Ederson-Ledesma: si vince senza convincere

Ederson-Ledesma: si vince senza convincere

Il terzo posto che senza penare troppo la Lazio si riprende piegando il Siena del romanista Cosmi è specchio fedele di un campionato che sembra proprio avere due sole protagoniste, la Juventus e il Napoli. Dietro, serpeggia la crisi, come accade a Roma e Milan, o si palesano limiti strutturali…

Il terzo posto che senza penare troppo la Lazio si riprende piegando il Siena del romanista Cosmi è specchio fedele di un campionato che sembra proprio avere due sole protagoniste, la Juventus e il Napoli. Dietro, serpeggia la crisi, come accade a Roma e Milan, o si palesano limiti strutturali oltre i quali sarà difficile andare. È il caso della Lazio di Petkovic: precisa, ordinata, cinica. Abbastanza per digerire la doppia sconfitta con Genoa e Napoli e per chiudere la pratica Siena nel primo tempo, con due gol su altrettante palle inattive, corner e calcio di rigore. Ma non abbastanza da far sognare oltre. Lo dice paradossalmente l’esordio da titolare di Ederson, bagnato con un gol d’autore, l’1-0 realizzato con uno stacco di testa imperioso, cui aggiunge però pochissimo nell’ora in cui rimane in campo.

Bruttina
Partita senza scosse e assai mediocre. Lazio presto in vantaggio e al raddoppio prima dell’intervallo, Ledesma dal dischetto dopo che Pegolo travolge Klose innescato da uno sciagurato retropassaggio di Vergassola. Bischerate in ordine sparso dell’arbitro Russo, già salito agli onori della cronaca per un catastrofico Brescia-Roma del 2010 e per le accuse dell’altro ieri del pescarese Terlizzi: assolto Pegolo che prima del 2-0 investe fuori area Mauri (anche per Cosmi valeva il rosso), assolto Paci per tentativi ripetuti di strangolamento nei confronti di Klose, condannato per simulazione Calaiò sul quale alla fine del primo tempo Biava commette un evidente fallo da rigore. Lazio in controllo nella ripresa, rischiando niente fino al recupero, quando una dormita di Dias, già colpevole sullo 0-0 di avere regalato l’unica palla gol del Siena a Calaiò (miracolo di Marchetti) consente a Paci l’inutile tap in del 2-1 conclusivo.

Tanto Ledesma
Il migliore in campo, complice una disposizione tattica del Siena un po’ così. Il 3-4-2-1 di Cosmi, che ha l’attenuante del forfait di Rosina e Zè Eduardo, gli uomini delle ripartenze, è in realtà un 5-4-1 mascherato, con Angelo e Del Grosso che si allineano ai tre centrali di difesa, tutti predisposti alla marcatura di Klose. Risultato, nel gioco delle coppie alla Lazio avanza un uomo, e quell’uomo è Ledesma, indisturbato playmaker basso. Ledesma è un tipo alla Pirlo, se non lo asfissi, quello ti porta puntuale la Lazio oltre l’ostacolo. Succede proprio così, e l’errore di valutazione di Cosmi è pesante. Per il resto, il tecnico nella ripresa fa quel che può: fuori subito Angelo e Verre, trequartista impalpabile, e dentro Sestu e Paolucci, per un 3-5-2 che tuttavia morderà solo nel finale, quando Reginaldo, intraprendente ma un po’ appesantito, subentra a Valiani. Quanto a Petkovic, con Onazi, Cavanda e Hernanes (preservato per il Maribor di giovedì) blinda un risultato mai in bilico, nonostante Lulic e Dias non siano ancora quelli di una volta. Quattro tiri nello specchio della porta e quattro fuori, però, sono poca roba. Per volare alta anche in Europa, la Lazio dovrà fare qualcosa di più.

fonte: gazzetta dello sport

Simone Davide

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