Ecco perchè la Lazio è diventata una squadra stellare

Ecco perchè la Lazio è diventata una squadra stellare

Di Franco Recanatesi (Da Il Corriere dello Sport) ROMA – La Lazio vincerà anche lunedì prossimo a Torino e segnerà 5 gol. E’ un tifoso biancoazzurro, naturalmente, di quelli veri, tosti, a soffiarmi nell’orecchio la tracotante previsione. Abita nella mia stessa strada. Prima della vittoria di Udine mise fuori della…

Di Franco  Recanatesi (Da Il Corriere dello Sport)

ROMA – La Lazio vincerà anche lunedì prossimo a Torino e segnerà 5 gol. E’ un tifoso biancoazzurro, naturalmente, di quelli veri, tosti, a soffiarmi nell’orecchio la tracotante previsione. Abita nella mia stessa strada. Prima della vittoria di Udine mise fuori della finestra una bandierina bianca e celeste, prima del Palermo ne mise due. Poi tre prima del Sassuolo. Lunedì scorso, quattro. E’ diventato l’eroe del quartiere. Un quartiere molto laziale, ovviamente. Tutti (quasi tutti) a complimentarsi con Carletto, detto “Beppe” che non c’entra niente con Carletto, lo chiamano Beppe perché ha il ciuffo biondo sulla fronte come Signori: «Bravo, aumenta, aumenta sempre le bandierine, portano fortuna». Beppe gonfia il petto e risponde: «Non portano fortuna, anticipano i nostri gol». Già. 1-0 a Udine, 2-1 al Palermo, 3-0 al Sassuolo, 4-0 alla Fiorentina. Quindi… Ride. Beppe-Carletto: «Io le cinque bandierine lunedì prossimo le metto, poi si vedrà».

Il tifo laziale oggi è in vena di esagerazioni. Di solito si dice che a Roma vincere è difficile per via dello scarso equilibrio delle tifoserie, che si esaltano al primo acuto e si deprimono alla prima stecca. Stavolta, in casa laziale, è diverso: è il quarto acuto e i decibel hanno raggiunto livelli altissimi. Le bandierine di Beppe sventolano sulla Lazio più bella sicuramente del decennio lotitiano, ma io mi spingerei anche oltre, fino al dopo-scudetto di Eriksson, quindici anni fa. Anche se la critica – specie quella televisiva – stenta a riconoscere i meriti di questa squadra che non solo sa dare spettacolo ma si pone, se qualcuno non interverrà a rompere il giocattolo, come prossima protagonista del nostro campionato.

 

 

Crea come le grandi d’Europa – Dieci gol all’attivo, uno solo al passivo sgranando quattro vittorie di fila. E quasi sempre offrendo un gioco spumeggiante, fatto di corsa, tecnica, aggressività, organizzazione, sacrificio. Divertimento. Che i giocatori si divertono si percepisce chiaramente. Dai loro atteggiamenti, dallo sfizio di fare la giocata in più, dal voler favorire il compagno. I dieci gol delle ultime quattro partite sono il frutto di almeno venti occasionissime. Solo Barcellona, Real Madrid e Bayern sono capaci di produrne tante. Come si è arrivati a comporre un meccanismo così brillante, quasi perfetto? Attraverso una serie di step: ottimo lavoro del settore giovanile, giudiziose operazioni di mercato, pieno sfruttamento delle caratteristiche dei giocatori, modulo di gioco a queste ultime adeguato, chiarezza nei rapporti fra allenatore e giocatori, armonia nello spogliatoio, 15/16 titolari di pari livello. Tutto questo porta indubbiamente all’esaltazione del lavoro di Pioli, ma non sarebbe giusto trascurare i meriti di una società tanto chiacchierata quanto felicemente produttiva. Igli Tare possiede il fiuto del grande affarista di mercato. E se qualcuno riuscisse a tappargli la bocca in certe occasioni e in altre a suggerirgli come misurarsi con il prossimo, oggi Lotito, per meriti acquisiti, sarebbe l’ottavo re di Roma.

Ora cambiano gli obbiettivi – Ora viene il difficile. La Lazio non ha mai vinto più di quattro partite di fila. La Lazio ha una condotta di gioco che richiede un largo dispendio di energie. La Lazio sul più bello s’inceppa. Tutti questi turbamenti avevano un senso fino a un mese fa, oggi negli occhi del tifoso laziale brilla la macchina da gol che ha stritolato la Fiorentina e un ottimismo mai prima d’ora conosciuto. Spogliatosi di ogni ipocrisia, egli sa che non arrivare alla Champions sarebbe una delusione. Ma non basta: alzi la mano chi non sogna il secondo posto. Cioè superare la Roma. Non fategli vedere il calendario altrimenti cade dal letto. Penultima giornata: Lazio-Roma. Ultima giornata: Napoli-Lazio. Succede a fine maggio. I deboli di cuore prenotino fin da ora un viaggio alle Maldive.

Cittaceleste.it

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