Felipe Anderson, un’altra buona prestazione e un futuro da decidere insieme

Felipe Anderson, un’altra buona prestazione e un futuro da decidere insieme

Il brasiliano ha disputato sessanta minuti ad alto livello nel derby di ieri sera.

di redazionecittaceleste

ROMA –  Esce furioso, rientra generoso. Felipe è cambiato, adesso va ancora più applaudito. Era il migliore in campo, Inzaghi al 60′ lo ha sostituito. Lui non l’ha presa affatto bene, è volato nel tunnel col volto scuro, ma dopo ha capito. Una manciata di minuti nello spogliatoio a smaltire la rabbia per non poter dare più in campo il proprio contributo, quindi rieccolo in panchina a incitare i compagni e a consolare Radu in occasione dell’espulsione.

FUTURO

Venticinque anni non arrivano per caso, ieri Anderson voleva mangiarsi il prato. Un tempo di sgommate sulla Roma e accelerazioni per aiutare persino in ripiego la difesa. Felipe merita elogi per questa prova. Viene incontro e riparte, è sgusciante e voglioso. Fosse diventato per sempre così, bisognerebbe fargli subito il rinnovo. In realtà è quasi già tempo con un contratto in scadenza nel 2020. Ma il brasiliano e la Lazio si sederanno a tavolino soltanto a fine stagione. In questo rush finale lui deve dimostrare d’essere diventato davvero un campione. Ieri c’ha messo la testa, così alla fine ha partecipato alla festa. Con un gol o il passaggio giusto poteva essere la sua come nel 2015, ma ormai Anderson non è più solo individualista, preferisce condividere tutto con gli amici.

Felipe Anderson, fantasista della Lazio

Nel giorno del suo compleanno, regalo è il sorriso ritrovato di tutti i laziali, adesso Felipe può pure pensare ai festeggiamenti. Ha rimandato gli inviti, ieri era troppo tardi. Dopo la cena in famiglia, ci sarà tempo per altri brindisi. Il più bello sarebbe quello con la Champions in mano. Altro che derby, centrare l’Europa che conta per il brasiliano sarebbe il coronamento totale. Anderson si sente pronto a spiccare il volo, dopo 5 anni di Lazio vorrebbe ancora farlo a Formello. Sembrano lontani i frangenti bui della discordia post-Genoa, il brasiliano ha già ritrovato in biancoceleste serenità e armonia. Eppure a giugno anche Lotito e Tare vorranno avere l’ultima parola. Intanto Felipe nei dribbling e nelle parole non ha più la saudade strozzata nella gola.

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