Ederson riprende il volo

Ederson riprende il volo

 Non vola da un po’, l’aquila Ederson. Ieri dall’alto di Formello atterrava sull’Udinese. Piroette e sberle in porta, sa che è arrivato il suo momento. Acciaccata la stella Hernanes, ecco il sostituto naturale, una cometa. Fantasia carioca al potere, un Dna più offensivo – parola di Petkovic – e una…

 Non vola da un po’, l’aquila Ederson. Ieri dall’alto di Formello atterrava sull’Udinese. Piroette e sberle in porta, sa che è arrivato il suo momento. Acciaccata la stella Hernanes, ecco il sostituto naturale, una cometa. Fantasia carioca al potere, un Dna più offensivo – parola di Petkovic – e una carica speciale. Altri 40 giorni ai box gli hanno iniettato il veleno, una voglia matta di spaccare la rete. Honorato sostituisce il Profeta, chissà non possa cambiare l’oracolo: due anni di Hernanes alla Lazio, due beffe Champions. Ederson vuole spegnere il ghigno friulano. E’ un amuleto biancoceleste: quando parte titolare, segna sempre.

IL CALVARIO – L’incantesimo s’era sciolto il 4 ottobre, col Maribor: rete e stiramento agli adduttori della coscia sinistra. Aveva già superato un infortunio, Ederson: in estate, durante il ritiro di Auronzo, un crack al ginocchio destro. Avvio di stagione subito in salita. Tutti lo aspettavano, il brasiliano era tornato in campo contro il Siena e il Maribor, aveva scovato due perle: volo di nuovo interrotto a mezz’aria. Aveva assaporato il recupero durante la pausa, s’era rialzato prima di precipitare – dopo un paio d’allenamenti – alla vigilia del match col Milan: si pensava a un risentimento, il brasiliano s’era stirato. Fisioterapia e grinta, adesso niente più ricadute.

E’ CARICO – Rieccolo, l’avevamo lasciato in infermeria, s’è affacciato. Ederson può tornare a volare, è in rampa di rilancio. Le prove pindariche a Torino e in Europa: poco meno di un tempo con la Juve, 20 minuti col Tottenham. Adesso Petkovic lo sgancia, senza paracadute. Volare, oh oh. E’ il momento di tornare a planare sulle ali di Ederson, l’italo-brasiliano, il portafortuna biancoceleste. Altro che Olympia, è Honorato l’aquila reale. Feroce, vorace. E’ motivato: graffiava e mordeva la palla ieri a Formello. La sgranava con gli stessi occhi che fulminarono Siena e Maribor.

L’AMULETO – Un colpo d’ali bellissimo, un colpo di testa fortissimo, il primo volo non si scorda mai. Ederson s’era alzato in cielo e bucato Pegolo con una testata furiosa. S’era preso i tre punti in classifica e un paio sul labbro per una gomitata di Vergassola. Primo pasto col Siena, quindi il bis – una manciata d’ore dopo – col Maribor, da centravanti velenoso. In sessantanove minuti, senza una boccata d’ossigeno, s’era divorato gli applausi della Nord. Quindi la fitta all’inguine e il digiuno forzato di oltre 40 giorni. Ederson è affamato.

DA MEZZ’ALA – Clone di Hernanes, forse una forzatura. Petkovic sa che Ederson è un sostituto con altre caratteristiche, ma non ha intenzione di modificare il 4-1-4-1. L’ex Lione agirà quindi come mezz’ala sinistra offensiva, ma dovrà pure badare alle ripartenze dell’Udinese. E’ questo l’orientamento tradito dalle prove tattiche a Formello. La Lazio però confida nel fiuto di Ederson sotto porta, è micidiale. E guai a dirsorientarlo. Specie dopo l’ultima uscita biancoceleste, senza l’olfatto del gol. Il brasiliano annusa l’abbuffata.

BASTA INFORTUNI – E’ tempo di riscatti. Di lasciarsi alle spalle l’inferno per abbracciare il paradiso: basta infortuni. E’ sempre resuscitato, Ederson, attaccandosi alla fede. Ma Roma doveva essere la meta finale del suo lungo pellegrinaggio, dopo troppe fermate ai box. Una carriera mai sbocciata del tutto per i continui acciacchi. Per fortuna la sua mente è indistruttibile, Honorato deve levigare il corpo. E’ passato da Lourds, ha affiancato la palestra alle sedute, nulla da fare. Lo sbarco in Italia doveva scacciare la jella. Non cada più o Lotito chiamerà l’esorcista.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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