’è stato, per tre stagioni negli anni ’70, da giocatore. «Non ho sentito nessuno del Palermo – le parole di Reja – Ma se arriva l’occasione giusta sono pronto per ripartire con entusiasmo». Diplomatico ed eloquente. La cosa curiosa sta nel fatto che oggi tra Petkovic e Gasperini ci sarà una sorta di passaggio di consegne: il fantasma di Reja ha aleggiato a lungo sulla testa di «Petko», sembrava si potesse già materializzare nella serata della sconfitta in amichevole contro il Getafe, la scorsa estate. La squadra non girava, la mano del nuovo tecnico non si vedeva e i «senatori» di Reja sembravano spingere per la restaurazione. Per gli scettici, addirittura, Petkovic rappresentava solo una soluzione tampone per concedere a Reja il tempo di rifiatate dopo tre campionati sotto pressione. In base agli accordi di fine corsa, se la Lazio avesse vacillato sotto le direttive del nuovo tecnico, Lotito avrebbe richiamato Edy sulla panchina. Ma, in realtà, non ce n’è stato bisogno. Perché la nuova Lazio non solo ha tenuto botta tra le mille difficoltà del campionato e una panchina forse troppo corta, gli stessi problemi, del resto, patiti dalla precedente gestione. Ma ha sorpreso un po’ tutti facendo ancora meglio di quella precedente e «liberando» Reja verso nuove opportunità professionali. Il Palermo, appunto.

Il Corriere della Sera

Cittaceleste

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