La mia Lazio suona il rap

La mia Lazio suona il rap

ROMA – L’importanza di chiamarsi Michael. Come Jackson, il re del Pop. E’ bello e balla, Ciani. Due acuti, invaderà la quiete di Formello. Timido? Scordatevelo: «Sono un chiacchierone, ho conquistato ogni spogliatoio con la musica. La metto a tutto volume prima delle partite per smorzare la tensione» . Dategli…

ROMA – L’importanza di chiamarsi Michael. Come Jackson, il re del Pop. E’ bello e balla, Ciani. Due acuti, invaderà la quiete di Formello. Timido? Scordatevelo: «Sono un chiacchierone, ho conquistato ogni spogliatoio con la musica. La metto a tutto volume prima delle partite per smorzare la tensione» . Dategli tempo, due casse, danzerà pure sull’erba. Un ossimoro vivente: Michael l’anti-mondano, eppure modello, attore, persino produttore. Un gigante glamour, figlio del Guadalupe. Esploso in Belgio, monsieur di Francia.

CHE BELLA LA LAZIO!

– Non mastica l’italiano ( «Ma sto facendo enormi progressi con la lingua» , rassicura gli amici su Twitter), non ha ancora trascorso una vera vacanza romana. Eppure sbrana già il campo dalla panchina, Michael Ciani. Assapora il debutto, respira la gloria dell’Olimpico: «Prima gioco, meglio è» . Petkovic indugia, non vuole bruciarlo. Studia il calciatore, un’autentica forza della natura. Già rapito in tv, Ciani lo stregherà col tempo. Ha sempre fatto così, Michael. Ovunque passa, lascia il segno, un’impronta possente, il vuoto nel cuore dei club, dei tifosi (indelebile la lettera d’addio del suo Bordeaux) e dei suoi allenatori. Blanc lo adorava, Christian Gourcuff stravedeva, Guy Roux – il maestro di Cisse – s’era invaghito. Nel 2010 la Ligue 1 era già ai suoi piedi, Ciani accarezzava la fama di miglior difensore di Francia: «Una soddisfazione enorme aver ricevuto il premio dai miei colleghi, mi hanno votato» .

PRODUTORE MUSICALE

– Due anni dopo, eccolo a Formello, alla conquista dell’Italia. Come l’idolo Thuram: «Sto già bene a Roma e c’è un’ottima atmosfera nello spogliatoio» , cinguetta e commenta la sua nuova avventura. Lo sbarco nella patria della moda. Giovedì la prima sfilata italiana: Michael indossava abiti Boggi, partner biancoceleste. Calzavano a pennello, non c’era dubbio. La moda, lo spettacolo, in fondo sono la seconda vita di Ciani. Habitué della passerella, ma soprattutto homme da video musicali. L’anno scorso era in vetrina con Chamakh: «Ho invitato Marouane, abbiamo girato la clip a Bordeaux e in Costa D’avorio con un gruppo d’artisti africani (Espoir 2000) e con il rapper Poison, che io produco». Già, Ciani ha una sua etichetta. Un marchio del fato. Perché la musica, ce l’ha nel Dna: «E’ la mia vera passione. L’Hip hop, R & B, amo ogni stile americano. Ascolto di tutto. La mia casa discografica lancia diversi generi, anche Soul» .

MI CHIAMO MICHAEL…JACKSON

– Il ritmo gli scorre nelle vene, è il principio di una storia: «Mia madre adorava Michael Jackson e per questo mi ha dato il suo nome. Poi è diventato il mio cantante preferito, rimarrà per sempre il re del pop» . Il mito Bob Marley, riecheggia Redemption Song nelle tempie di Ciani. Il suo amico Shad Murray ha persino arrangiato una cover in suo onore. Non solo musica, c’è anche il cinema nei geni di Michael. Con altri sportivi e il campione del mondo 1998 Christian Karembeu, ha co-prodotto con la One Million Dollar Film la pellicola NOLA Circus. Nel trailer il difensore recita, è un bomba: parruccone, occhialoni, due pistole e una pala per abbattere una ragazza. Cattivo per beneficenza. In realtà un gigante buono.

MODAIOLO RISERVATO

– Baccano e silenzio, moda e semplicità. Due anime travolgono Ciani. Perché quel Marcantonio tanto chic ha un’unica ragione di vita. Tutto il resto è noia, la sua felicità conosce una strada. E porta a casa: «La famiglia è tutto per me. Il tempo libero lo dedico solo ai miei cari. Ho quattro sorelle e un fratello, adoro i miei quattro nipotini e, quando posso, vado spesso a trovarli» . Non è disco, sesso e rock and roll, è un poeta benedetto: «Mi piace la tranquillità, le lunghe passeggiate, specchiarmi nell’acqua» . Il calore di un divano, l’odore dei pop corn: «Divoro le serie Tv, Lost mi ha conquistato» . Si rigenera nella pace: «La calma per me è una qualità. Anche perché ho invece altri difetti. Sono un testardo cronico» . Punta l’obiettivo, lo centra. Emula la sua seconda metà: «Ho un rottweiler, siamo inseparabili. E’ potente, ma in realtà un grande orsacchiotto protettivo» . Difende il padrone. Ciani, la Lazio: del suo cane, perde il pelo, non il vizio.

(fonte Cds)

Cittaceleste.it

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