Ederson si fa in quattro

Ederson si fa in quattro

ROMA – Dove gioca Ederson e come lo impiegherà Petkovic? Questo è stato uno dei principali interrogativi dell’estate della Lazio, piena di incognite e di diffidenze, sparite come il caldo d’agosto. Il tecnico di Sarajevo sta sbriciolando lo scetticismo, ha cominciato a far correre una squadra lenta e compassata, ha…

ROMA – Dove gioca Ederson e come lo impiegherà Petkovic? Questo è stato uno dei principali interrogativi dell’estate della Lazio, piena di incognite e di diffidenze, sparite come il caldo d’agosto. Il tecnico di Sarajevo sta sbriciolando lo scetticismo, ha cominciato a far correre una squadra lenta e compassata, ha mixato le sue idee con le certezze lasciate da Reja, ha riportato Hernanes al ruolo di vero e proprio centrocampista. Ora scommetterà sul brasiliano arrivato a parametro Petkovic vede il brasiliano mezzala destra o sinistra e anche da esterno. L’idea di una linea fantasia con Hernanes-Mauri-Candreva zero dal Lione. E’ quasi pronto, verrà inserito gradualmente. Ederson, fermo dal 18 luglio, sta recuperando dall’infortunio al ginocchio destro subìto nel ritiro di Auronzo. Martedì scorso, in occasione dell’amichevole organizzata a Formello con gli arabi dell’Al Wakrah, ha giocato per novanta minuti. Buone risposte dal campo, anche se era controllato, non ha dato il massimo, era una partita per ricominciare e qualche fastidio al ginocchio ancora lo avverte. Ci dovrà convivere, lo eliminerà con il tempo. Ma intanto si parte dalle valutazioni di Petkovic, che avrà una risorsa in più dopo la sosta su cui puntare.

A QUATTRO – Dove giocherà Ederson e quale dovrà essere la sua collocazione tattica? Si torna alla domanda di partenza. Una risposta già c’è e può essere compatibile con il turnover e la lunga serie di impegni che attendono la Lazio. Per Petkovic, che continuerà con il 4-1-4-1, il brasiliano può essere impiegato indifferentemente sulla linea dei quattro tra Ledesma (il playmaker-equilibratore) e Klose (leader dell’attacco e punta centrale). L’ha provato, per cominciare, da mezz’ala sinistra, presto lo testerà anche come interno destro oppure da esterno, su tutte e due le fasce. Un’alternativa, anzi una prima scelta, sulla stessa linea di Hernanes, Mauri, Candreva, Gonzalez e Lulic. Nel calcio di Petkovic contano il movimento, la capacità di correre e di sacrificarsi. Si può sostenere il pressing se lo fanno in undici. Si attacca e si difende Ha recuperato dal ko al ginocchio destro, ma il suo inserimento verrà gestito con gradualità dal tecnico di Sarajevo tutti insieme. Si può sostenere un certo tipo di gioco se i reparti si aiutano, se la squadra si mantiene corta e compatta sul campo. E’ un calcio in cui i giocatori diventano meno schiavi del ruolo. Contano le caratteristiche. E possono convivere le qualità, se unite alla forza fisica e al dinamismo.

FANTASIA –  Tutti si chiedono se nascerà o meno un dualismo tra Ederson ed Hernanes, ma l’ex fantasista del Lione è un numero 10 e il Profeta (se sostenuto e al top della condizione) può giocare da 8, come sta facendo in questo avvio di campionato. E’ una delle ipotesi, non l’unica ovviamente e andrà verificata sul campo, ma è chiaro che Petkovic sta anche pensando alla Lazio con la formula fantasia. Mauri e Candreva esterni, Hernanes e Ederson interni: i quattro tenori di centrocampo dietro a Klose e con la copertura di Ledesma. E’ un progetto ambizioso e intrigante, almeno sulla carta e in attesa di verificarne gli equilibri tattici. Forse Petkovic lo sperimenterà nelle partite più semplici e quando avrà la certezze che tutti siano al massimo della condizione atletica. La corsa di Lulic e il dinamismo di Gonzalez erano e restano caratteristiche indispensabili per sostenere il centrocampo, difficilmente se ne può fare a meno e lo conferma anche la prudenza di Petkovic, che spesso sospira e freme per il recupero di Brocchi. Un mediano con la saggezza tattica, l’intelligenza e la rapidità dell’ex milanista gli consentirebbe di completare il progetto e avere un’alternativa di livello a Ledesma, Onazi e Cana in mezzo al campo. Il tecnico di Sarajevo ha voglia di costruire una Lazio divertente, suggestiva, capace di giocare un bel calcio. Ma non perderà mai di vista la concretezza e la solidità. Come ha spiegato qualche giorno fa  <i>«ogni allenatore dipende dai risultati»

fonte: CdS

Simone Davide-Cittaceleste.it

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